sabato, marzo 18, 2006

Piccola Stella senza cielo

Sarà un caso, ma il crollo della dittatura si è trascinato quello della “Stella” tanto cara all’esercito e alla famiglia Ceausescu. La Steaua campione d’Europa ’86 e tre anni dopo finalista travolta dal primo Milan sacchiano è un lontano ricordo. Perlomeno in Europa, e nonostante gli sforzi economici profusi dal patron uscente Gigi Becali, che ai primi di ottobre ha preferito «togliersi dalla luce dei riflettori e dare in mano tutto ai nipoti». La sua ultima decisione da maggior azionista della società è stata affidare la presidenza al 41enne Marius Lacatus, che dello squadrone dei tempi d’oro era l’estrosa ala destra e resta il recordman di titoli nazionali (11).
La rosa in mano all’ucraino Oleh Protasov, che ha firmato un biennale per un totale di 416.000 euro, è diversa da quella allenata fino a maggio da Walter Zenga, esonerato da primo in classifica a tre giornate dal termine del campionato ufficialmente perché «la squadra giocava male». L’ex bomber di Dynamo Kyiv e Urss, che da allenatore è stato campione di Grecia 2003 con l’Olympiacos (in cui giocò dal ’90 al ’94) prima di dimettersi l’anno dopo e accasarsi per tre mesi ai ciprioti dell’AEL Limassol, deve fare le nozze coi fichi acerbi. Perché le dissestate casse sociali della Juventus di Romania (22 campionati e 20 coppe nazionali in bacheca), hanno reso possibile per il gm Mihai Stoica solo un acquisto: il 25enne centravanti Victoras Iacob, 31 gol in 103 gare di Divizia A tra Rocar Bucarest, Universitatea Craiova, National Bucarest e Otelul Galati, dove con 14 reti lo scorso anno è stato vicecapocannoniere del torneo.
Pur svecchiata, la formazione portata al titolo 2005 dal traghettatore Dumitru “Titi” Dumitriu, in coppia con l’influente centrocampista 36enne Dorinel Munteanu (oggi giocatore-allenatore al CFR Cluij), dopo 9 giornate è imbattuta e guida la classifica (23 punti, 7 vittorie, 19-4 in differenza reti) con una lunghezza sulla Dinamo e 5 sul Farul Constanta. Può ripetersi, ma difficilmente riuscirà a correre su due fronti. Nei preliminari di Champions League, superato lo Shelbourne (0-0 a Dublino, 4-1 al Ghencea), ha ceduto il passo ai norvegesi del Rosenborg (1-1 in Romania, 2-3 a Trondheim). In Uefa, troppo facile per essere veritiero: 3-0 al Vålerenga in Norvegia, 3-1 in patria.
Protasov ci prova oscillando tra il 4-4-2, il 4-3-3 e il 4-5-1 con un finto tridente che prevede Iacob unica punta e due esterni, Banel Nicolita (’85) e Nicolae Dica (’80) che a turno gli fanno da partner. Daniel Oprita (’81, una presenza in nazionale), titolare ai tempi di Zenga e titolare in caso di modulo a due punte, è il primo cambio offensivo. In porta c’è Vasili Hamutovski (’78), ex Dynamo Mosca che nella Bielorussia ha scalzato Sulima. Difesa a quattro e mediana operaia, tranne Gabriel Bostina (’77), bravo negli inserimenti.
(Christian Giordano)

FORMAZIONE (4-3-2-1): Khomutovski - Goian, Ghionea (Radoi), Ogararu (Marin), Nesu - Lovin, Paraschiv, Bostina (Dumitru) - Nicolita, Dica - Iacob.
Allenatore: Protasov

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