sabato, agosto 26, 2006

Addio, "Monna Lisa"

Pochi campioni sono stati idoli di fuoriclasse a loro volta capaci di cambiare il calcio. Uno di questi è stato l'olandese Faas Wilkes, che in patria chiamavano "La Monna Lisa di Rotterdam " perché il suo dribbling era un'opera d'arte, e si è spento il 15 agosto, nella sua città, a 82 anni per un arresto cardiaco.
Mito giovanile del connazionale Johan Cruijff,è stato uno dei più grandi giocatori olandesi di tutti i tempi, e in nazionale ha segnato 35 reti in 38 partite (terzo marcatore di sempre dietro Patrick Kluivert, 40 in 79, e il fresco di ritiro Dennis Bergkamp, 37 in 79).
Wilkes ha giocato nell'Inter dal 1949 al 1952 . In nerazzurro, dove arrivò proveniente dal Xerxes di Rotterdam, fu ribattezzato dai tifosi "L'olandese volante" (dalla celebre opera wagneriana) e realizzò 47 reti in 95 presenze prima di indossare le maglie del Torino e del Valencia (Spagna).
"Wilkes ha fatto conoscere il calcio olandese in tutto il mondo - ha dichiarato Henk Kesler, direttore della KNVB, la Federcalcio locale. Ma le cose non filavano altrettanto lisce sessant'anni fa.
In nazionale Wilkes aveva debuttato nel marzo 1946, contro il Lussemburgo, al quale rifilò addirittura una quaterna. Ma allora la selezione oranje era costituita di soli "amateur", dilettanti, e gli fu vietata la convocazione quando decise di passare professionista. Bisognerà aspettare il decennio successivo perché il professionismo diventi realtà anche nel campionato olandese (1954-55) e un'altra decina d'anni perché il movimento produca i primi due calciatori olandesi di professione: nell'ordine, Piet Keizer e Johan Cruijff, compagni di squadra all'Ajax.
Christian Giordano


BIO
Servaas ("Faas") Wilkes (Rotterdam, 13-10-1923 - 15-8-2006), è stato uno dei migliori interpreti del ruolo di mezzala negli Anni 50.
Inizia la carriera da professionista nello Xerxes Rotterdam, nel quale resta per nove anni. Nel 1949 Giulio Cappelli, dirigente dell'Inter, lo porta in nerazzurro. Wilkes diventa ben presto l'idolo dei tifosi, grazie alla sua straordinaria capacità nel saltare l'uomo e alla sua vena realizzativa.
Innamorato del pallone, Wilkes talvolta rallenta l'azione della squadra, ma con la palla tra i piedi è pura poesia. E poi segna: 47 gol in 95 gare con l'Inter, 48 in 107 presenze in Serie A contando l'esperienza biennale al Torino, club nel quale Wilkes sarà vittima di un grave infortunio al ginocchio e non riuscirà ad esprimere appieno il proprio potenziale.
Nel 1954, passa al Valencia dove nei due anni successivi renderà famosa la frase dei tifosi locali "Que fas, Faas?" (Che fa, Faas?), legata alla grande imprevedibilità delle funamboliche giocate dell'olandese. Dopo 38 reti in 62 partite, torna in patria, al VVV Venlo.
Torna in Spagna nel 1958, per un biennio nel Levante (come nel 1981, per 12 partite peraltro non pagate, farà un certo... Johan Cruijff ), poi approda al Fortuna '54 nel 1959 e tre anni dopo riparte dallo Xerxes, sua prima squadra da professionista, con il quale chiude la carriera nel 1964, ormai 41enne. (cgiord)

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