martedì, marzo 28, 2006

Fantasia da spendere

Anche per spendere ci vuole fantasia, se guadagni decine di migliaia di sterline la settimana. Un tempo per i calciatori inglesi più ricchi i “giocattoli” obbligati erano le Ferrari, le Aston Martin e le Bantley (lusso che in Italia si è concesso il presidente del Bologna, Alfredo Cazzola, ndr) parcheggiate nel “driveway”, il vialetto d’ingresso a ville o a case di campagna. Oggi, per mantenere la dispendiosa tradizione e stare al passo coi tempi, i paperoni della Premiership devono ingegnarsi per trovare iperesclusivi beni di consumo consoni al proprio status-symbol.
A onor del merito, ci provano. Per la sua nuova residenza nel Cheshire, Harry Kewell (Liverpool) si è fatto spedire un lavandino dall’Australia, 11.000 miglia d’aereo per un pezzo di marmo che, evidentemente, lo facesse sentire “a casa”. Il resto è giunto da una rotta più breve, dall’Italia. Al seguito, dieci operai armati di gru, perché, per quanto costosa, non si trattava di una normale vasca da bagno, ma di un’opera d’arte scavata in un blocco di pietra da una tonnellata. A entrambe le estremità di un monumento degno di un Cesare del Duemila, un tocco decisamente hi-tech: due mega-schermi al plasma: per sé e per la moglie, per la quale è stato previsto apposito armadietto porta pochette e beauty-case.
Non lontano dalla magione Kewell, un altro residente del Cheshire, Robbie Savage (Blackburn Rovers) ha voluto una casa ultramoderna e dipinta di un bianco immacolato, compreso il letto matrimoniale in vera pelle. Ma nell’era moderna, nessuno ha fatto tanto in fretta il salto dalla miseria del ghetto allo status da playboy milionario come Wayne Rooney (Manchester United). Cresciuto a Croxteth, problematico sobborgo di Liverpool, nell’agosto 2004 destò sensazione lasciando l’Everton per 28 milioni di sterline. Adesso ha il problema di spenderli, quei soldi tanto sognati e piovutigli grazie al suo indubbio talento, ma non tutti ne apprezzano gli sforzi. Nel descriverne la nuova magione da 4,5 milioni di sterline un giornale l’ha ribattezzata “Chav Towers”. Crudele gioco di parole sui “coatti” del South London, in tipico humour inglese, ma che appare meno greve alla vista dell’ingresso, illuminato da candelabri, dove fanno bella mostra marmi intagliati recanti le iniziali di Wayne e relativa ragazza, Colleen McLoughlin. Proprio in quest’ordine: «WC».
Gli interni sono arredati con l’immancabile home cinema e una “stanza dei giochi” con tanto di biliardo e flipper. Meno comuni sono la piscina coperta e una centro sportivo costruito su misura e contenente campi da calcio a cinque, basket, tennis e badminton. Ma neanche a Rooney tutto è concesso. Colleen ha posto il veto: in cucina, niente spinatrici di birra.
Anche per i calciatori esistono però forme di investimento più tradizionali. Robbie Fowler, che a gennaio ha lasciato il Manchester City per tornare all’amato Liverpool, crede nel mattone, in Italia un evergreen: possiede 85 case. «We all live in a Robbie Fowler house», viviamo tutti in una casa di Fowler, cantavano sulle note di “Yellow Submarine” i tifosi dei Citizens. Ma il “Toxteth Terror” è anche uno dei maggiori VIP britannici proprietari di cavalli da corsa, in società con l’amico ed ex compagno di squadra Steve McManaman. Un altro ex dei Reds, Michael Owen (Newcastle United), va all’allenamento dalla sua villa di Chester in elicottero.
(Christian Giordano)

1 commento:

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    Rgds

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