giovedì, agosto 16, 2007

2003, Milan-Juventus 3-2 d.c.r (0-0)


Il fallo (evitabile) commesso a fine semifinale di ritorno col Real Madrid costa a Nedved il sogno di una vita: la finale di Champions League. Senza l’indiavolata energia del percussore ceco, non a caso Pallone d’oro quel dicembre, la Juve del Lippi-bis perde tanto, troppo. Specie se di là c’è il Milan guidato da Ancelotti, che qualche sassolino da togliersi ce l'ha. Il compito glielo facilita il collega viareggino, schierando sulle piste di Sheva, un fulmine di guerra, il povero Montero, “enricototi” che in fascia sinistra getta la stampella contro, più che oltre, l’ostacolo. Ai tecnici garba la soluzione dal dischetto, rifugio ultimo del politichese “non si è vinto ma non si è perso”. Shevchenko e Dida si confermano in serata (e in un anno) di grazia e così il Milan del “perdente” Ancelotti batte la Juve del “vincente” Lippi (4 finali europee perse su 5, quella vinta fu ai rigori). Vai a capirle, le etichette del calcio. Ma a Old Trafford, invaso dal pacifico mix biancorossonero, era lecito aspettarsi di più.
CHRISTIAN GIORDANO

28 maggio 2003, Manchester (stadio Old Trafford)
Milan-Juventus 0-0 (3-2 d.c.r)
Milan (4-3-1-2): Dida – Costacurta (65’ Roque Júnior), Nesta, P. Maldini, Kaladze – Gattuso, Pirlo (71’ Serginho), Seedorf – Rui Costa (87’ Ambrosini) – Inzaghi, Shevchenko. All.: Ancelotti.
Juventus (4-4-2): Buffon – Thuram, Ferrara, Tudor (42’ Birindelli), Montero – Camoranesi (46’ Conte), Tacchinardi, Davids (65’ Zalayeta), Zambrotta – Trézéguet, Del Piero. All.: Lippi.
Arbitro: Merk (Germania).
Rigori: Trezeguet (-), Serginho (+), Birindelli (+), Seedorf (-), Zalayeta (-), Kaladze (-), Montero (-), Nesta (+), Del Piero (+), Shevchenko (+).
Spettatori: 62.300.

1 commento:

  1. La differenza tra arrivare in finale e vincerla è sottilissima. Il fatto che Lippi abbia centrato per ben 4 volte la finale di Champions League, oltre a quella di Coppa Uefa e a quella dei Campionati del Mondo, dimostra che è un vincente.

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