venerdì, marzo 10, 2006

PSV, la Scuola del gol


LEGATO fin dalla nascita alla multinazionale dell’elettronica la cui sede principale è a Eindhoven, negli ultimi tre decenni il PSV (Philips Sport Vereniging) si è specializzato nel lanciare o formare attaccanti di levatura internazionale. Una scuola capace di lanciare in orbita di tutto. Da Willy van der Kuijlen, 309 reti in 552 match di Eredivisie dal 1964 al 1982 (685 in 844 in carriera) – nessuno in Olanda ha segnato di più – a Wim Kieft, capocannoniere con 29 centri nel PSV forse più forte di sempre: il primo allenato da Guus Hiddink, che con i proventi della cessione di Gullit (al Milan nell’estate ’87) costruisce lo squadrone vincitutto in patria e campione d’Europa ’87-88.
La stagione successiva, dopo aver furoreggiato alle Olimpiadi di Seul, in biancorosso arriva un piccoletto destinato al trono di reuccio bizzoso del calcio mondiale, Romário de Souza Faria. Partito il Baixinho (98 gol in 109 gare fra l’88 e il ’93 e addirittura uno di media a partita, 25 in 25, nel ’90-91), nel ’94 c’è sulla rampa di lancio un altro asso brasiliano, Ronaldo Luiz Nazario de Lima, a segno 42 volte in 46 incontri di Eredivisie nel 1994-96. A fargli compagnia è l’onesto mestierante belga Luc Nilis, che dal ’94 al 2000 in 164 match di campionato insacca 110 palloni. A parte Ruud Gullit, che nel PSV gioca anche all’ala destra e perfino da libero, timbrando però 39 volte nel 1985-87, e 46 in 68 gare di campionato più i 7 in 5 di Coppa d’Olanda), Ruud van Nistelrooy (62 gol in 67 gare dal 1998 al 2001) e Mateja Kezman (105 in 122 nel 2000-04) sono solo gli ultimi rampolli di una lunga dinastia. Il capostipite, Coenraad Hendrik (Coen) Dillen, leader dei marcatori 1956-57 con 43 gol in 34 partite e recordman di sempre da quando c’è la Eredivisie (1956).
Fino al prossimo cannoniere, indigeno o d’importazione, capace di rinverdire la tradizione dei tanti bomber andati a scuola di gol al Philips Stadion.
(Christian Giordano)

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