sabato, ottobre 27, 2007

Giù le Usmanov


I soldi non danno la felicità, ma fanno scalare l’Arsenal e chiudere blog. La censura è opera del costosissimo studio legale londinese Schillings cui si è rivolto Alisher Usmanov, oligarca uzbeco che non ha gradito i rilievi postati il 2 settembre da Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan e autore di “Murder in Samarkand”. Nel provocatorio resoconto Murray – fama e attendibilità discutibili causa la propensione a lucrare su scandali e conseguenti pubblicità – attacca il Foreign Office britannico per la complicità nelle atrocità del regime di Islom Karimov. E svela quelle che ritiene le vere ragioni dei sei anni trascorsi, nel decennio Ottanta, da Usmanov nelle galere allora sovietiche. «Prigioniero politico amnistiato dalla presidenza Gorbaciov», sostiene il coproprietario, col socio Farhad Moshiri, della Red & White Holdings Ltd, Srl cui ha messo a capo David Dein, ex vicepresidente dei Gunners, dopo averlo liquidato con 112,5 milioni di euro. Nato il 9 settembre 1953 a Chust, provincia del Namangan, Usmanov è, secondo “Forbes”, il 18° Paperone di Russia e il 142° mondiale: 4,044 milioni di euro il patrimonio stimato. Figlio di un Pubblico ministero di Tashkent, nel 1976 si laurea in relazioni internazionali all’elitario Istituto Statale di Mosca, specializzazione in legislazioni internazionali. Sposato dal 1992 con Irina Viner, Ct olimpica di ginnastica ritmica, due figli, un impero nei settori minerario (è socio di maggioranza e cofondatore, con Vasiliy Anisimov, della Metalloinvest) e investimenti in aziende di legname, metalli preziosi, ghisa, impiantistica elettro-metallurgica, acciaio, petrolio, gas, rame, prodotti farmaceutici e, inevitabilmente, nei media (tra cui il quotidiano “Kommersant” che fu di Boris Berezovsky, oligarca russo inviso al Cremlino e oggi in esilio). Il 28 settembre ha portato dal 14,58 al 21% le quote del pacchetto azionario del club nord-londinese: il complessivo 23% ne fa il secondo maggior azionista dietro il 24% di Danny Fiszman e primo fra i non dirigenti. L’allarme biancorosso è scattato, e non certo perché il pingue magnate è un tifoso del Man Utd. «Gli azionisti ribadiscono l’intenzione di non vendere azioni», fa sapere l’unica fra le Big Four non del tutto in mano a capitali stranieri. Durerà?
CHRISTIAN GIORDANO

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