venerdì, settembre 14, 2007

Il Ct giusto nel Paese e nel momento sbagliati


Milano, 8 settembre 2007

- Roberto Donadoni, si aspettava questa Francia: Anelka prima punta e in coppia con Henry, più due esterni molto offensivi quali Malouda e Ribéry?
"Grosso modo sì. Le caratteristiche della squadra sono quelle, e loro non è che abbiano cambiato tanto: l'unica variante è stata quella del centrale Escudé in difesa, accanto a Thuram, per lasciare Abidal a sinistra e Diarra a destra. E dietro, avendo sulle fasce due esterni con spiccate propensioni offensive, hanno tenuto i terzini abbastanza 'bassi'. Mi aspettavo una formazione di quel tipo, e difatti è cambiata davvero poco".

- Non aver battuto questa Francia, in casa, con Ribéry e Vieira a mezzo servizio e Henry così fuori forma, la ritiene un'occasione persa?
"No, ma magari, rigiocandola fra due mesi, darei una risposta diversa. Ora no. La nostra condizione fisica è questa, di più non potevamo fare. La Francia ci ha messo in difficoltà solo in due situazioni, e in una ci siamo trovati con un paio di nostri giocatori che sono scivolati. Per il resto, grandi azioni non ne hanno create. E si vedeva che le loro condizioni fisiche erano migliori delle nostre. Vieira lo conosco come giocatore, sapevo che nell'Inter era stato fermo per via di un infortunio. Ma quello di stasera le pareva un giocatore in difficoltà? A me non pareva avesse problemi fisici. Anzi".

- Touché. Visto il ravvicinato impegno con l'Ucraina, e la squalifica di Gattuso, dobbiamo aspettarci parecchi cambiamenti nella formazione?
"Ora è difficile dirlo. Dal punto di vista fisico abbiamo speso tanto e la condizione non è ottimale. Vedremo come i giocatori che sono stati impegnati recupereranno. Avevamo cinque diffidati e in una partita del genere ci stava che uno di loro venisse ammonito e, quindi, poi squalificato. Per Gattuso (a sinistra nella foto con Florent Malouda, ndr) un sostituto lo troveremo".

- De Rossi, centrale di sinistra nel centrocampo a tre, non è stato brillantissimo. Ha influito il diverso sistema di gioco, visto che nella Roma lui è uno dei due mediani bassi?
"Non scherziamo. Mezzo destro, mezzo sinistro (sorride, evidentemente è voluta la citazione del noto B-movie calciastico, ndr): non c'entra niente. Questi sono fior di professionisti e per loro non cambia molto. Sono bravissimi a fare tutto".

- Del Piero è uscito tra i fischi.
"Ha speso moltissimo, ha svolto un lavoro di grande sacrificio (come esterno alto di sinistra, ndr) e di questo gliene va dato atto. Avevo già cambiato due giocatori ealtrimenti lo avrei tolto prima, ma non si può rischiare, se si fa male un giocatore, di giocare gli ultimi 25'-30' con un uomo in meno. Lui come tutta la squadra di più non poteva dare. Difesa e centrocampo sono andati bene. Siamo mancati un po' nella spinta e negli appoggi a Inzaghi. E Barzagli - su cui tutti si sono permessi di dare giudizi - ha dimostrato che qui può starci e bene, e anche alla grande".

- Con Toni al centro dell'attacco, avremmo visto una gara diversa?
"Lui e Inzaghi hanno caratteristiche diverse. Non cerco alibi, né mi interessano questi discorsi. Abbiamo provato a recuperarlo e non ci siamo riusciti. Hanno scritto che ci sarebbe mancato Materazzi. A questa difesa, stasera, è mancato Materazzi? Se sì, allora ho visto un'altra partita. Non mi rammarico se qualcuno non può giocare, perché al suo posto gioca un altro mio giocatore. E quelli che ho mi soddisfano, altrimenti non li convocherei".

- A quando, in Italia, un pubblico civile che non fischi l'inno della nazionale ospitata?
"Sono dispiaciuto. Non è una bella cosa e non mi ha fatto piacere. Non ne vedo il motivo, non è un atteggiamento da tenere. Anche credo che il vero bersaglio sia chi ha parlato troppo, e magari con qualche eccesso (chiaro il riferimento allo squalificato Ct francese Raymond Domenech, ndr) e all'ambiente che quelle polemiche dichiarazioni hanno contribuito a creare. Non penso che quei fischi fossero indirizzati tanto all'inno francese (la Marsigliese, ndr) o alla Francia intesa come Paese".
CHRISTIAN GIORDANO

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