venerdì, febbraio 13, 2009

Nesta con noi


Mai stato superstizioso, Alessandro Nesta. Altrimenti non avrebbe speso una carriera portando sulla schiena il 13. Ma proprio di venerdì 13 la schiena, che da due anni lo tormenta, è tornata a tradirlo. Nel 2004 Pelé lo inserì fra i 100 più forti calciatori viventi. Avesse dovuto compilare una lista dei più jellati, il più credibile erede di Franco Baresi avrebbe lottato per il podio.
Considerato per anni, con Fabio Cannavaro, il difensore più forte, completo ed elegante del mondo, Nesta ha avuto una grande carriera che sarebbe stata straordinaria senza gli infortuni. Tanti, troppi. A volte banali - come quello al pollice per usura da joystick - e proprio per questo ancora più beffardi.
A volte gravi, come quelli in nazionale. Una causa, quella azzurra, alla quale Alessandro ha dato tanto, specialmente ai Mondiali: a Francia 98 il legamento collterale interno del ginocchio destro saltato dopo neppure due minuti nello scontro con l'austriaco Pfeifenberger; nel 2002 una botta al piede destro, gli impedì di giocare l'ottavo di finale contro la Corea del Sud; a Germania 2006 lasciò posto e gloria a Materazzi già dal 24' della seconda partita, contro la Repubblica Ceca. Un calvario, quello con la nazionale, chiuso a malincuore l'11 ottobre a Tblisi, Georgia-Italia 1-3.
L'ultimo incidente, che lo affligge da due anni, è una protrusione discale con schiacciamento di due vertebre. In questa stagione, non ha mai giocato in competizioni ufficiali. Schierato da Ancelotti nell'amichevole di Tirana il 14 ottobre, sembrava aver recuperato. Ma da allora era andato in panchina solo una volta, in campionato contro la Sampdoria. Dopo due mesi di terapie a Miami (come nel 2006 per la riabilitazione della spalla sinistra operata), il peggio sembrava alle spalle. Invece, al primo test vero, ecco il nuovo crac: la schiena di Nesta è di nuovo bloccata.
Un nuovo consulto, a ore, deciderà l'ennesima terapia. Si pensa anche a un'operazione. Ma a 32 anni, nonostante il contratto a scadenza 2011, questa soluzione potrebbe anche significare uno stop definitivo. Non se lo merita, uno che sfida la jella dalla prima partita.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

FONTE: SKY SPORT 24 (13-2-2009)

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