lunedì, maggio 26, 2008

Le pagelle di Mantova-Bologna 0-1


BOLOGNA (4-4-2):

Antonioli 6,5 – Un destraccio di Noselli in 45’, un altro in controbalzo di Godeas fuori specchio e una uscita sicura. Poi pilota il reparto con sicurezza. Una garanzia.

Lavecchia 7 – Meglio in avanti che dietro. Un paio di volte Noselli gli scappa, anche perché davanti ha Di Gennaro, non un mastino nel coprire. Fa piovere palloni alle punte (che sprecano di testa) e corre fino ai crampi. Duracell.
Moras 6,5 – Legnoso di suo, annulla i marcantoni, prima Godeas poi Corona. Mica poco.
Terzi 7 – Pulito e puntuale negli anticipi come ai bei dì. Tranne una scivolata, non perde lucidità, neanche sui disimpegni errati dei suoi.
Bonetto 7,5 – inventa il gol con cabarbietà e intuito, servendo a Fava un cioccolatino che sa di A. Poi tanta corsa, grinta e difesa. Tarana non la vede mai.

Di Gennaro 6,5 – Attivo e reattivo il primo tempo, quando cerca anche la soluzione difficile. Alla terza palla persa, Arrigoni lo cazzia ma lo tiene in campo: segno che si fida (26’ st Mingazzini 6 – diga a protezione del successo che vale il gran salto. Missione compiuta)
Amoroso 7,5 – Un capo, come un vecchio saggio delle tribù native americane guida i suoi nelle praterie. Mai così guerriero e dentro la gara. Corre la metà rispetto a inizio carriera, ma che mestiere. Prestazione-monstre e un animus pugnandi sinora misconosciuto.
Carrus 7 – Più appariscente e più mobile di Amoroso, ma meno nei gangli della squadra. Trotterella con costrutto e cuce da par suo. Nel finale, al minimo contatto due sceneggiate da lacrime napulitane utili a far scorrere secondi. Prezioso ed essenziale.
Valiani 7 – Qualche incomprensione nellultimo passaggio,ma anche una fascia coperta sui due fronti. Un valore aggiunto.

Fava 7,5 – Ci ha preso gusto. Bonetto fa un capolavoro, lui lo riufinisce e si prende la gloria. Prima dell’intervallo, stacca controtempo e si mangia un gol fatto. Poi tanta quantità, anche nei ripieghi. Finalmente protagonista. (36’ st Bombardini sv – scampoli di gara ormai finita, buoni per tener palla e indurre il rosso di Cristante).
Marazzina 7 – Generoso e sfortunato, incorna in gol ma trova portiere e traversa. Un retropassaggio che poteva costar caro e una prova da leader vero. (32’ st Giubilato 6,5: deve difendere lo 0-1 che vale la A e quasi raddoppia: di testa manda fuori di un niente, sul gran sinistro su punizione, Bellodi si oppone coi pugni).
CHRISTIAN GIORDANO

giovedì, maggio 22, 2008

In Godeas We Trust


Il bomber con la valigia mai sfatta: Triestina (tre volte, più le giovanili), Udinese (due), Sora, Prato, Cremonese, Livorno, De Graafschap (Olanda), Treviso, Messina, Como, Bari, Palermo, Chievo, Mantova. Lì il bomber di Cormons è rinato. E ora è lo spauracchio dei rossoblù verso la A.
- Mantova-Bologna. Denis Godeas, che partita sarà?
«Di cartello. Noi abbiamo poco da chiedere, è il Bologna che dovrà “farla”. Chiudere bene una stagione nata male: ci proveremo per noi, per i tifosi e per la società. Siamo gli arbitri della promozione, cercheremo di dare fastidio come con Chievo e Lecce».
- All’andata fu 3-0 e Marazzina-show.
«L’unica che ho saltato. Un mezzo derby e, allora, uno scontro diretto. I miei compagni non la presero bene».
- Bologna al ballo per la A, voi mai invitati. Le va stretto il ruolo?
«La delusione è tanta. In società e nell’ambiente e tra di noi. Il campo, però, parla chiaro: non siamo stati capaci di fare meglio».
- Che cosa non ha funzionato?
«Sulla carta, avevamo tutto. Siamo partiti male, qualche giocatore ha avuto problemi. Un’annata-no».
- Lei invece si è superato: top scorer con 26 gol e un menisco operato a Natale. È la sua miglior stagione?
«Nei numeri, sì. Come prestazioni giocai meglio a Trieste, quando sfiorammo i playoff. Una B strana, a 24 squadre (nel 2003/04 per il caso Catania, ndr)».
- E l’anno dopo, record di gol: 10 meno di questa stagione. Come spiega l’exploit?
«Non ne ho idea. Ma essere capocannoniere e fuori dei giochi è una soddisfazione relativa. Baratterei 10 gol per i punti del Pisa e poter lottare per i playoff».
- Domenica sarà anche Godeas contro Marazzina, 48 gol in due e solo un rigore a testa. Siete i migliori centravanti della B?
«Massimo si muove molto, come me. Di testa è fortissimo, io me la cavo. Ma un campionato straordinario lo hanno fatto anche Pellisser del Chievo e Granoche (24 reti e 7 penalty, ndr), l’uruguaiano della Triestina. Per uno straniero non è facile ambientarsi subito».
- Fantinel, a Trieste, vi vorrebbe in coppia per inseguire la A.
«Lasciamo stare. Pablo (operato a Bologna la scorsa settimana per lesione parziale al crociato anteriore destro, ndr) adesso ha altro cui pensare: guarire prima possibile».
- Le piacerebbe tornare, riavvicinarsi a casa?
«Questa cosa me l’hanno sempre appiccicata, ma per me non è mai stato un problema. E poi vicino a casa ci sono già: due ore d’auto. A Mantova sto benissimo. E se rientro piani della società, ci resterò».
- Sull’eventuale ritorno di Godeas, capitan Allegretti non è stato tenero. Con la piazza lei come si è lasciato?
«Bene, con tutti. Di quelle esperienze posso solo parlare in positivo».
- Non si può dire della Serie A: le manca?
«Non ci penso. Certo, mi piacerebbe riprovarla».
- Flop con Udinese, Como, Palermo e Chievo, e il De Graafschap in Olanda: si sente da A?
«Non lo so. Penso di sì, ma credo alle cifre. E quelle dicono che, finora, è andata così».
- Proverà a inseguirà ancora col Mantova?
«Ho 33 anni e un contratto fino al 2010: non vedo perché no. Ho un buon rapporto con tutti, e buonissimo col presidente Lori. Valuterò i piani della società e decideremo. Senza problemi».
- L’estero la tenta?
«Nessuno mi ha cercato».
- Là davanti, meglio solo o accompagnato?
«A inizio stagione avevo Corona, una punta di peso. Io ne ho la stazza, non le caratteristiche. Svario molto e ho segnato tanto anche con accanto Noselli, Caridi o Fiore».
E la tranquillità per disfare la valigia.
CHRISTIAN GIORDANO

domenica, maggio 04, 2008

Le pagelle di Bologna-Vicenza 1-0


Antonioli 6,5 – Un tempo da spettatore poi ordinaria amministrazione. E quando gli tirano in porta, nessuno ne inquadra lo specchio. Pomeriggio di semilibertà, salvo il gran palo di Capone e un paio di interurbane centrali. Ben addomesticate.

Daino 6 – Per bocca di Arrigoni, «stesso guaio muscolare di due messi fa»: stiramento al bicipite femorale destro. Tassa minima, tre settimane. Dopo metà frazione: che fai, lo giudichi pure? (25’ pt Castellini 6,5 – anticipa e chiude con concentrazione feroce, quasi a rinchiare che l’onta della panchina andava lavata. Lo fa con giocate chirurgiche e tanta presenza. Ritrovato).
Moras 7,5 – Prestazione-monstre, mai vista neanche quando s’arrabattava in Champions League all’AEK. Mulina lunghe leve e gomiti contro Zampagna, per quanto fermo sempre un brutto cliente, e per sovrammercato si costruisce il gol della vita. Di più non si può. Chiude, per crampi, a far numero a metà campo come si usava una volta: quando quello rotto andava a fare l’ala.
Terzi 7 – Con lui la critica non è mai serena. Stavolta fa tutto bene, da centrale e da terzino. E nel finale dà una gran palla che manda in porta Marazzina, poi fermato da Fortin. Dargli fiducia e basta, no?
Bonetto sv – Prende una botta a un’anca, e nel battere il fallo laterale ecco il colpo della strega: blocco lombare, a parlar fino. Jella nera, ma a Grosseto ci sarà (19’ pt Amoroso 6 – Prova contraddittoria. Pare sempre poter incidere di più, eppure, quando manca, lo senti. Nel rush finale servirà).

Lavecchia 6,5 – Il fratello bravo di quello visto, ma sull’altra corsia e da terzino, a Bergamo. Macina la fascia e le due fasi, difensiva e offensiva, con continuità. A questo punto, imprescindibile. (23’ st Giubilato sv – Spiccioli mentre il Vicenza fa finta di arrembare. Kg e cm utili alla causa).
Mingazzini 6,5 – La fascia al braccio gli fa da gerovital. E come per la maglia rosa per un ciclista, gli fa trovare energie che non pensava di avere. Con la mediana a quattro torna a casa, al centro, e dove non arriva con la benzina, usa il mestiere. Così corre meno, ma meglio.
Carrus 7 – Primo tempo superbo per quantità e precisione. Azzecca lanci in serie, cuce, recupera palloni. E non si ferma mai. Nel secondo cala, ma avrebbe meravigliato il contrario.
Valiani 6,5 – Meglio il suo contraltare Lavecchia dall’altra parte, ma questo quando parte brucia l’erba. E poi sa (e gli fanno) fare tutto: terzino, mezzala, esterno alto. Duttile e dilettevole.

Bucchi 6 – Se non lo conosci, è irritante. Gioca fermo, mai un guizzo, uno scatto. Poi, sornione, estrae dal cilindro la sponda da tre punti: scusate se è poco. Stavolta, più lavoro da primo difensore. Non a caso anche lui chiude coi crampi.
Marazzina 6,5 – Metà gara da applausi per “garra” e pericolosità, poi tira il fiato. Il palo e due incornate fanno urlare al gol che più di tutti meriterebbe. Comunque andrà, è la sua stagione. E suo è il Bologna.

CHRISTIAN GIORDANO

venerdì, maggio 02, 2008

Vivere in Zampagna


Il “bomber con la sciarpa” ha fama di Calciatore alla rovescia (azzeccato titolo della monografia dedicatagli da Sfide, ndr), e non solo per le reti in sforbiciata, tutte dedicate a mammà, Franca Mandoloni. E pare meritata per un 33enne che nell’Atalanta in A segnava a raffica, prima di finire fuori rosa per una sfuriata col tecnico Delneri e, a gennaio, in fondo al lotto in B col Vicenza, penultimo col Ravenna.
- Riccardo Zampagna, va bene andare controcorrente, ma non avrà esagerato?
«Per me l’immediatezza è la prima cosa. Io voglio tutto e subito. Il direttore Vignoni e Gregucci li conoscevo già, ci siamo parlati e mi hanno fatto un’offerta molto concreta (600 mila euro l’anno fino al 2010, ndr), senza tante chiacchiere. È questo che più mi ha colpito».
- È vero che a gennaio era a un passo dal Bologna?
«Sì. Ma non c’era solo il Bologna, anche se a volermi erano più club di A che di B».
- Alla maglia da titolare nel Torino o alla prospettiva di salire subito in A ha anteposto garanzie?
«Quando leggo o sento queste cose mi viene da ridere. Gioca chi merita, il resto sono stupidaggini. Il Vicenza era una nuova sfida. Questa categoria l’ho già fatta, e bene. La conosco. Per un attaccante come me è persino più dura della A: più botte, meno spazi e tempi di gioco, tanto agonismo. Ma se sto bene, il gol arriva».
- Sta bene, adesso?
«Non sono al 100% e il periodo non è positivissimo, ma per ora gli infortuni sembrano superati».
- Tatticamente, per la punta cosa cambia dal 4-4-2 di Delneri al 4-2-3-1 di Gregucci?
«Per me niente, faccio le stesse cose. Rispetto a come il capo (Delneri, ndr) comandava là, cambia qualcosa per gli esterni, che devono giocare più larghi».
- Gregucci schiera tre trequartisti, Arrigoni oggi forse neanche uno. Che partita ne esce?
«Una battaglia. E la vincono gli uomini, con il cuore, al di là dl modulo. Sarà durissima, loro sono strafavoriti ma noi non siamo qui in gita. Vincendo, saremmo salvi».
- E comincerete a programmare per la A?
«Piano. Il progetto c’è ma prima deve arrivare la salvezza».
- Non sarebbe male firmarla con un gol in rovesciata, come quella papà sulla neve in qualla famosa partitella padri contro figli.
«Mia madre me lo chiede sempre. E da tanto non la accontento».
- La accontenterà anche a carriera finita, tornando a Terni?
«È la mia città, la mia famiglia è di lì – anche se adesso vive con me a Vicenza - e da altre parti non mi ci vedo proprio».
- Che cosa farà Zampagna da grande?
«Non ci penso sennò mi butto giù. Le emozioni che il calcio mi dà non le proverò in nessun’altra situazione. Mi piacerebbe un posto dove poter contare. Ma sarà difficile».
- Soprattutto per uno poco diplomatico.
«Lo so. Dico solo che mi piacerebbe. Per guidare un gruppo ci vuole uno tosto. Ma io santi protettori non ne ho mai avuti. E credo proprio che non li avrò mai».
CHRISTIAN GIORDANO