giovedì, gennaio 10, 2008

Mantova, il giocattolino del Tato


Il giocattolino del “Tato” Lori non è più tale. E per puntare alla A, ha cambiato politica: dal basso profilo ai big (i confermati Godeas, Tarana e Caridi, gli arrivi di Corona e Fiore), sedotti a triennali. A parte il portiere sloveno Handanovic, firmato per due anni, e Fiore, vincolato fino a giugno ma con opzione per le due successive stagioni, è il caso degli altri acquisti estivi: i difensori Balestri e Calori e il mediano Passoni, oltre a “Re Giorgio”, arrivato a titolo definitivo dal Catania insieme con Lucenti. Giocatori “di categoria”, ma di maggiore appeal al botteghino rispetto al recente passato fatto di passi a misura di gamba: due anni fa, l’AC Mantova fatturava 7,5 milioni di euro annui. La Nuova Pansac, azienda del boss, ne smuove trecento e sfama 1500 dipendenti, 2000 con l’indotto.
Sul piano tecnico l’ex nazionale Fiore, a questi livelli, c’entra poco. E difatti, complice la labirintite del fantasista (recuperato dal preparatore atletico Stragliotto e da interminabili partite a tennis con Lori al Circolo Ferrovieri), Attilio Tesser ha avuto i suoi bravi problemi a inserirlo nel collaudato 4-4-2 ereditato da Mimmo Di Carlo, «non totalmente convinto», secondo il presidente, dal ricco rinnovo biennale offertogli e poi volato a miracol mostrare a Parma.
Lo storico ds Magalini ha potato rosa e ingaggi – dal metronomo Brambilla (450 mila euro) alle punte Bernacci a Graziani – ma a gennaio, per inseguire il traguardo che al Martelli manca da oltre trent’anni, si annuncia almeno un arrivo. Il sogno è il 23enne Viktor Boudianski, allenato da Tesser l’anno scorso all’Ascoli e ideale rimpiazzo per Grauso (out fino a marzo-aprile), visto che il parmense Parravicini sembra fuori portata, e magari il modenese Longo, interno di 30 anni che tanto piace anche al Bologna. L’alternativa al primo, centrocampista offensivo che trova poco spazio nell’Udinese, è Manolo Pestrin, ’78 del Messina. Non dovesse arrivare il secondo, il duello col Bologna, perso per Adailton e Di Gennaro, si rinnoverebbe per Budel, che i rossoblù seguono dall’era-Mandorlini: 27 anni, ha rescisso il vincolo col Cagliari ma ha mercato al piano di sopra: Fiorentina e Sampdoria in primis. Come esterno di centrocampo, si segue il coetaneo livornese Alvarez, che solletica più Lori che Magalini. Se va via Lucenti (Vicenza o Cremonese), finirebbe bene il corteggiamento di due anni per Ferrarese, furetto del Verona. Sul fronte uscite, andranno in prestito il difensore Rizzi (Triestina) e la quarta punta Altinier (Verona, magari come scambio per Lucenti), mentre il 21enne centrocampista Mondini andrà a farsi le ossa al Venezia. Strategie da grande squadra, che guarda all’oggi, ma con un occhio al domani.
Il capolavoro virgiliano però è stato non esonerare Tesser quando, dopo i tre KO consecutivi (Pisa, Bari e Triestina, già fatale in Coppa Italia), tifosi e stampa ne chiedevano la testa e lo schernivano sostituendo con la F l’iniziale del cognome. Il tecnico si è visto confermato sul campo grazie anche al plateale rifiuto di capitan Notari di unirsi al consueto tuffo post-partita sotto la Curva Te. Dopo il liberatorio 3-2 sul Modena l’idolo del Martelli corse ad abbracciare l’allenatore in difficoltà. “Fesser” sparì lì, prima delle 5 vittorie filate che hanno proiettato i biancorossi al quarto posto a 34 punti: a -5 dalla capolista Bologna ma a +1 sul Brescia, la “Juve della B”. Etichetta che oggi calza meglio al Mantova.
«In B serve la quantità. E se ci metti la qualità diventi importante» ha sentenziato Caridi, blindato con un quinquennale fino al 2011. E infortuni a parte (Fiore, Passoni, il menisco finalmente operato di Godeas, Grauso, Noselli), il Tato adesso gioca a fare sul serio.
CHRISTIAN GIORDANO

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