martedì, gennaio 16, 2007

Russotto e mezzo


Andrea Russotto? Un Cassano con la testa. Questo il coro pressoché unanime degli addetti ai lavori interpellati su una delle (poche) grandi promesse del calcio italiano. Finalmente titolare nel Treviso in B (14 presenze, 11 dall’inizio, e il gol nel derby col Vicenza, 2-2 il 18 novembre) e subito conteso dalle milanesi, dalla Roma e, oltremanica, da Arsenal – recidivo, dopo Lupoli e Mannone –, Liverpool e Man U. Facile capire perché, del paragone e delle attenzioni. Tarchiatello (1.73 x 69 kg), baricentro basso, tecnica e istinto per la “giocata” straordinari, ma disciplina, cosce e velocità superiori a quelle del barese madridista. E troppa personalità per sottostare, nel 2004, alle pressioni della GEA. O stai con noi «o non avrai futuro», gli dice uno «interno alla Lazio» dopo la tournée in Perù. De Mita Jr, Giuseppe, si sussurra, che gli risponde per le rime. Invece era il figlio di Gian Marco Calleri, Riccardo. Andrea, che smentisce di aver chiesto un contratto da 100 mila euro, se ne va agli svizzeri del Bellinzona (9 gare e un gol nella Challenge League, 3 presenze e una rete in coppa) – come dopo di lui avrebbe fatto, nel girone di ritorno, il romanista De Martino – poi, nel gennaio 2005, alla Cisco-Lodigiani (2 gare in C2 e 3 in totale) e in estate al Treviso.
A proposito di ex romanisti, il parallelo con il genio e sregolatezza di Bari Vecchia è fuorviante. Perché Russotto, che gli assomiglia nel fisico e nel dribbling, può sì fare il Cassano ma è più versatile. Sa giocare da trequartista fra le linee – e lì, nelle giornate di grazia, specie se sostenuto da una mediana robusta, fa la differenza –, da rifinitore, da attaccante esterno (meglio di destra), ruolo nel quale pare un po’ sacrificato. E ha più gambe, anche se si infortuna spesso, e segna meno di quanto potrebbe.
Centrocampista di sinistra nei Giovanissimi biancocelesti, viene promosso con un anno di anticipo negli Allievi nazionali allenati da Rambaudi, ex ala destra del tridente zemaniano nel Foggia dei tempi d’oro, con Baiano e Signori. Il Tottino (per classe, temperamento e la città dove è nato, il 25-5-1988) è subito capocannoniere dei suoi: memorabile la doppietta nella vittoria con cui la Lazio scavalcò la Ternana in vetta al girone E. Entrato nel giro azzurro a giugno nel torneo “Eur Altus” riservato alle nazionali Under 15, nel 2003-04, in coppia con il compagno di club De Silvestri, vince da MVP il Torneo di Mosca con la Under 16, e viene convocato, sotto età, con la U17 per il primo girone di qualificazione agli Europei di categoria del 2005 e nel torneo “Rocco” di Gradisca. Casiraghi lo chiama nella U20 e lo scorso 12 dicembre lo fa esordire nella U21: a Vibo Valentia gioca la ripresa al posto di Virga, spacca la difesa lussemburghese e manda in gol Paonessa, genietto bolognese prestato al Vicenza. 2-0 e tutti a casa.
Fino a un annetto fa, il suo problema era il sentirsi fenomeno. In quell’Europeo U17, il Ct Francesco Rocca gli ammollava cazziatoni da far tremare i muri. Ma la stellina, schierato seconda punta in appoggio a Foti nel 4-4-2, decise i match con Turchia e Inghilterra e fu il top scorer dei nostri, insperati terzi. E quando la federazione cacciò con immeritata ignonimia l’ex “Kawasaki”, fu proprio l’ultimo della cucciolata il promotore della lettera scritta dagli azzurrini ai vertici federali come difesa del selezionatore, messo alla porta e fatto rientrare dalla finestra.
Per uno così Treviso è la piazza ideale, poche pressioni e piena libertà tattica. Andrebbe rivisto al piano di sopra (4 spezzoni nel 2005-06), magari in una squadra di seconda fascia, ma che gli metta sulle spalle più responsabilità. Fra gli ’88 è uno dei migliori, ma intanto i pari età Agüero, dopo aver fatto onde con l’Independiente nel campionato argentino, si ripete nella Liga con l’Atlético Madrid, e il parmense Paponi segna eurogol in campionato e in Coppa UEFA. «Io il futuro Cassano? Magari, ma è presto per fare paragoni». Forse perché sogna di vederli rovesciati: Cassano? Un Russotto senza testa.
CHRISTIAN GIORDANO

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