venerdì, giugno 19, 2009

Maicon Man, l'evoluzione della specie


Lateral direito. Da noi, semplicemente terzino destro. In Brasile, nel Brasile, qualcosa di molto vicino a una stella. Un regista esterno, ma anche un attaccante aggiunto, che infatti vale - e costa - quanto una punta. Lo testimoniano i 40 milioni di euro richiesti dall'Inter per Maicon; e questo suo gran gol agli Stati Uniti in Confederations Cup. Il miglior segnale che l'infortunio di due mesi fa con l'Ecuador è già storia.
Maicon è l'ultimo erede di una stirpe di campioni, in quel ruolo, cominciata ai mondiali di Svezia 58 con Djalma Santos, contraltare di fascia dell'altro Santos, Nilton.
A Messico 70, il Brasile più bello della storia schierava un attacco con cinque numeri 10: Jairzinho, Gérson, Tostão, Pelé e Rivelino. Ma guardate che cosa era capace di fare, su assist di Pelé, questo Intercity della corsia di destra chiamato Carlos Alberto. A 4' dal 90esimo, firma così il 4-1 finale all'Italia davanti ai 107 mila dell'Azteca, e a 2300 metri di altitudine.
Dopo Jorginho, vicecapitano campione del mondo a Usa 94 con Dunga e oggi suo vice sulla panchina della Seleção, un altro accelerato ha viaggiato sul binario destro verdeoro. È "Pendolino" Cafu, l'unico nella storia a referto - fra campo e panchina - in tre finali mondiali consecutive. A Pasadena 94, a Saint-Denis 98 e a Yokohama 2002.
Nell'ultima, ha alzato lui, da capitano, la Coppa del Brasile Pentacampeão. Roma e Milan non l'hanno dimenticato e ancora ne cercano l'erede.
Cicinho, al Real e alla Roma, e Rafinha dello Schalke 04 a questi livelli c'entrano poco. Maicon no. E' lui, Maicon Man, l'evoluzione della specie.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

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