domenica, marzo 12, 2006

I ragazzi venuti dall’Argentina

«Dio si ricorda spesso di noi. Dopo Maradona ci ha dato Messi», ha detto “don” Julio H. Grondona, boss della Asociación del Fútbol Argentino (AFA). E se prima e dopo i due califfi ha donato a quel popolo eletto Di Stéfano e Agüero, c’è da credere che Lassú si tifi blanquiceleste. Lo conferma l’ennesimo eccellente ricambio generazionale.

INDEPENDIENTE
Sergio Leonel Agüero (Quilmés, Buenos Aires, 2-6-1988, 1.72 x 74), mezzapunta – La dieresi non è negoziabile: si pronuncia, per imperscrutabili motivi, A-gu-ero e non alla spagnola, “Aghero”. Qua siamo al livello di santità promessa al blaugrana Messi. Sito personale, studia l’inglese, gli alitano addosso scout e maneggioni di mezzo mondo da quando, col numero 34, divenne il più giovane debuttante in prima divisione (in Independiente-San Lorenzo 0-1 del 5 luglio 2003, grazie al tecnico Oscar Ruggeri), a 15 anni, due prima di regalare al Ct Francisco Ferraro il mondiale Under 17. In patria ha giurato fedeltà al “Rojo”, nel quale è l’erede del “Bocha” Ricardo Bochini. Nonostante tutto, “el Kun” (come il personaggio dei cartoni animati giapponesi) migliora giorno dopo giorno. Unico limite: il cielo, e forse la concentrazione. Il dg del Bologna Renato Zaccarelli la prima settimana di marzo è andato a verificarlo sul posto: «Bisogna vederlo per capire. Impressionante. E non solo col sinistro». Offrendo (a gennaio) 15 milioni, gli emissari del Villarreal hanno fatto la figura dei pezzenti. Il presidente Julio Comparada ne ha già rifiutati 20, per un ’88! Si parla pure di Inter, ma fa notizia?

Oscar Alfredo Ustari (Rivadavia, 3-7-1986, 1.84 x 82), portiere – Meglio Mariano Barbosa (oggi al Villarreal, ieri perdente al fotofinish con Julio César per finire all’Inter) che il più reclamizzato Lux. Ma il più forte è Ustari, campione del mondo Under 20 in Olanda nel 2005. Questo, in sintesi, il pensiero degli addetti ai lavori. Secondo radiomercato, il ragazzino potrebbe fare il terzo a Germania 2006. Clamoroso? No, verosimile.

BOCA JUNIORS
Rodrigo Palacio (Bahía Blanca, 5-2-1982, 1.75 x 66), centravanti – Fuori categoria: «Se c’è un giocatore in Argentina che potrebbe onorare la divisa del River, quello è Palacio», il massimo se a dirlo a uno “xeneize” è, l’allenatore del River Plate, Leonardo Astrada. Attaccante completo (sfonda, crossa e segna), figlio d’arte cresciuto nel Banfield è, come il concittadino cestista NBA Manu Ginóbili, destinato a ben altri palcoscenici. Top scorer dei campioni dell’ultima Apertura (10 gol dopo gli 11 del 2003-04, ma «sono un buon giocatore d’area, non un goleador»), il Gioiello ha passaporto comunitario. Confidenza con la rete («non sono un goleador, ma un buon giocatore d’area»), movimento perpetuo e razionale. Scalzati Guillermo Barros Schelotto e Marcelo Delgado nelle gerarchie del tecnico Jorge “el Chino” Benitez, ha resuscitato perfino il declinante Martín Palermo. Nel 2002 passa dal Bella Vista, squadra di quarta divisione, all’Huracán, in B Nacional (la cadetteria). L’anno dopo, è in Spagna con il suo agente per trattare con il Racing Santander e l’Alavés, lo cerca il Banfield, massima divisione argentina. Il resto è storia: al Boca e in nazionale (esordio con la Bolivia, marzo 2005). Già seguito dalla Juventus, chiama minimo 5 milioni di euro solo per essere ricevuti. Lui non sbava per l’Europa, il presidente Mauricio Macri dice che fino al 2007 non se ne fa niente. Figuriamoci.

Federico Insúa (Buenos Aires, 3-1-1980, 1.79 x 76), trequartista – Gioca da “enganche”, dietro le punte. Ex Argentinos Juniors (1997-2002) e idolo ripudiato dell’Independiente (2001-03), è al Boca da un anno e ha ereditato il “diez” che fu di Maradona. Già in Spagna (Malaga) e nazionale, discontinuo come tutti gli “atipici”, vede la porta, ottimo per un’Europa di medio-alto livello. Grandi attributi e bel sinistro. Da prendere a occhi chiusi. Dai 2 milioni si può offrire il pranzo per intavolare le trattative. Difficile che il Ct Pekerman non se lo coccoli a Germania 2006.

Daniel Bilos (Buenos Aires, 3-9-1980, 1.94 x 86), esterno offensivo – La stazza inganna: il perticone non è una torre e nemmeno un centravanti, ma un esterno d’attacco da 4-3-3. Deve partire da lontano, meglio da sinistra. Bel motore, gran progressione, intelligente, il che non guasta. Vista la statura (che in patria gli è valsa l’apodo di “Patoruzù” come il supereroe dei fumetti), non disdegna l’incornata su palla inattiva. Decisivo per il secondo posto del Banfield nello scorso Clausura e l’approdo ai quarti nella Copa Libertadores 2005 (6 gol). Il presidente della Federcalcio croata, Vlatko Markovic, ha ammesso che il Ct Kranjcar voleva convocare Bilos, che ha doppio passaporto, ma Pekerman aveva altre idee, specie per il mesetto 9 giugno-9 luglio. Dieci milioni, molto trattabili.

Fernando Gago (La Ciudadela, Buenos Aires, 10-4-1986, 1.78 x 65), volante – Nel classico 4-3-1-2 argentino, giostra da regista davanti la difesa, un veterano nato per errore nell’86 che Alfio “Coco” Basile ha preferito a Diego Cagna e Leonardo Cascini. Prodotto del vivaio, titolare in prima squadra a 18 anni, è dato due spanne sopra Pirlo se non altro per palle recuperate. Nipote di nonni genovesi emigrati a inizio secolo, campione del mondo Under 20, è un pallino di Maradona e, più indicativo, di Valdano. Piú Redondo che Riquelme, visione di gioco e passo svelto, è già da grandissima squadra. Nell’estate 2005 era sulle sue piste la Fiorentina, idem la Juventus. In un anno la base d’asta è passata da 4.5 a 10 milioni di euro.

Possibili outsider, il trequartista Neri Cardozo (Mendoza, 8-8-1986, 1.72 x 62) e il terzino José Calvo (Buenos Aires, 15-7-1981, 1.75 x 72), terzino. Il primo è un altro “enganche”, ha visione di gioco e sa segnare. Gode di estimatori (ha vinto i Mondiali Under 20 in Olanda la scorsa estate) ma tranne rari spezzoni non ha mai entusiasmato. Il secondo, meglio a destra ma a suo agio anche a sinistra, abbina continuità e discreta qualità, passa bene il pallone e sa spingere ma forse così se ne trovano anche senza varcare l’oceano. Un anno fa era vicino all’Atlético Madrid.

RIVER PLATE
German Lux (Santa Fe, 7-6-1982, 1.86 x 77), portiere – Da giovane pareva più forte, poi ha rallentato se non interrotto la propria maturazione tecnica. Nelle ultime settimane, è stato fermo per un lutto familiare. Meglio lui, comunque, di Franco Costanzo, appena cacciato a pedate. Oro olimpico (da titolare) ad Atene 2004, è stato confermato anche in Confederations Cup dieci mesi dopo. E se a Germania 2006 il numero uno dellla Selección è Abbondanzieri…

Gustavo Oberman (Florencio Varela, 25-3-1985, 1.76 x 77), centravanti – Ha (aveva) tanti ammiratori, per ora non ci accodiamo. Generoso, ha poca qualità però si muove bene. Siamo dalle parti di Maxi López del Barça, arrivato in blaugrana come nuovo Batistuta ma finito con l’identica chioma bionda in panchina. Il gran Clausura disputato nell’Argentinos Juniors e le prestazioni nell’ultimo Mondiale Under 20 lo hanno portato ai “Millonarios”, ma lo scarso impiego stava per dirottarlo sulla sponda uruguaiana del Río de la Plata, al Peñarol.

Rubens Sambueza (Zapala, 1-1-1984, 1.74 x 73), interno sinistro – Classica mezzapunta, mancino, gran controllo di palla e abile sui calci piazzati. Non ancora titolare, ma quando in campo già rigorista. Memorabile la rete segnata ai colombiani dello Junior nel primo turno della scorsa Copa Libertadores.

Paulo Ferrari (Rosario, 1-4-1982, 1.67 x 67), terzino destro – Arrivato in estate (ottima prestagione), è veloce e affidabile: già 150 le sue presenze in campionato. Specialista dal dischetto.

VÉLEZ SARSFIELD
Leandro Gracián (Buenos Aires, 6-8-1982, 1.72 x 70), regista – “El Tano” ha buoni piedi, dribbling, costanza di rendimento e visione di gioco. Resuscitato da Miguel Angel Russo l’anno scorso – con Alberto Fanesi non vedeva il campo – ha avuto una flessione in questo inizio di Clausura. La lunga tradizione di fucina di giocatori fatti in casa e di discreto livello fa da garanzia. L’anno scorso, sei reti. Non poche per il ruolo.

Lucas Martín Castroman (Buenos Aires, 2-10-1980, 1.75 x 73), seconda punta – Vecchia conoscenza (4 anni) del nostro calcio di Lazio e Udinese rimpatriata troppo in fretta, è guarito da un lungo infortunio e sembra il fratello bravo del promettente giocatorino visto in Italia. Determinante nella vittoria del Clausura (8 gol). Riciclabile, ma alla svelta, prima che se ne accorgano in troppi.

SAN LORENZO DE ALMAGRO
Walter Montillo (Buenos Aires, 14-4-1984, 1.71 x 68), mezzapunta – Piccolo, veloce, dribblatore funambolico. Giocatore del genere, al Boedo, ce ne sono in fotocopia (vedi i già rodati “Pitu” Barrientos e Ezequiel “el Pocho” Lavezzi, bloccato in tempi non sospetti dal Genoa di Preziosi quando il Grifone era a un passo dalla A). Ma il talento c’è.

NEWELL’S OLD BOYS
Fernando Daniel Belluschi (Rosario, 10-9-1983, 1.71 x 68), interno destro – Versatile, gioca ovunque, ha colpo di testa in torsione, controllo di palla e “castagna” da fuori. Grintoso, percentuale di grasso corporeo non pervenuta. Ex Under 20 e già nazionale maggiore, lanno scorso sembrava ddestinbato a una delle due grandim, Boca o River, poi preferì restare un altro anno per giocare col NOB la Libertadores. Un potenziale crack.

ROSARIO CENTRAL
Pablo Vitti (Rosario, 7-9-1985, 1.78 x 74), centravanti – Esordio col botto (l’Atlético Madrid fece una super offerta che il Canalla rifiutò) poi lenta discesa. Ora pare in ripresa. Sa giocare anche lontano dalla palla. Somiglia a Palacio, tecnicamente completo, difetta forse di forza mentale. A quell’età, e partito Emanuel Villa (ai messicani dell’Atlas), non può che migliorare. Sei reti l’anno scorso (e il mondiale Under 20) lo portarono a un passo dall’Atlético Madrid, ma il presidente rosarino Pablo Scarabino pose il veto per almeno un’altra stagione

RACING CLUB
Gustavo Cabral (Buenos Aires, 14-10-1985, 1.82 x 75), difensore centrale – L’Academia è un disastro, e questo incide. Se il “Cholo” Simeone la tira su, Cabral (già oltre le 40 gare in Primera División) potrebbe riprendersi. Non solletica palati fini, ma vale la pena aspettare. Anche lui campione del Mondo U20 in Olanda nel 2005, saltò per squalifica la finale.
Juan Manuel Torres (Chaco, 20-6-1985, 1.70 x 69), mediano – squisito “volante central”, leggi regista/interditore. Detto “Chaco” come il luogo dov’è nato, merita un supplemento di indagini.

QUILMÉS
Miguel Caneo (Rio Negro, 17-3-1983, 1.76 x 73), mediano – Prestito (rinnovato) del Boca per farlo giocare di più, è esploso. Lavoratore, recupera palloni e imposta per il ribaltamento di fronte. Ha giocato la Libertadores del 2005, il Quilmés vorrebbe tenerselo.


Questi, invece, i principali prospetti argentini già all’estero.

ATLAS (Messico)
Emanuel Villa (Rosario, Santa Fe, 24-2-1982, 1.70 x 72), centravanti – Prelevato in estate dal Rosario Central, sopo una lunga trattiva e grazie alle insistenze del tecnico dei messicani Daniel Guzmán, ha il suo pezzo forte nel senso del piazzamento che lo fa essere al posto al momento giusto. Segna di testa e di piede: 4 volte nella scorsa Apertura, 14 negli ultimi due scorci di stagione. Si è scoperto bravo anche nei calci piazzati.

MONTERREY (Messico)
Gastón Fernández (Buenos Aires, 12-10-1983, 1.70 x 70), attaccante – Velocissimo delantero il cui “apodo”, la Gata, spiega molto se non tutto dei movimenti felini. Il biondino salta l’uomo con irrisoria facilità e sembra pronto per rientrare al River che in estate, dopo 60 gare di Primera, lo ha girato in prestito per fargli fare le ossa. Attenzione però: trattasi non di un classico numero nove, bensì di una seconda punta o addirittura di un “enganche” dietro due attaccanti veri. Il Racing Santander era lì lì per prenderlo, ma se cercava un uomo d’area ha sbagliato indirizzo.

MAIORCA (Spagna)
Leonardo Pisculichi (Buenos Aires, 18-1-1984, 1.78 x 77), centravanti –L’altr’anno vestiva la maglia rossa numero 10 del più celebre dei mancini, Maradona. Ovvio che i paragoni, compreso il più irriverente, si sprecassero. Mago dei calci da fermo, “Piscu” trascinò i suoi a una splendida Apertura e segnò 9 gol. Dato già alle solite River e Boca, è finito al derelitto Maiorca del poi dimissionario Héctor Cúper. Mal consigliato.

ANDERLECHT (Belgio)
Nicolás Frutos (Santa Fe, 10-5-1981, 1.93 x 78), centravanti – All’Independiente “el Nico” è stato capocannoniere dell’Apertura 2005 (9 gol, 19 in totale lo scorso anno). Punti di forza, il gioco aereo e la precisione del tiro. Un infortunio lo ha tenuto a lungo fermo prima dell’arrivo in Europa, dove il Ct della nazionale “A” José Pekerman continua a monitorarne i progressi. Il dopo-Germania 2006 potrebbe ripartire da questa torre.

ESTUDIANTES
Hugo Mariano Pavone (Tres Sargentos, Buenos Aires, 27-5-1982, 1.776 x 81), attaccante - Carro armato non più di primo pelo ma goleador sempre affidabile. Buono per squadre europee di seconda fascia.

CLUB ATLÉTICO LANÚS
Sebastián Leto (Buenos Aires, 30-8-1986, centrocampista). Gioca con il 33, e secondo osservatori fidati trattasi di elemento «molto interessante».

Christian Giordano

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