venerdì, marzo 10, 2006

Guerra e (mai) pace

L’UCRAINA è divisa in 24 regioni (oblasti), una repubblica autonoma nella Crimea e due comuni (mista) con statuti speciali, Kiev (2,6 milioni di abitanti) e Sebastopoli. Altre città importanti sono Charkiv (1,5), Dnipropetrovsk (1,2 milioni), Odessa (1,2 milioni) e Donetsk (1,1). La popolazione (48 milioni) è composta da ucraini (77%) con minoranze russe (17%), bielorusse (1%) e di altre etnie (5%). L’ucraino è la lingua ufficiale ma sono risconosciute 13 lingue minoritarie tra cui il russo, dominante a est e in Crimea. Il territorio consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr, il Donestk e il Dniester, che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d’Azov. La fama di popolo “cattivo” che accompagna quello ucraino è figlia della storia. I primi a insediarsi in quelle terre furono gli sciti dal VII al IV secolo a.C. a cui seguirono invasioni di altri popoli (tra cui ostrogoti, unni e i kazari turco-iraniani). Nell’882 gli scandinavi Rus conquistarono Kiev e ne fecero il centro del regno (Rus’ di Kiev) che andava dal Volga al Danubio fino al Mar Baltico. Nel 988 il sovrano si convertì al cattolicesimo di Costantinopoli e ciò portò a una forte influenza bizantina. Alla fine del XV secolo vi fu un’imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kazaks, cosacchi (in turco, fuorilegge) il cui stato relativamente autonomo venne poi diviso fra Polonia e Russia. Dalla divisione nacque, intorno al 1840, un forte movimento nazionalista ucraino che spinse i russi a vietare l’uso della lingua ucraina. Caduto lo zar, dopo la Prima guerra mondiale e la guerra civile, nel 1922 l’Ucraina fu annessa all’Urss. La nazionalizzazione delle aziende agrarie (dekulakizzazione, da “kulaki”, piccolo proprietario terriero) imposta da Stalin sfociò in una carestia (cholodomor) da 7 milioni di morti; altri 6 ne costò il Secondo conflitto mondiale. Nel ’91, l’indipendenza. Il resto, comprese l’iperinflazione (oltre il 10.650% nel ’94) e la Rivoluzione arancione, è cronaca.
(Christian Giordano)

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