domenica, settembre 17, 2006

That’s my Boyd


Due doppiette e una tripletta: sa come presentarsi, Kris Boyd. E che sia un predestinato si capisce subito: due reti al debutto con la Scozia e altrettante nella “prima” dei blu notte nella corsa verso Euro2008; tre nell’esordio coi Rangers. Non è una punta finissima, lo scozzesone di Irvine (18-8-1983) cresciuto nel prolifico vivaio del Kilmarnock. Ma sa farsi capire al volo.

In prima squadra debutta nell’ultima giornata del 2000-01 contro il Celtic. L’anno dopo, le partenze di Ally McCoist (idolo di Ibrox Park cui sempre verrà paragonato, nonostante le differenze fisiche e tecniche) e di Christopher Cocard gli aprono le porte dell’undici iniziale e lui le sfonda con 5 reti in 28 apparizioni. Nel 2002-03, con 12 gol in 38 presenze è top scorer e Giovane dell’anno del club. Nel frattempo, dopo aver giocato nella Under 18, diventa titolare della Under 21. Meglio ancora va nel 2003-04 quando ottiene, oltre ai platonici titoli di Miglior giocatore e cannoniere (15 centri) del Killie, un periodo di prova con il Wolverhampton. Il trasferimento in Inghilterra non andrà in porto, ma la breve parentesi gli sarà utile per respirare l’aria della grande ribalta e capire di poterci arrivare, un giorno. Era solo questione di tempo.

Che scorre a suon di gol. Il 25 settembre 2004, stabilisce il proprio record realizzativo ed eguaglia quello di SPL segnando tutti quelli con cui il Killie batte 5-2 il Dundee United. Il primato eguaglia la cinquina segnata da Kenny Miller dei Rangers al St Mirren nel 2001. Quella del 2005-06 è l’annata della consacrazione per Boyd, concupito dal Cardiff City, club gallese di Championship, seconda divisione inglese, che però incassa un gentile diniego nonostante le 500.000 sterline offerte ai gialloblù per portarlo al Ninian Park. 

Dietro il no, ovviamente, c’era “il” grande club. Quello per cui Kris da ragazzino faceva il tifo: i Rangers di Ian Durrant e, ovvio, McCoist, idoli di gioventù e avuti come compagni al Killie dove erano andati a finire la carriera. Il 22 dicembre, dopo mesi di chiacchiere e speculazioni, Boyd annuncia che avrebbe firmato per i Blues all’apertura del mercato invernale, l’1 gennaio. E per 100.000 sterline in meno di quante ne offrivano il Cardiff City e lo Sheffield United, ma comunque ben prese tenuto conto che la squadra di Glasgow aveva quasi raddoppiato la posta e che l’attaccante si sarebbe liberato in giugno a parametro zero. 

La vera notizia, quindi, è il gesto di riconoscenza, a quelle latitudini pare senza precedenti, che il centravanti compie nei confronti della società che lo aveva lanciato. Boyd devolve al settore giovanile la metà delle 40.000 sterline che il “Killie”, cui ha regalato 64 reti in 153 match, gli doveva per il trasferimento. Una clausola di valorizzazione cui si sono volentieri prestati anche i Rangers, consci che il ragazzo, se continuerà a segnare con tale continuità (24 volte in 25 gare), non si fermerà a Ibrox in eterno. Anche se i 5.9 milioni di sterline che il Man Utd avrebbe messo sul piatto per chiudere entro il 31 agosto, ultimo giorno del mercato estivo, sanno tanto di balla. Più dei 5 con cui secondo un agente, che però non rappresenta più il giocatore, la Dynamo Kyiv avrebbe cercato di convincere Boyd a fargli seguire in Ucraina le orme di Garry O’Connor, centravanti dell’Hibernian passato ai russi del Lokomotiv Mosca a inizio 2005-06. 

«Possono pagarmi quello che vogliono – ha declinato lo scozzese – Sto bene ai Rangers e non mi muoverò da qui». Il 7 gennaio Boyd, con 15 reti momentaneo top scorer della Scottish Premier League, veste per la prima volta la maglia dei Blues e la bagna con il rigore che apre la tripletta nel 5-0 al Peterhead nel terzo turno di Scottish Cup. In 17 uscite da titolare, nella seconda parte di stagione andrà a segno in 20 occasioni , cifre che ne fanno il primo capocannoniere di due club nello stesso campionato: 32 gol tra Kilmarnock e Rangers, cui si aggiungono i 2 col Killie in Scottish CIS Insurance Cup e i 3 coi Blues in Coppa di Scozia.
Ovvio che di fronte e certi argomenti non potesse restare insensibile il Ct della nazionale maggiore Walter Smith, che l’11 maggio, in Giappone per la Kirin Cup, lo schiera contro la Bulgaria, battuta 5-1 con due reti dell’ultimo arrivato. 

La stagione appena cominciata non è partita col piede giusto, nella fattispecie il destro. Per un inutile cartellino giallo beccato nell’ultima partita di quella precedente, ha assaggiato la panca, ma si è ripreso il posto con la sola cosa che sa fare: il gol.

Prima punta alta e grossa (1.82 x 83 kg), come i suoi simili John Hartson e Chris Sutton, forte di testa e nel difendere la palla, sa essere agonisticamente cattivo, non continuo. Per sua stessa ammissione soffre i marcatori alla Jean-Alain Boumsong (magari non la versione vista sin qui alla Juventus, ndr), Bobo Blade, Stan Varga e, soprattutto, Craig Moore. La tecnica non è eccelsa (al Killie, contro i Rangers, una sua punizione centrò il tabellone elettronico: in 50mila ancora lo sfottono), non è veloce e non partecipa molto alla manovra. Aspetto in cui, finita la pacchia col tradizionalista Alex McLeish e cominciata la nouvelle vague del francese Paul Le Guen, ex Olympique Lione poco disposto, nell’estate 2005, a farsi prendere in giro dal presidente laziale Claudio Lotito, dovrà migliorare. 

Nel club i compagni giocano per Boyd, in nazionale Smith lo usa con moderazione e non sempre in coppia con il titolare Miller. Nelle eliminatorie per Euro2008, alla doppietta rifilata nel 6-0 alle isole Får Øer (prima rete su rigore, il secondo penalty se lo è preso Miller) è seguita la panca in favore di un difensore in più, Gary Caldwell assieme ai centrali David Weir e Steven Pressley, per la gara in Lituania. Affrontata con il prudente 3-5-1-1 (con McFadden dietro l’unica punta Miller) con cui la squadra di Smith aveva vinto in Norvegia (1-2) e Slovenia (0-3) nelle qualificazioni mondiali. «Se nel tuo girone ci sono i campioni del mondo e sei al 169° posto nel ranking Fifa – ha detto Smith –, quasi in ogni gara devi adattare la squadra agli avversari». Ma se vorrà qualificarsi, tra le ali Fletcher e McFadden e accanto a Miller, presto anche per il Ct, Boydie, Boydy o Boomer, gli altri nickname intonati per il proprio idolo dal popolo di Ibrox, diventerà il “suo ragazzo”. Che pende dalle labbra del padre, «che mi dice pane al pane se ho giocato da schifo», e fuori del campo non ha grilli per la testa, scherza con tutti, ascolta Cindy Lauper e James e al massimo sogna, come tutti, «J-Lo: per ovvie ragioni».
Christian Giordano, Guerin Sportivo

La scheda di Kris Boyd
Nato: Irvine (Scozia), 18-8-1983
Statura e peso: 1.82 x 83 kg
Ruolo: centravanti
Club: Kilmarnock (settore giovanile; prima squadra 1-8-1999 - 1-1-2006), Rangers (1-1-2006 -),
Esordio in nazionale: Bulgaria-Scozia 1-5 (Keirin Cup)
Presenze (reti) in nazionale: 2 (2)
Scadenza contratto: 30-6-2009

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