giovedì, agosto 16, 2007

1997, Borussia Dortmund-Juventus 3-1


La Juve lippiana insegue il bis nonostante i ricambi: via Vialli e Ravanelli davanti e Paulo Sousa, avvelenatissimo ex, nel mezzo; dentro Vieri e Bosic come mix di potenza e velocità, accesi dal genio di Zidane. Piccolo problema: arriva all’appuntamento-clou troppo incerottata. In 34’ l’ex “ascensore” laziale Riedle la mette in ginocchio due volte. Al 29’ stoppa di petto un pallone, rimesso dentro da Lambert dopo un corner di Möller (altro dal passato bianconero, come Reuter e Kohler) rinviato dalla difesa, che di destro infila alle spalle di Peruzzi. Poi di testa, la sua specialità. Perso per perso, la Juve carica. Zidane prende il palo. Vieri segna ma aiutandosi con la mano. Lippi gioca la carta Del Piero (acciaccato), che di tacco segna un gol da highlights di ogni epoca. Ma nel finale il non ancora 21enne Ricen confeziona in lob da 40 metri il capolavoro di una carriera. Prosit.
CHRISTIAN GIORDANO

28 maggio 1997, Monaco (Olympiastadion)
Borussia Dortmund-Juventus 3-1
Borussia Dortmund (3-4-1-2): Klos – Kohler, Sammer, Kree – Reuter, Lambert, Paulo Sousa, Heinrich – Möller (89’ Zorc) – Riedle (67’ Herrlich), Chapuisat (70’ Ricken). All.: Hitzfeld.
Juventus (4-4-2): Peruzzi – Porrini (46’ Del Piero), Ferrara, Montero, Iuliano – Di Livio, Deschamps, Zidane, Jugovic – Boksic (88’ Tacchinardi), Vieri (73’ Amoruso). All.: Lippi.
Arbitro: Puhl (Ung).
Gol: 29’ e 34’ Riedle (B), 65’ Del Piero (J), 71’ Ricken (B).
Spettatori: 59.000.

1 commento:

  1. L'arbitraggio fu smaccatamente filotedesco, alla Juventus vennero negati tre rigori piuttosto vistosi. Sarà stato che si giocava in Germania.

    Ciò non toglie che la Juve affrontò quella partita con scarsissima personalità e che in difesa commise degli errori marchiani in occasione di tutti e tre i gol subiti.
    Lippi sbagliò tutto valutando insufficienti le condizioni fisiche di Del Piero e tenendolo fuori nel primo tempo. In effetti una volta in campo si rivelò il più in forma e grintoso delle due squadre.

    Non bastò.
    Quel giorno tutto andò incredibilmente storto.

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