domenica, maggio 06, 2007

Bologna-Triestina 0-0 - La tattica

Troppa grazia, Cecconi. Va bene l’occasione da cogliere al volo, ma aprire tutto e subito il catalogo della propria mercanzia tattica può invogliare a non comprar neanche la roba buona. Pronti-via e par di vedere un 4-2-3-1 meno ulivieriano, più elastico e meglio ritagliato sugli uomini a disposizione, specie quando Bellucci sta più vicino a Marazzina e i due si incrociano come neanche Pulici a Graziani nel gran Toro dei Settanta. Dura meno di un tempo. Nervo non ce la fa, entra Fantini, che ala non è ma il cambio di passo ce l’ha. Si va al 4-4-2 con esterni, l'ex granata a sinistra e Meghni, che a difendere non son buoni, oltre che poco adusi. Sembra di assistere a una bozza di 4-2-4, che però di brasiliano ha solo la suggestione: la mediana, che si regge solo su Filippini mentre Amoroso trotterella da mesi, chiede tregua. Il tempo passa, il ritmo, da basso, diventa infimo, e allora si cambia ancora. Fuori Smit, un laterale dal piede buono per crossare, e dentro un’altra punta, la terza: Danilevicius. Là davanti si pestano i piedi, Bellucci fa il vertice basso del triangolo rovesciato offensivo, con Marazzina a sinistra e il lituano a destra. In tre occupano la stessa zolla, la difesa della Triestina nemmeno scala con un uomo in più, tanto quelli – non muovendosi – quasi si marcano da soli. Tutti insieme poco appassionatamente. Sempre che il problema vero non sia un altro: la benzina già finita. A maggio, sarebbe un guaio.
CHRISTIAN GIORDANO

Bologna-Triestina 0-0 - Le pagelle

BOLOGNA (4-2-3-1)
Antonioli 6
– Primo tempo da gita, è il caso di dirlo, fuori porta. Un paio di uscite da battitore libero aggiunto, è quanto prodotto dal prudentissimo 4-1-4-1 varrelliano a parte la punizione (palla a lato al 29’) di Pesaresi. Al 40’ st salva la baracca sul modesto pallonetto del neoentrato Piovaccari.

Daino 6 – Scavalla disordinatamente sin quando, al 22’, Allegretti gli ruba una palla pesante che lo fa riparare a piu miti consigli. Poche “dainate” dietro, ed è un bene, ma anche poca spinta in avanti, il che è male.
Terzi 6 – Preciso e pulito quasi come ai bei tempi, ma in terza linea i rossoblù giocano in quattro contro uno. Due anticipi sbagliati, e ancora tanto da lavorare nel far partite la manovra.
Manfredini 5,5 – Meno puntuale dell’altro centrale Terzi, ma si parla di sfumature. Come il retropassaggio non necessario per Antonioli del primo tempo o il via libera dato a Piovaccari, che sbaglia il lob.
Smit 5,5 – Un cross, perdipiù dalla trequarti, nella prima frazione. Un sinistro secco ribattuto, nella seconda. Pochino, ne converrete. (35’ st Danilevicius sv: non ha lo spunto in velocità né la tempra del guerriero, ma è lecito attendersi almeno la voglia di sbattersi, meglio se non addosso alle altre due punte).

Filippini 6 – Per spirito e quantità, il meno peggio. Solite energie profuse e dedizione alla causa, ma idee poche, come il resto della truppa e il suo nuovo generale. Figlio della trance agonistica il cartellino che gli costerà la disfida di Torino contro la Juventus. Chiude da terzino sinistro.
Amoroso 5 – Spento. Cammina a metà campo senza incidere. Il compitino lo fa, seppur da fermo, ma il punto è questo: in B, uno come lui non può limitarsi a quello. Da ricaricare.

Nervo 5 – Stava male, e si vedeva. Ma allora perché non Fantini subito? Detto con rispetto per il glorioso passato, e per il suo bene: oggi, in piena bagarre-playoff, non è presentabile, perlomeno fra i titolari (40’ pt Fantini 6: brillante nel saltare luomo, gli si aggrappano due volte e rimediano due ammonizioni, serve una gran palla a Meghni, che stoppa male, poi Bellucci alza troppo. Ti aspetti che i suoi lo cerchino con continuità, invece niente).
Meghni 5,5 – A corrente alternata, troppo. Nelle rare occasioni del Bologna il suo zampino c’è: la punizione che sbecca l’incrocio al 3’ st, il cross per la testa di Bellucci. L’unico capace di accendere la scintilla, il primo a prodigarsi per spegnerla. (25’ st Morosini 5,5: il tempo di passare col “giallo”, e non lo vedi più).
Bellucci 5 – Per una volta meglio da rifinitore che in finalizzazione: per il palo colto da Marazzina, e nell’azione in cui apre e chiude il contropiede al 41’, la cosa più bella nel primo tempo. Nella ripresa il colpo di testa su cui Rossi si supera, poi sparisce.

Marazzina 5,5 – Diceva De Zan Sr. che ai corridori, con l’età, si accorciano le gambe e si allunga la lingua. Marazzina si prodiga per smentire l’assunto almeno nel calcio, ma i compagni lo assecondano punto. Al 5’, uno-due con Bellucci e sinistro a giro che centra la base del palo alla destra di Rossi. Poi un pallonetto di testa buono per tutti tranne che per Squillace, che aveva già fischiato. Un gran daffare, poco costrutto.
CHRISTIAN GIORDANO