venerdì, marzo 10, 2006

Van Nistelrooy, là dove il portiere non arriva


“VAN THE Man”. “Van-tastic”. “Reds in Ruud health” (gioco di parole da rude health, salute robusta). Dal debutto nel Manchester United, 12 agosto 2001 (in Charity Shield col Liverpool), i titolisti del Regno Unito si sono sbizzarriti giocando sulle doti realizzative e sul nome di uno dei più forti e più completi centravanti al mondo: Ruud van Nistelrooy. L’uomo decisivo, fantastico, il numero 10 (quello che Oltremanica storicamente identifica la prima punta): ditelo come volete, lui lo fa a modo suo, con le reti. Che “van Gol”, sin dai tempi del Den Bosch (18 in 67 partite), Heerenveen (13 in 31) e PSV (71 in 82), pennella in quantità industriali e in tutti i modi, di destro o di sinistro, di testa, al volo, in acrobazia, in girata dopo aver stoppato di petto e difeso il pallone, di rapina o in contropiede, sottomisura e da lontano, con tocchi svelti e furtivi, con stoccate da fuori area, con pallonetti o piazzando la palla là dove il portiere in uscita non può arrivare.
Magari dopo aver duettato con Rooney (altro centravanti) o con Cristiano Ronaldo, i partner di un attacco sulla carta destinato a fare sfracelli (degli avversari) ma che il manager Alex Ferguson ha faticato non poco a oliare al meglio. Se non altro per gli accentramenti del portoghese, che ha gran classe ma non è né sarà un crossatore eccezionale nelle praterie quale era Giggs. Lo stesso deve essere capitato a Marco van Basten, il Ct dell’Olanda. Per carità, in maglia oranje van Nistelrooy ha sempre segnato (25 volte in 49 gare), ma tranne forse a Euro2004 (eccezionale il suo gol alla Germania) raramente ha dato l’impressione di essere determinante quanto lo è nel suo club (143 in 199). Che mai ha rimpianto i 19 milioni di sterline investiti per prenderlo e dove resterà fino al 2008.
In una generazione di prime punte olandesi che in linea teorica, oltre a RVN, annovera nomi illustri quali Roy Makaay e Patrick Kluivert per la vecchia guardia e Robbie van Persie e Dirk Kuijt fra i giovani leoni, per non parlare dell’estro tutto mancino di Arjen Robben, qualcuno di importante starà fuori. Ruud no. In passato in arancione la coabitazione fra due prime punte non ha funzionato anche quando, perlomeno sulla carta, sembrava fossero complementari (come quella fra van Nistelrooy e il contropiedista principe Makaay). Ma con l’umile e duttile ancorché prolifico Kuijt a giocare largo (nel tridente con Romeo Castelen, la sua ala destra al Feyenoord, o uno fra i gioiellini di Arsenal e Chelsea), le cose potrebbero cambiare.
Nelle grandi competizioni, agli olandesi è sempre mancata la cattiveria necessaria a chiudere partite (e tornei) ampiamente alla loro portata. Van Nistelrooy, oltre al fisico (1,88 x 80 kg), ha anche quella, visto che i suoi colleghi lo considerano uno dei giocatori più “sporchi”, sleali e provocatori. Non siamo alla leggendaria polverina irritante che negli anni settanta Roberto Boninsegna, più piccolo e perfido, si spargeva sui gomiti per trasferirla negli occhi dei suoi malcapitati marcatori, ma ci siamo capiti. La pasta è quella.
(Christian Giordano)

La scheda di RUTGERUS (RUUD) JOHANNES MARTINUS RUUD VAN NISTELROOY
Nato: Oss (Paesi Bassi), 1 luglio 1976
Statura e peso: 1,80 x 80 kg
Ruolo: centravanti
Club: Den Bosch (1993-97), Heerenveen (1997-98), PSV Eindhoven (1998-2001)
Esordio in nazionale: 18-11-1998, Gelsenkirchen, Germania-Olanda 1-1
Presenze (reti) in Nazionale: 49 (25)
Palmarès: Campionato olandese 1999-2000, Campionato inglese (2002-03), FA Cup 2003-04, capocannoniere Eredivisie 1998-99 (31 gol), capocannoniere Premiership 2002-03 (25)
Scadenza contratto: 2008

2 commenti:

  1. Se avesse potuto mantenere i suoi assi il PSV avrebbe potuto, qualche anno fa, schierare un tridente Romario, Ronaldo Ruud Van Nistelrooy, un 3R niente male davvero. Poi Kezman, un paio di gradini più in basso e adesso chi? Bisognerebbe tenere d'occhio il centravanti attuale, non si sa mai... :)

    RispondiElimina
  2. Grande attaccante, eppure fa parte della ristretta cerchia di quei campioni che non hanno mai vinto competizioni internazionali (sia a livello di club che di Nazionale). Altri che mi vengono in mente sono: Alan Shearer, Paul Gascoigne, George Weah, Miroslav Klose, Paulo Roberto Falcão, Éric Cantona, Michael Ballack e Sócrates.
    Si sono "salvati in calcio d'angolo" Didier Drogba (una Champions League) e Roberto Baggio (una Coppa UEFA).


    Luca Gandini

    RispondiElimina