lunedì, marzo 13, 2006

4-3-3: una filosofia

IL sistema di gioco dell’Ajax – il cui storico 4-3-3, modulo adottato dai pulcini alla prima squadra, è solo una sbrigativa schematizzazione – richiede una sempre più veloce circolazione della palla, che va conquistata prima possibile. Per questo ai giocatori dell’Ajax (e a quelli arrivati dalle società satellite come l’Anversa e il Genk in Belgio, il Goldfields nel Ghana e l’Ajax Cape Town in Sudafrica) è richiesto che con il pallone siano bravi ma soprattutto veloci e collettivamente «intelligenti». Devono saper guardare, anticipare e agire. Più breve sarà il tempo intrercorso tra la ricezione e il passaggio e più sarà difficile, per l’avversario, difendersi. All’Ajax ci si allena molto con partitelle e giochi di posizione. Il primo obiettivo è segnare, ma bisogna arrivarci giocando più o meno nella propria zona di campo e facendo in modo che la posizione del giocatore dipenda da quelle del pallone, dei compagni e degli avversari. Quando si è in possesso di palla bisogna mantenere le distanze e quanto più grandi sono le distanze, tanto più difficoltosa è la difesa del pallone. Per recuperarlo occorre andare sulla palla al momento giusto e ridurre gli spazi. La famosa squadra “corta” e “stretta”, per farla breve.
Ma il sistema funziona se si hanno i giocatori “adatti”, cioè tecnici, veloci e dotati di buona visione di gioco. Ecco perché nei Talentendagen si adotta la formula TIPS come punto cardine delle selezioni. L’attenzione all’abilità tecnica trova conferma in un dato difficilmente riscontrabile in altre realtà. Fino ai 15 anni l’Ajax prende solo attaccanti. Poi avviene una sorta di selezione naturale. Il più bravo fa il centravanti, il secondo il trequartista e così via a scalare per gli altri ruoli. Più di tante parole, vale l’esempio dell’ex terzino milanista Reiziger. Inoltre si cerca di prendere bambini piccoli per crescerli con la giusta mentalità. Un ragazzo di 17-18 anni viene accettato solo se in grado di giocare in prima squadra (vedi Ibrahimovic e Mido). Per quanto riguarda gli stranieri (ibidem), sono previsto almeno due anni nel settore giovanile per adattarsi al gioco e alla cultura del club e alla lingua. Anche in questo consiste l’«unicità» della scuola Ajax. Che in patria ha da tempo avviato progetti di collaborazione tecnica con l’MVV Volendam. I video didattici realizzati con l’ausilio dei tecnici Co Adriaanse e Van Gaal da una parte e dal duo Vergoossen-Elsen dall’altra, assieme al fisiologo sportivo Jos Geijsel, sono studiati e tradotti in tutto il mondo.
(Christian Giordano)

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