
UN Andrew Howe d’oltremanica, quindi al contrario. Troppo veloce per non pensare alla pista e innamorato del pallone - nonostante il tocco non proprio sudamericano -, Gabriel Agbonlahor è stato a lungo sul bivio: calcio o atletica. Per fortuna, come il reatino di Los Angeles, per dirla alla Spike Lee, ha fatto la cosa giusta. Fidal e Villans ringraziano.
Figlio di un nigeriano e di una scozzese, Gabby nasce il 13 ottobre 1988 a Erdington, cinque miglia a nordest di Birmingham. Osservatori dell’Aston Villa ne notano lo scatto, a 8 anni, nei Great Barr Falcons, ma si mettono le mani nei capelli nel valutarne i fondamentali. Nella prima stagione nella Academy (2002-03), segna 9 gol in 18 partite. Nella seconda, 35 in 29: impresa che ai veterani del Bodymoor Heath di North Warwickshire riporta alla mente quella di Darius Vassell: 38 centri nel 1997-98. Dal 2004-05, viene spesso aggregato alla formazione Riserve pur continuando a bollare con quella giovanile: 18 volte in 22 gare, che chiudono il suo bilancio nella Youth con il record di 62 reti in 71 apparizioni.
Nel 2005 impressiona critica e addetti ai lavori nel vittorioso International Soccer Challenge, torneo per Under 20 disputatosi ad Adelaide, in Australia. Va a segno nel match inaugurale, vinto per 2-0 sull’AIS, nel 2-2 contro il Milan - poi battuto ai rigori -, nel 4-1 sul Tokyo Verdy e in due occasioni nella vittoriosa (5-0) finale contro la Team S.A.
Nelle Riserve, tra il 2003 e il 2006, racimola 37 presenze e 19 gol, tra cui la tripletta al portiere statunitense Tim Howard (oggi all’Everton), nel 3-0 ai rincalzi del Manchester United. Capitano nell’HKFC Philips Lighting International Soccer Sevens del 2006, trascina da Miglior giocatore i giovani Villans al secondo posto dietro gli Urawa Red Diamonds.
In settembre va in prestito in seconda divisione, prima al Watford (4 partite) poi allo Sheffield Wednesday (9) e rientra alla casa madre senza gol. Il 18 marzo 2006 invece segna al debutto in Premiership nel 4-1 buscato contro l’Everton al Goodison Park. Quel gol, simile a quello realizzato nell’1-4 casalingo contro il Manchester United - il quarto in dieci partite in questa Premier League - è diventato il suo marchio di fabbrica: cross da sinistra, taglio sul primo palo e incornata sul secondo.
Nei rinnovati Villans targati Martin O’Neill, comincia la stagione 2006-07 largo a destra. Il primo gol stagionale lo firma nel 2-0 casalingo sul Charlton Athletic. Si ripete nella gara successiva, il 30 settembre: poco prima dell’intervallo, firma l’1-1 contro il Chelsea. Un vizio, segnare alle grandi, ripetuto con tutte le Big Four: Man U, Arsenal e Liverpool.
Agbonlahor non salta un minuto della stagione 2006-07, fino a quando non viene rimpiazzato da Patrik Berger, nel 2-0 esterno sul Reading. La gara successiva è la prima in panchina, anche se a gara in corso gli farà posto Shaun Maloney, appena arrivato dal Celtic. A scanso di equivoci, O'Neill spiega che il promettente giovanotto «sin lì, pur schierato fuori ruolo, se l’era cavata egregiamente», e che la decisione di tenerlo a riposo era stata presa per farlo rifiatare e togliergli pressione.
Rimesso in squadra, torna nel tabellino alla voce “marcatori”: nel pari con l’Everton il 2 aprile. L’indomani, rinnova con un quadriennale l’accordo siglato dodici mesi addietro e che lo terrà al Villa Park (almeno) sino al 2011. La domenica dopo, assente John Carew, s’appropria dell’area.
Meno immediato il feeling con le nazionali. Agbonlahor rifiuta le avances del Ct scozzese Alex McLeish e della Federazione nigeriana, che il 20 settembre 2006 lo convoca nella U20 per il match col Rwanda. Il 28, scatta la prima chiamata nell’U21 inglese. L’esordio avviene il 6 ottobre, nel doppio spareggio con la Germania valido come pass per gli Europei di categoria. Rincalzo nell’1-0 a Coventry (subentra a Routledge al 71’), titolare nel 2-0 a Leverkusen (al 76’ lo rileva Walcott) e Tre Leoni in Olanda. Senza Agbonlahor. Il Ct Stuart Pearce lo voleva in ritiro in Spagna, “Gabs” era in vacanza, telefono staccato. Morale: “Psycho” gli preferisce David Bentley, ala del Blackburn e già nazionale A. Per ripicca Agbonlahor non esclude «di giocare in una rappresentativa maggiore diversa dall’Inghilterra». In settembre, Pearce lo richiama. A Podgorica, Gabby infila il primo gol nella U21, il secondo del 3-0 sul Montenegro.
«Si è irrobustito, è migliorato tantissimo nel difendere palla - giura O’Neill, estimatore interessato - e ha voglia di sfondare». Come Howe.
CHRISTIAN GIORDANO








