mercoledì, aprile 15, 2009

L'ultimo ko di De La Hoya


"I'm announcing my retirement because I've been doing this since I was five years old. This is the love of my life. Boxing is my passion. Boxing is what I was born to do. And when I can't do it anymore, when I can't compete at the highest level, it's not fair. It's not fair to me, it's not fair to the fans, it's not fair to nobody. And I've come to the conclusion that it's over. It's over inside the ring for me."

"Annuncio il mio ritiro perchè faccio boxe da quando avevo cinque anni. E' la mia vita. La mia passione. E' ciò per cui sono nato. E se non posso più farla come dico io, se non posso più competere al massimo livello, non è giusto continuare. Non è giusto per me, per i tifosi, per nessuno. Per questo sono arrivato alla conclusione che è meglio smettere. Per me è finita, ma solo dentro il ring"


Se gli riuscirà, sarà il ko più difficile per Oscar De La Hoya: smettere al momento giusto. Da campione. Senza ripensamenti nè patetici ritorni. Il Golden Boy ha detto stop. A 36 anni. Dopo una carriera da predestinato. Chiusa con un record di 39 vittorie e 6 sconfitte, 30 successi e 2 match persi prima del limite. Ma soprattutto 10 titoli di campione del mondo in 6 categorie di peso. L'ultima, quella dei welter.
De La Hoya ha annunciato il ritiro alla Rocky. All'aperto, martedì 14 aprile a Los Angeles, nel piazzale antistante lo Staples Center, la mega-arena dove giocano i Lakers della NBA. Davanti a una statua in bronzo alta oltre due metri. La sua statua.
Quattro mesi dopo la dura lezione impartitagli da Manny Pacquiao, quarta sconfitta negli ultimi 7 match, il 36enne califironiano ha preso la decisione migliore. La più difficile. La più sofferta. De La Hoya è stato - pound per pound, cioè in rapporto al peso - uno dei più grandi di sempre. Dentro e fuori il ring. Campione dei pugni e della pubblicità. Con quel sorriso da attore, la voce da cantante, gli interessi oltre il quadrato, fra i quali una quota azionaria della Houston Dynamo della Major League Soccer e un reality show sul pugilato. Alla boxe Oscar deve tutto. Ora, da promoter a tempo pieno, proverà a saldare il conto. Senza fare sconti, soprattutto a se stesso. Al campione che è stato.
Christian Giordano, SkySport24

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