giovedì, aprile 01, 2010

Ribelli anche senza causa


Il 14 gennaio 2010 è morto Dennis Stock, il fotoreporter che più di tutti fece di James Dean l’icona della Gioventù bruciata, dei Rebels Without a Cause, ribelli senza causa. Sotto la poggia a Times Square a New York, mani in tasca e sigaretta a mezza bocca, avvolto nel trench nero come a proteggersi dal mondo. Ritratto di un’epoca ripreso da Bill Sumner per John McEnroe, sportivo ribelle per antonomasia, che in scarpe da tennis gli fa il verso per la copertina della sua autobiografia, You Cannot Be Serious.
Si fosse occupato di calcio, a Dennis Stock sarebbe piaciuto immortalare questi cento piccoli o grandi mcenroe del pallone. Ribelli con (o per) una causa, ma anche senza.


100 Helmut DUCADAM
Romania - 1-4-1959 - Portiere

Vive con 150 euro d’invalidità al mese, ma a paralizzargli la mano destra fu una caduta, non Nicu Ceausescu a revolverate per la Aro rossa usata che il regime donò all’Eroe di Siviglia (4-rigori parati al Barcellona, Coppa dei Campioni ’86 allo Steaua). Falso storico.

99 Taribo WEST
Nigeria - 26-3-1974 - Difensore

A Kanchelskis quasi spezza la carriera. Treccine colorate, pastore pentecostale della chiesa Shelter in the Storm, da lui fondata alla periferia di Milano, all’Inter dice a Lippi: «Dio mi ha detto che devo giocare». Marcello: «Strano, a me non ha detto niente». Miracolato.

98 Pedro “Perucho” PETRONE
Uruguay - 11-5-1905/13-12-1964 - Attaccante

Amava il tango e la vita comoda, meno la cucina italiana. Al secondo anno in viola, rompe con Felsner che lo schiera ala destra. Multa di 2.000 lire e fuga notturna per tornare in Uruguay. Rientrato a Firenze, festa al Teatro Verdi. Ma non è più lui. Artillero.

97 Stefan EFFENBERG
Germania - 2-8-1968 - Centrocampista

In “Ve l’ho fatta vedere a tutti” narra di alcool, droga, sesso (si separa e sposa Claudia, la moglie di Strunz), multe e idee: sì alla pena di morte, no al sussidio disoccupazione. Dito medio ai tifosi contro la Corea del Sud a Usa 94 e addio nazionale. “Affanberg”.

96 Adrian MUTU
Romania - 8-1-1979 - Attaccante

La coca al Chelsea e il risarcimento da 17 milioni. Talento smisurato che Moggi “scippa” per la Juve, alla Fiorentina diventa Fenomeno. Lui vuole la Roma, Prandelli si impunta e gli toglie la fascia. Ci ricasca col dimagrante romeno e con l’agente Becali. Sprovveduto

94 Jean-Marie PFAFF
Belgio - 4-12-1953 - Portiere
La fuga dal ritiro della nazionale vestito da infermiere, la mela lanciatagli dagli spalti e mangiata appoggiato al palo, la divisa rosso fuoco in omaggio a Kelly LeBrock. “Overleven” (Sopravvivere) la biografia, “De Pfaffs” il reality che oggi gli dà fama. Clown.

93 MIDO
Egitto - 23-2-1983 - Attaccante

Nell’Ajax, Ibra lo scoprivano andando a vedere lui. Poi l’involuzione irreversibile: Marsiglia, Celta, Roma, la Premier. Esuberante, timido e nervoso, da idolo nazionale (matrimonio da star in diretta tv) a reietto: il Ct Shehata convoca solo islamici osservanti. Infedele.

92 Mario BASLER
Germania - 18-12-1968 - Centrocampista

Piede (destro) morbidissimo, modi ruvidi. «Un’auto distrutta appena riverniciata», disse del nuovo taglio di capelli di un compagno. Nel novembre 1999, rissa notturna in un bar di Monaco. Con birra e tabacco un must del “Super Mario” originale. Tetesco di Cermania.

91 Patrick KLUIVERT
Olanda - 1-7-1976 - Attaccante

Nel “caso O. J. Simpson olandese”, 240 ore di lavori sociali (in un ospizio) per l’omicidio colposo di Marten Putman: eccesso di velocità nell’incidente causato ad Amsterdam il 9 settembre 1995. Nel 1997 accusa di stupro archiviata per mancanza di prove. Jellato?

90 Francisco Ramón LOJACONO
Argentina - 11-12-1935/19-9-2002 - Centrocampista

Baggio ante-litteram per ruolo (nove e mezzo) e punizioni, genio e sregolatezza per le donne: la storia con Claudia Mori fece epoca. Morte sospetta per Guariniello, che un anno dopo indagò sulle Sla di ex Samp: Cucchiaroni, Ocwirk, Vincenzi, Matteucci. Romantico.

89 Fernando COUTO
Portogallo - 2-8-1969 - Difensore

Carattere focoso (eufemismo), fortissimo nello stacco. Espulsioni collezionate come serate al night, fra champagne e sexy-cameriere in topless. Squalificato 10 mesi (poi ridotti a 4) per nandrolone nel 2001, si è sempre professato innocente. Fumantino.

88 Roberto “Bob” VIERI
Italia - 14-2-1946 - Attaccante

I figli, Christian e Max, due arieti. Lui, mingherlino, calzettoni alla Sivori, un “10” tutto estro e dribbling. Figlio dei fiori anni 60, capelli lunghi, a fine carriera la barba. Emigra in Australia, al Marconi Sydney, anche lì classe e invenzioni, ma poca costanza. Etereo.

87 Tony CURRIE
Inghilterra - 1-1-1950 - Centrocampista

Il bacio con Alan Birchenall in Sheffield Utd-Leicester dell’aprile 1975 è diventato un’icona gay, il manifesto di un’epoca. E la cover di “Mavericks”, il libro di Rob Steen sulla generazione di Bowles, Currie, George, Hudson, Marsh, Osgood, Worthington. Idolo.

86 Walter ZENGA
Italia - 28-4-1960 - Portiere

Bearzot lo chiama in nazionale, lui è con Marina Perzy. Istrione naturale, con Tacconi l’ultimo dei “portieri matti” e personaggi. Contro Dahlin, ci rimette il naso. Postino dalla De Filippi, si “riabilita” da allenatore vincente a Est e al Catania. Bauscia.

86 Mágico GONZÁLEZ
El Salvador - 13-5-1958 - Attaccante

«Non sono un santo, mi piace la notte e la voglia di far baldoria non me la toglie neanche mia madre. Sono un pessimo professionista. Non penso al calcio come a un lavoro. Gioco per divertirmi». E, al Cadice, nel 1986, per 700 dollari a partita. Edonista.

85 Mario BOYÉ
Argentina - 30-7-1922/21-7-1992 - Ala

Tecnica, forza fisica e scatto bruciante, El Atomico o el Matador sbarca dal Boca al Genoa nell’estate 1949. Segna 12 gol in 18 gare di campionato, ma la sua giovane signora ha nostalgia di Baires e lo convince a una rocambolesca fuga nella notte. Effimero.

84 Jimmy GREAVES
Inghilterra - 20-2-1940 - Attaccante

Il più prolifico bomber nella storia della First Division, ma troppo inglese. Gelosissimo della moglie, al Milan segna 9 gol in 10 gare ma non si ambienta. Prima della Juventus, sfuriata negli spogliatoi: fuori squadra. Tornato in patria, altra vittima dell’alcool. Insicuro.

83 Lennart SKOGLUND
Svezia - 24-12-1929/20-7-1975 - Ala

«Certi suoi colpi non li aveva neanche Pelé» racconta Brighenti, che all’Inter scarrozzava Nacka ubriaco all’allenamento. L’unico dribbling mai riuscitogli fu alla bottiglia. In Katarina Bangata-Brannerigatan, il monumento alla grandezza sprecata. Fragile.

82 Denis LAW
Scozia - 24-2-1940 - Attaccante

Contro la famiglia, lasciò scuola e rugby per il calcio. Le prime scarpe, usate, a 14 anni da un vicino. L’Inghilterra mondiale nel 1966? «Il giorno più brutto della mia vita». Dopo l’incidente d’auto con Joe Baker, lasciò il Torino per il Man Utd. Diavolo rossiccio.

81 Christian “Bobo” VIERI
Italia - 12-7-1973 - Attaccante

«Sono più uomo io di tutti voi messi insieme», a Euro 2004, per la notizia del suo presunto litigio con Buffon. Mister 90 miliardi (dalla Lazio all’Inter), le Veline in fotocopia, mille squadre e gol. Sbotta per i termo bollenti di Appiano e il pedinamento Telecom. Rustico.

80 Gianfranco ZIGONI
Italia - 25-11-1944 - Ala/attaccante

Sotto la pelliccia, il petto villoso e la pistola. Sopra, il cappello da cowboy. Così va in panchina al Verona, per scommessa con 5 compagni. «Alla Juventus, mai abituato al taglio dei capelli, alle telefonate alle 10 di sera. Un campo di concentramento». Dio Zigo.

79 AMARILDO
Brasile - 29-6-1936 - Attaccante

Prima c’era Lorenzi, poi vennero Sivori e lui, “el Garoto”, il Ragazzo: 32 giornate di squalifica, record italiano. Carattere irrequieto, non riesce resistere alle provocazioni. Dopo l’ennesimo lungo stop andò alla Roma, poi tornò a vivere a Firenze. Ingenuo.

78 EDMUNDO
Brasile - 2-4-1971 - Attaccante

Il Carnevale come clausola nel contratto. O’Animal aveva le sue priorità. Nel 1998-99, la Fiorentina è campione d’inverno, ma lui vola a Rio e addio scudetto. In auto: omicidio colposo nel 1995 e meno 219 punti dalla patente, ritirata fino al 2011. Sciagura.

77 DOMINGOS da Guia
Brasile - 19-12-1912/18-5-2000 - difensore

Detto “la Sfinge” per la freddezza dello sguardo o il Divin Maestro, fu uno dei primi brasiliani a espatriare (Nacional Montevideo, Boca Jrs), sposò una ballerina francese che gli diede Ademír da Guia, centrocampista mulatto e biondo stella del Palmeiras. Pioniere.

76 Bernd SCHUSTER
Germania - 22-12-1959 - Centrocampista

L’Angelo biondo. In campo e fuori, un diavolo. Europeo e vice-Pallone d’oro nell’80, salta l’Albania per il secondo figlio e il Brasile per il no del Barça. Litiga con Dfb, Ct (Derwall) e Breitner: addio nazionale a 24 anni. Passa al Real e all’Atlético. Traditore tradito.

75 Gerd MÜLLER
Germania - 3-11-1945 - Attaccante

Al Bayern segna come nessuno e vince tutto. Nel ’73 il Barcellona lo vuole in coppia con Cruijff, la Dfb dice no. «Vi regalerò il mondiale, poi non metterò più piede in Nazionale». Fatto. Il divorzio e l’alcool, poi Beckenbauer lo salva affidandogli le giovanili. Bomber fragile.

74 Johan CRUIJFF
Olanda - 25-4-1947 - Attaccante

«Non puoi più pulire i gradini, sei la madre di Cruijff». Genio arrogante e ribelle, in campo aveva sempre ragione lui. Fuori, pure. Arbitri a parte. Al Mondiale 74 in maglia con sole due strisce per sponsor. Calcio totale all’Ajax e Dream Team Barça? Tutta roba sua. Profeta.

73 Paolo DI CANIO
Italia - 9-7-1968 - Ala/Centrocampista

Arruffapopolo col braccio destro alzato. Idolo d’Inghilterra che al West Ham rinuncia al quasi-gol per far soccorrere il portiere Gerrard Il “villain” che spintona a terra il goffo arbitro Allcock. Di Canio è uno e trino, Dr Jekyll e Mr Hyde di pura lazialità. Paolo il caldo.

72 Zlatan IBRAHIMOVIC
Svezia - 3-10-1981 - Attaccante

Il mal di pancia telecomandato da Raiola, il Moggi già “appestato” invitato a casa, il gesto volgare alla mai “sua” curva Nord. Ribelle con la stampa e botte coi compagni (van der Vaart, Zebina), pantofolaio tutto casa e famiglia fuori del campo. Ego Moderno.

71 ADRIANO
Brasile - 17-2-1982 - Attaccante

L’alcool e le feste ma anche l’infanzia nelle favelas, la perdita del padre, il pugno galeotto a Gastaldello e la manina furbetta nel derby, la fuga in Brasile, l’auto presa a sassate dalla fidanzata di turno, gli ammiccamenti a un ritorno in Europa. Imperatore esautorato.

70 Rodney MARSH
Inghilterra - 11-10-1944 - Attaccante

Altro maverick anni 70. «Io non sono il Pelé bianco, è lui il Marsh nero». Ramsey in nazionale: «Se non t’impegni, ti tolgo all’intervallo». «Ma Alf, al Man City ci danno arancia e tazza di tè». Mai più convocato. A Sky scherza sullo tsunami: licenziato. Unico.

69 Lamberto BORANGA
Italia - 30-10-1926 - Portiere

Dottore in biologia e in medicina, medico di professione, auspica l’esame tricologico anticoca. A Reggio Emilia, non riesce a dormire e va al bar in vestaglia. “Il cappotto spagnolo”, invece, è la biografia. In porta e in pista (salto triplo) anche a 67 anni. Il bilaureato.

68 Ezio VENDRAME
Italia - 21-11-1947 - Centrocampista

Poeta maledetto. L’orfanotrofio. In tribuna, consumò all’intervallo. Col Padova, 0-0 sicuro, dribblò tutti e tornò indietro: un tifoso morì d’infarto. In cerca di compagni liberi, salì sulla palla e scrutò l’orizzonte. Come rimpianto, il tunnel a Rivera. Anticonformista.

67 Jim BAXTER
Scozia - 29-9-1939 - Centrocampista

Tre bottiglie di Bacardi al giorno, donne in proporzione. “Slim Jim”, due trapianti di fegato in quattro giorni a 55 anni, era immune al settarismo: lui dei Rangers nel Celtic era amico di Billy McNeill, Pat Crerand e Mike Jackson. Coraggioso.

66 Mané GARRINCHA
Brasile - 28-10-1933/20-1-1983 - Ala

Il canarino liberato come premio-Mundial. Una finta, sempre la stessa, al destino: un QI da bambino di 4 anni, la poliomelite che gli fa più corta una gamba. Figli sparsi come bottiglie, la morte in povertà in ospedale psichiatrico, più amato di Pelé. Alegria do Povo.

65 Roberto BAGGIO
Italia - 18-2-1967 – Attaccante

«Questo è pazzo» a Sacchi che lo toglie in 10 contro la Norvegia. Ulivieri lo mette in panca, e Bologna ancora ne parla. Spia in spogliatoio per Lippi? No, grazie: e la “Porta nel cielo” vende 200 mila copie. Il rigore rifiutato e la sciarpa raccolta. Piccolo Buddha.

64 Giorgio “Long John” CHINAGLIA
Italia - 24-1-1947 - Attaccante

A 6 anni emigra con al collo l’indirizzo della famiglia: Cardiff, Galles. La lazialità incarnata, lo doma solo Maestrelli. Al Mondiale 74, contro Haiti, “vaffa” in mondovisione al Ct Valcareggi per il cambio con Anastasi. Ribelle ai Cosmos e alla legge. L’Amerikano.

63 Zinédine “Zizou” ZIDANE
Francia - 23-6-1972 - Centrocampista

Colpi di classe, e di testa: a Kientz (frattura allo zigomo) in Juve-Amburgo di Champions 2000, a Materazzi a Berlino 2006, 12° rosso in carriera: «Meglio morire che chiedergli scusa». Al processo per farmaci, ammette imbarazzato l’uso di creatina. Timidone.

62 Gianluca VIALLI
Italia - 9-7-1964 - Attaccante

In campo fame proletaria, fuori l’aplomb e l’edonismo da rampollo della Cremona-bene. L’elicottero di Berlusconi funziona con Lentini, con lui no: «Milanello? Meglio il mare di Nervi». Londinese d’adozione, oggi analyst pendolar-chic per Sky. Gol & the City.

61 Ezio PASCUTTI
Italia - 1-6-1937 - Attaccante

Mosca, 13 ottobre 1963: Urss-Italia 2-0, in piena Cortina di ferro. Dubinski da dietro alla gamba operata, lui mostra il pugno, sceneggiata del russo, all’azzurro espulsione e ignonimia, fischi in ogni stadio e un futuro indigente. Per un pugno e senza dollari.

60 Antonio Valentin ANGELILLO
Argentina - 5-9-1937 - Attaccante

Con Maschio e Sivori, uno degli “Angeli dalla faccia sporca”. 33 gol in 33 partite nel 1958-59, record imbattuto in A, poi perde la testa per la ballerina di night club Attilia Tironi, in arte Ilya Lopez, il Mago Herrera non perdona. Lui neanche. Ribelle per amore.

59 Faustino “Tino” ASPRILLA
Colombia - 10-11-1969 - Attaccante

A ogni viaggio in patria un guaio: la rissa col conducente di autobus e la gamba fra le portiere, il revolver per festeggiare il Capodanno o “stimolare” i compagni in allenamento. A Parma, il divorzio per la storia-bufala con la pornostar Petra Scharbach. Casinista.

58 Gheorghe “Gica” HAGI
Romania - 5-2-1965 - Centrocampista

Alla Steaua di Ceausescu, in prestito forzato, è “Il Maradona dei Carpazi” per il mancino, il 10 e l’indole rissosa e arrogante. Nel 1999 “esonera” il Ct Piturca per il più morbido Ienei. A Euro2000, fa saltare a Conte i legamenti della caviglia destra. Il fiero dell’Est.

57 Hristo STOICHKOV
Bulgaria - 8-2-1966 - Attaccante

Maresciallo d’onore dell’esercito, al Barcellona si scorna con Cruijff che nel 1995 lo spedì al Parma. Radiato al CSKA per la rissa col Levski dell’85, fu graziato dal Partito per averlo Usa 94. Il pestone all’arbitro Urízar Azpitarte? Normale amministrazione. L’Eletto.

56 Robbie FOWLER
Inghilterra - 9-10-1975 - Attaccante

Le terga al poco virile LeSaux. La “sniffata” post-rigore all’Everton. L’amplesso con Joe Belotti, moglie del dg del Brighton, nella toilette del Grand Hotel all’addio di Jimmy Case. La T-shirt (sponsorizzata CK) per i 500 portuali licenziati a Liverpool. Idolo e folle.

55 Christian PANUCCI
Italia - 12-4-1973 - Difensore

Pupillo di Capello, ne possiede le asperità caratteriali. L’antipatia, reciproca, con Lippi. La panchina rifiutata nella Roma di Spalletti a Napoli. La rissa con Preziosi per il Genoa sfumato senza una telefonata, l’addio «per motivi personali» al Parma. Spirito libero.

54 ROMÁRIO
Brasile - 29-1-1966 - Attaccante

I ritardi dal Brasile e le panchine punitive nel Barcellona di Cruijff, il debole per la movida notturna e l’idiosincrasia agli allenamenti. Zico e Zagallo dipinti sulle porte dei bagni nel suo locale “Bar del gol” per la mancata convocazione a Francia 98. Baixinho anche di modi.

53 Claudio Paul CANIGGIA
Argentina - 9-1-1967 – ala/attaccante

I vizi? La coca, e auto veloci come lui. All’Atalanta, liberi lunedì e martedì. A Montecarlo. Il mercoledì, sveglia alle 6.30: Principato-Bergamo in due ore e mezza, in Porsche, a 240 km/h. La gara più bella? Con Doni nel 2000. Bacio-choc con Diego. Figlio del vento.

52 Hugo Orlando “el Loco” GATTI
Argentina - 19-8-1944 - Portiere

A Maradona: sei un barilotto, non mi fai gol; saranno 4. Criticato, lascia la Selección e Fillol vince il Mundial; e l’Argentina perché, col tifo Boca peronista, sostiene Alfonsín. Gli tirano una scopa, e ci spazza l’area. Non arriva una palla, e si siede sulla traversa. Indio.

51 René HIGUITA
Colombia - 26-8-1966 - Portiere

Il “Colpo dello scorpione” (all’inglese Redknapp nel 1995) metafora di una vita sottosopra: infilato dal camerunese Milla a metà campo a Italia 90, la coca, i 7 mesi di carcere per mediazione in un sequestro. I 5 lifting per il reality Cambio extremo l’ultima maschera. Fiction.

50 John TERRY
Inghilterra - 7-12-1980 - Difensore

12 settembre 2001: al Posthouse hotel di Heathrow, ubriaco con Gudjohnsen, Lampard e Morris diede scandalo davanti agli americani bloccati in aeroporto per l’attentato alle Twin Towers. Il caso Perroncel-Bridge? Si sarà imborghesito. Capitan Fracassa.

49 Stan BOWLES
Inghilterra - 24-12-1948 - Centrocampista

L’archetipo dei mavericks, i cavalli pazzi del calcio inglese anni 70. “Stan The Man”, Mancunian destinato alla mala, in Sunderland-QPR 1972-73 per scommessa butta giù la FA Cup dei Black Cats. L’invasione finisce su News at Ten, il tg delle 22. Genio sprecato.

48 Sándor KOCSIS
Ungheria - 21-9-1929/22-7-1979 - Attaccante

Di testa segnò circa metà dei suoi gol 75 gol (in 68 gare) con la grande Ungheria. Transfuga (in Svizzera e al Barcellona) come molti compagni della Honvéd dopo Budapest ’56, si suicida perché ha un cancro allo stomaco e la leucemia. Dignità al potere.

47 Eduard STRELTZOV
Russia - 21-7-1937/20-7-1990 - Attaccante

Il Pelé russo. Bandiera della Torpedo Mosca, oro a Melbourne 56. Capelli lunghi in piena Cortina di ferro. Il tacco “alla Streltztov”. I rifiuti a CSKA e Dinamo, il no al matrimonio con «quella scimmia», la figlia di Yekaterina Furtseva. Il gulag. Il mito. L’uomo soggetto.

46 George WEAH
Liberia - 1-10-1966 - Attaccante

Sei giornate di squalifica per l’aggressione a Jorge Costa negli spogliatoi dopo Porto-Milan del 20 novembre 1996. Nella sua Liberia, gioca stopper e paga maglie, vitto e trasferte. Poi, senza istruzione, si candida presidente. Perde, ma resta idolo. Monumento.

45 Marco MATERAZZI
Italia - 19-8-1973 - Difensore

Il pugno a Cirillo, le entrate allo stomaco su Sheva, la provocazione a Zidane, il rigore-flop col Siena. “Prodezze” pagate con fischi in tutta Italia e offese alla madre perduta da ragazzo. Smoking bianco per lo scudetto. I “consigli” a Balotelli. Delirio da superpotenza.

44 Roberto MANCINI
Italia - 27-11-1964 – Attaccante/centrocampista

Il Cruijff italiano, in campo e in panca. Non lecca e ne sa troppo, i giornalisti rosicano, lui va in barca. Incompiuto in azzurro: a NY esce di nascosto, Bearzot aspetta le scuse e non lo chiama più. In gol a Germania 88, urla «bastardi» alla tribuna stampa. Bimbo forever.

43 Zdenek ZEMAN
Repubblica Ceca - 12-5-1947 - Allenatore

«Il calcio deve uscire dalle farmacie», l’intervista-choc a l’Europeo nel 1998. Moggi alza la paletta. Del Piero e Vialli gliela giurano giurata, Lippi pure: o stai nel sistema o te ne vai. Il suo 4-3-3 fa scuola in attacco e scempi in difesa. Mai banale. Controcorrente.

42 Robin FRIDAY
Inghilterra - 27-7-1952/22-12-1990 - Attaccante

Setters, trainer del Reading (quarta serie): «Se ti togli dalla testa alcool, droga e donne, in tre anni sarai capitano dell’Inghilterra». Friday: «Ho metà anni di te, e vissuto il doppio». “Il più grande mai esistito” morirà per infarto da overdose a 38 anni. Jim Morrison.

41 Paolo SOLLIER
Italia - 13-1-1948 - centrocampista

«Calciatore per caso» (cfr. se stesso), “Ho chi min” (per il marxismo d’inizio carriera) racconta la sua militanza in Avanguardia Operaia nel libro “Calci e sputi e colpi di testa” del 1976. In copertina, il celebre saluto col pugno chiuso ai tifosi del Perugia. Compagno.

40 Craig BELLAMY
Inghilterra - 13-7-1979 - Attaccante

In Algarve col Liverpool, Riise rifiuta il karaoke e lui lo aggredisce con una mazza da golf. In Champions, segna ed esulta col norvegese mimando il putt. Una sedia contro Carver, vice di Bobby Robson al Newcastle. Terry-Bridge? «Tutti sanno com’è JT». Killer instinct.

39 Edgar DAVIDS
Olanda - 13-3-1973 - Centrocampista

Mela marcia al Milan (cfr. Costacurta), la squalifica per doping (evitabili, dato il glaucoma), le multe nella Juve moggiana. E le denunce per minacce e maltrattamenti da parte della compagna Sarah Hagens. Guerriero in campo e, purtroppo, fuori. Pitbull.

38 István (Stefano) NYERS
Francia/Ungheria - 25-3-1924/9-3-2005 – Attaccante/ala

Nato in Francia da famiglia ungherese, visse da giramondo, con Herrera procuratore. A inizio 1952-53 chiede più soldi e l’Inter lo mette fuori rosa. Il presidente Masseroni, pur di fargli giocare il derby, cede: Nyers-Milan 3-0. Morì malato e povero. Apolide.

37 Dominique ROCHETEAU
Francia - 14-1-1955 – Attaccante/ala

Simbolo del Saint-Étienne, genio capellone, anticonformista, amante di Sartre, sinistroide, poeta del virtuosismo. Mai gialli né rossi, nonostante le botte. La differenza con Platini? Le ginocchia di cristallo. Incompiuto che mise a sedere Beckenbauer. Angelo verde.

36 Gianni RIVERA
Italia - 18-8-1943 - Centrocampista

Alla Domenica Sportiva sistemò così Lo Bello e la “Fatal Verona”: «La palla è rotonda, ma rotola sempre dalla stessa parte». Con Padre Eligio, fece la guerra a Buticchi che voleva cederlo al Torino. Milanista del secolo? Berlusconi sceglie Baresi. Abatino a chi?

35 Lothar MATTHÄUS
Germania – 21-3-1961 - Centrocampista

Testa calda da sempre, in campo vinceva da solo. Fuori, è più difficile. Il punto più basso, la telerissa con l’odiato Klinsmann nel 1995. Soubrette cambiate come calzini, e la panchina che non arriva. Al Bayern e in federazione, è persona non grata. Cercasi futuro.

34 Cristiano LUCARELLI
Italia - 4-10-1975 - Attaccante

L’atto sessuale mimato con la maglia il 29 maggio 2004, a Piacenza, dopo il gol che riportò in A il Livorno: “Tenetevi il miliardo”. Le idee di sinistra. La T-shirt col Che in Under 21 e l’ostracismo azzurro. Il flop col Corriere. L’amore-odio con Spinelli. Bandiera.

33 Benito “Veleno” LORENZI
Italia – 20-12-1925/3-3-2007 - Attaccante

Chiamò Boniperti “Marisa” (per la chioma), e in un derby infilò mezzo limone sul dischetto al milanista Cucchiaroni: palla fuori sei metri, e fuga negli spogliatoi inseguito dai tifosi. Cattolico devoto, saltò solo una messa (in un paesino siciliano senza chiesa). Pio.

32 Antonio CASSANO
Italia - 12-7-1982 - Centrocampista

Infanzia a Bari Vecchia, le Cassanate (copyright di Capello) alla Roma. «Adesso si respira aria pulita», il tackle di De Rossi sull’ex compagno fuggito senza salutare. Meteora al Real, croce e delizia Samp. Tabù azzurro di Gentile e Lippi. “Beri” per sempre.

31 Vinnie JONES
Galles - 5-1-1965 - Centrocampista

Gli attributi strizzati a Gascoigne, ruoli da duro negli action-movie di serie B. Ma anche il Wimbledon della “Crazy gang”, le 12 espulsioni (secondo solo a Roy Keane, 13), il video Soccer’s Hard Men: multa di 20.000 sterline e squalifica per 6 mesi. Il brutto e il cattivo.

30 Patrick VIEIRA
Francia - 23-6-1976 - Centrocampista

Picchiatore indefesso, provocatore e/o provocato. Nel tunnel prima di Man U-Arsenal storica rissa con Roy Keane. Idem in campo con Mihajlovic che in Arsenal-Lazio di Champions, 17 ottobre 2000, gli diede del «negro di m.» in risposta a «zingaro di m.». Intellettuali.

29 Salvatore BAGNI
Italia - 25-9-1956 - Centrocampista
“Non si fanno queste cose a cinque minuti dalla fine!”, il libro di Ziliani sul gol in Genoa-Inter 2-3 del 1983. Al Napoli, il comunicato con cui lui, Ferrario, Garella e Giordano chiedono a Ferlaino la testa di Bianchi. La tragedia del figlio non l’ha piegato. Guerriero.

28 Dino BAGGIO
Italia - 24-7-1971 - Centrocampista

Dal coltello (a Fuser per lo sputo a Kaliciak) schivato a Cracovia in Wisla-Parma alla pugnalata del mobbing alla Lazio. Il gesto dei soldi dopo il rosso in Juve-Parma, poi attore di teatro. Primo calciatore scambiato per un allenatore: dalla Juve all’Inter per Trap. Apripista.

27 Pietro Paolo VIRDIS
Italia - 26-6-1957 - Attaccante

A vent’anni disse no alla Juve. Poi capitolò, ma deluse. Con Bettega ko, 9 gol nello scudetto ’82, poi la cessione, a sua insaputa, all’Udinese. «Non fu Boniperti a mandarmi via, ma qualcuno più in alto». L’Avvocato aveva buona memoria. Orgoglio sardo.

26 Luigi “Gigi” RIVA
Italia - 7-11-1944 - Attaccante

Virdis ci ha provato, lui ci è riuscito: dire no alla Juve (ma anche all’Inter di Moratti padre). Il più forte attaccante italiano del dopoguerra resterà a Cagliari, per amore e per lo scudetto. Da accompagnatore azzurro, difensivista ultrallineato. Fedelissimo.

25 Thierry HENRY
Francia - 17-8-1977 - Attaccante

Quando ne ha diritto (da bambino, col padre che lo fa allenare già da professionista) non ne ha la forza, quando ne ha la forza non ha diritto (mano galeotta all’Irlanda del Trap). Ribelle al razzismo ma non a Blatter. Stand Up, Speak Up.

24 Bruce GROBBELAAR
Zimbabwe - 6-10-1957 - Portiere

La “Spaghetti dance” che all’Olimpico ipnotizzò Conti e Graziani, 31 anni dopo ispirerà la “Dudek dance” di Istanbul 2005. Per uno che ha combattuto la guerra civile in Rhodesia, il calcio non è roba seria. Come le accuse (mai provate) di corruzione. Saltimbanco.

23 Sinisa MIHAJLOVIC
Serbia - 20-2-1969 – Centrocampista/difensore

Otto giornate di squalifica per sputi e calci a Mutu in Chelsea-Lazio di Champions 2003-04. Tre (più multa di 12.700 euro) per l’affaire-Vieira. Con Totti si detesta. “Onore alla Tigre” lo striscione laziale per il criminale di guerra che gli salvò lo zio Ivo. Mistero Arkan.

22 João SALDANHA
Brasile - 3-6-1917/12-6-1990 - Allenatore

Contrabbandiere d’armi a 6 anni, leader studentesco a 20, comunista tutta la vita. Costruisce il Brasile che con Zagallo vincerà Mexico 70. Lui se ne va prima, perché il presidente Médici voleva Dadá Maravilha (Dário). Zagallo lo porta e non lo schiera. Corsaro rosso.

21 Salah ASSAD
Algeria - 10-6-1958 - Attaccante

Stella dell’RC Kouba e della nazionale, si arruolò nel Fronte di Salvezza Islamico (Fis) e da conobbe ben altri campi: «Il rischio, la paura? Per gli algerini è la vita». Per la festa dell’Indipendenza il presidente Chadli gli concede l’espatrio in Francia. Militante.

20 László KUBALA
Ungheria - 10-6-1927/17-5-2002 - Attaccante

Nel 1946 scappa a Bratislava per l’SK, il Ferencvaros accetta il risarcimento: 15.000 fiorini. In Spagna, fonda con altri esuli dell’Est la squadra itinerante Hungaria. Con Di Stéfano, l’unico a giocare in tre nazionali. La sua statua campeggia al Camp Nou. Transfuga.

19 Paul BREITNER
Germania - 5-9-1951 – Difensore/centrocampista

Estremo sinistro di ruolo (da terzino a regista) e di idee. Contestatore nato, pagò quelle politiche con una carriera inferiore ai mezzi. Letale su punizione, con Pelé e Vavá l’unico in gol in due finali mondiali. Ispirò legioni di post-sessantottini, oggi bacchetta in tv. Maoista.

18 Jean-Marc BOSMAN
Belgio - 30-10-1964 - Centrocampista

Il Bosman meno forte eppure più famoso. Modesto centrocampista belga dell’RC Liegi, ha cambiato il calcio e s’è rovinato la vita. La sentenza del 15 dicembre 1995 che ne porta il nome ha liberalizzato la circolazione dei calciatori, ma a che prezzo. Il partigiano Jean.

17 SÓCRATES
Brasile - 19-2-1954 - Centrocampista

Il Tacco di Dio, meteora viola, al Corinthians creò la Democracia Corinthiana con Casagrande, Wladimir, Zenon, Biro-Biro, Juninho e Alfinete. Per esortare al voto giocarono con scritto sulla maglia “Democracia”. Birra e tabacco le ricette del Doutor. Socialista.

16 Paul “Gazza” GASCOIGNE
Inghilterra - 27-5-1967 - Centrocampista

L’alcool e la coca, le risse, la cleptomania, le botte alla (ex) moglie Sheryl Kyle, rutti e peti al microfono, gli scherzi da caserma in spogliatoio, la barretta di cioccolato (tiratagli dagli spalti perché sovrappeso) raccolta e mangiata in campo. Compulsivo.

15 Harald Anton “Toni” SCHUMACHER
Germania - 6-3-1954 - Portiere

A Spagna 82, la terribile uscita sul francese Battiston: due denti rotti, due vertebre incrinate e due giorni di coma. «Se gli fa piacere sono pronto a pagargli il conto del dentista». Poi si scuserà. In “Anpfiff” (Fischio d’inizio), rivelazioni-choc sul calcio tedesco. Cyborg.

14 Daniel Alberto PASSARELLA
Argentina - 25-5-1953 - Difensore

Due incisivi di Neeskens a Baires 78, il calcione al raccattapalle in Sampdoria-Inter del 1987 gli “scalpi” più noti. «Io picchiavo per piacere, i mediocri di oggi per necessità» la risposta al moralista Valdano. Ex nemico di Diego, oggi è presidente del River. Caudillo.

13 Roy KEANE
Irlanda - 10-8-1971 - Centrocampista

Håland gli rompe i legamenti e gli urla di non simulare. Quattro anni dopo, il pupillo di Ferguson gli spezza apposta ginocchio e carriera: «Avevo aspettato abbastanza». La rissa con Vieira, i tifosi interessati solo ai gamberetti? Roba da educande. Fighting Irish.

12 Fulvio BERNARDINI
Italia - 28-12-1905/13-1-1984
«Lei è troppo intelligente, non la seguirebbero», così Pozzo lo esclude dall’Italia poi bi-mondiale. In panchina, il primo scudetto a Firenze e l’ultimo a Bologna, in azzurro l’era dei “piedi buoni”. «Io sono Fulvio Bernardini, e tu chi sei?», ai cronisti pivelli. Il Dottore.

11 Luigi “Gigi” MERONI
Italia - 24-2-1943/15-10-1967 - Ala

Capelli troppo lunghi per l’azzurro, gallina al guinzaglio, vestiti e quadri fai-da-te nella mansarda bohémien. L’amore “proibito” (come la Juve) con Cristina. Troppi dribbling all’Italia del ’68. Calzettoni alla Sivori, 7 alla Best. Ala spezzata da Romero. Farfalla granata.

10 Omar Enrique SIVORI
Argentina - 2-10-1935/17-2-2005 - Centrocampista

Con Maschio e Angelillo il vero fenomeno dei “Los Ángeles de la Cara Sucia”. Idolo dell’Avvocato, calzettoni alla cacaiola e il tunnel come tentazione irresistibile, squalifiche pari al talento e alla massa di capelli nero corvino. “El Cabezón” (il testone) fu un Maradona ante litteram ma del River e “solo” in campo. Col 10. Charles lo placò con uno schiaffo. Con Heriberto Herrera, profeta del Movimiento che non tollerava primedonne, nel 1965 finì a pallonate. Come il suo più illustre successore, fu re di Napoli. Chiude con espulsione e vittoria contro la “sua” Juventus. Leone per Agnelli.

9 Mario BALOTELLI
Italia - 12-8-1990 - Attaccante

Pivellino, intima a Cristiano Ronaldo di rialzarsi. Spacca le partite come gli zebedei ad arbitri, compagni (solo leggenda l’inno del Milan e il “vi stiamo prendendo” canticchiati in spogliatoio?), avversari, Mourinho e tifosi. Burattino furbo del neo-agente Raiola o vittima ingenua del proprio entourage, dell’Italia più becera e razzista, di Striscia e del nuovo amico Corona, dell’ex fiamma Barbara Guerra che lo ha querelato per l’intervista in cui la definì una «fallita pilotata da quel… di Lele Mora», del calcio che anziché «vergognarsi» lo multa di 7.000 euro per un applauso? Attapirato.

8 Agostino DI BARTOLOMEI
Italia - 8-4-1955/30-5-1994 - Centrocampista/difensore

Forza e classe pari all’orgoglio: smisurato come la potenza del destro. E la bontà del ragazzo di borgata divenuto, con lo storico scudetto dell’83, profeta in patria. Dentro, una fragilità ai più sconosciuta. Nel decennale della Coppa dei Campioni sfumata all’Olimpico ai rigori contro il Liverpool, il gesto di ribellione più estremo: un colpo di pistola, sul terrazzo della sua villa al mare, a San Marco di Castellabate, Salerno. Forse per quella chiamata dalla Roma che non arrivava, o per i rifiuti che gli impedirono di fare ciò per cui “Diba” era nato: insegnare calcio. L’urlo del silenzio.

7 Zvonimir “Zvone” BOBAN
Croazia - 8-10-1968 - Centrocampista

Nel maggio 1990 il calcio al poliziotto federale jugoslavo picchiatore di un tifoso croato a terra in Dinamo Zagabria-Stella Rossa - per i disordini nemmeno iniziata - come ribellione all’ingiustizia e istantanea dell’imminente guerra slava. Boban rischiò l’arresto (ce ne furono 147, 138 invece i feriti) e pagò con la negata convocazione al mondiale di Italia 90. Addio in linea con la classe, «a 33 anni, da migliore in campo. Preferisco ritirarmi da protagonista come sono sempre stato. Grazie a tutti». Intelligenza riottosa (agli schemi) ed eleganza superiori, in campo e fuori e persino in tv. Zorro croato.

6 Jorge “Lobo” CARRASCOSA
Argentina - 15-8-1948 - Difensore

Terzino sinistro, simbolo e capitano di Huracán e Argentina, nel ’78 il Lupo non perse il pelo (sullo stomaco) né il vizio (la schiena dritta) e a 29 anni, quattro dopo il flop con l’Albiceleste in Germania Ovest, rifiutò la convocazione: «Io il mondiale non lo gioco». Era il Mondiale dei trentamila Desaparecidos. E ad alzare la Coppa davanti alla Giunta militare di Videla, Agosti e Massera fu Passarella. Campione più di vita che in campo, sull’argomento dittatura non rilasciò mai interviste: parlare allora era troppo pericoloso, farlo dopo non era da lui. Aparecido.

5 Matthias SINDELAR
Austria - 10-2-1903/23-1-1939 - Attaccante

Idolo del Ct azzurro Pozzo, incubo del suo killer Monti. Al campione che non si piegò a Hitler, Governato ha dedicato la biografia “La partita dell’addio”, Austria-Germania del 1938. Campione-simbolo del “Wunderteam”, la meravigliosa nazionale di Meisl degli anni 30, “Cartavelina” (per il fisico alto e sottile) fece gol ma non il saluto nazista. Nove mesi dopo, la polizia austriaca trovò morto il “Mozart del calcio” e in coma la fidanzata ebrea Camilla Castagnola, perita poco dopo. «Suicidi da monossido di carbonio», si disse. Dietro, l’ombra della Gestapo. Eroi non per caso.

4 Diego Armando MARADONA
Argentina - 30-10-1960 - Centrocampista

MVP della storia moderna, capopopolo nato (spaccaNapoli a Italia 90). Mancino di piede e di cuore (Fidel), amico di Ahmadinejad e nemico di Bush Jr, Blatter, Pelé e Passarella. Vince da solo Mexico 86, contro l’Inghilterra la Mano de Dios e, subito dopo, il Gol del Secolo. Diego Jr, cocaina (conosciuta a Barcellona nel post- Goikoetxea) e obesità le nemesi quasi letali, per overdose, nel 1999. Tre squalifiche per doping (a Usa 94 per efedrina). Frequentazioni fatali e allenamenti come optional o clinic. Fucilate ai giornalisti. Ct per redenzione. «Que la chupen» dentro. La noche del Diez.

3 José MOURINHO
Portogallo - 26-1-1963 - Allenatore

Podio figlio dell’attualità, ma mai un allenAttore ha diviso tanto e così a fondo. “Guitto d’infimo ordine che avvelena i pozzi del calcio” (cfr. Garanzini) o Grande Comunicatore da Terzo Millennio? Arrogante, antisportivo, coraggioso sino all’autolesionismo, geniale e calcolatore. Il dvd sul Chelsea visionato 7-volte-7. Il pc sottobraccio anche scendendo dal pullman. «L’Italia non mi cambierà». Da «non sono un pirla» a oggi, è già successo. Le manette contro la Sampdoria il nadir di un uomo solo allo sbando, l’Inter perfetta dello Stamford Bridge lo zenit. Il Professionista.

2 George BEST
Nord Irlanda - 22-5-1946/25-11-2005 - Attaccante
«Ho speso tutto in donne, auto di lusso e alcool, il resto l’ho sperperato». Come il talento, azzerato col Pallone d’oro a 22 anni.
«È difficile scegliere se fare l’amore con Miss Mondo (ne ha avute due) o segnare al Liverpool. Per fortuna non ho dovuto». «Non fossi stato così bello, di Pelé nemmeno avreste sentito parlare». Il tunnel a Cruijff. Sul letto di morte, la foto-monito scattata su richiesta di Georgie all’amico e agente Phil Hughes per News of the World, il domenicale più popolare: «Non morite come me». Il B-side del Sessantotto, che col Quinto Beatle c’entra il giusto. Autodistruttivo.

1 Éric CANTONA
Francia - 24-5-1966 - Attaccante

Ribelle nel dna: il nonno paterno, Joseph, lasciò la Sardegna per Marsiglia, i genitori della madre erano separatisti catalani. Pedro Raurich, il nonno materno, aveva combattuto contro l’esercito del “Generalisímo” Francisco Franco e nel 1938, ferito al fegato, con la moglie Paquita riparò in Francia.
Più che la vita di “The King”, è il calcio inglese a cambiare per sempre quando Alan Wilkie gli mostrò il rosso nella folle notte del 25 gennaio 1995 al Selhurst Park, Crystal Palace-Manchester United. Il colpo di karate al provocatore Matthew Simmons e il colletto alzato manifesti di vita “contro”: compagni e avversari, allenatori e dirigenti, stampa e tifosi. E quando conta vince da solo.
Nel 1987 l’esordio in nazionale e le prime Cantonate: un pugno in faccia al compagno Martini e l’entrataccia su Der Zakarian del Nantes che gli costa tre giornate di squalifica, poi ridotte a due, più la minaccia del club di non mandarlo più in nazionale.
Pochi mesi dopo, proprio nei Bleus, nel dopopartita definì in diretta tv «sac de merde» il Ct Michel che aveva “osato” sostituirlo. Al Marsiglia, nel gennaio ’89, in amichevole contro la Torpedo Mosca, altra sostituzione: pallone scalciato verso il pubblico e maglia gettata via. Sospeso per quattro settimane.
In prestito per un anno al Montpellier, tirò in faccia gli scarpini al compagno Lemoult. Incidente che indusse sei senatori a chiederne la cessione, poi sventata dai buoni uffici dei compagni Blanc e Valderrama che convinsero la dirigenza alla mano morbida: 10 giorni di stop.
Rientrato all’Olympique, col patron-padrone Tapie proprio non si prende. Vinto il campionato, come “premio” si ritrova al Nîmes. Lì, nel dicembre ’91, palla contro l’arbitro e squalifica per un mese. Diventati tre dopo l’«idioti» alla commissione federale.
Nell’esilio post-Simmons impara a suonare la tromba, dipinge. Lascia perché vuole a 31 anni, poi recita sul serio. Non solo esiste ma vive. Di questi tempi, c’è qualcosa di più ribelle? Icona.
Christian Giordano
ch.giord@gmail.com

2 commenti:

  1. troppo bello questo post. te lo scippo rendendoti il giusto merito...

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  2. Io avrei messo anche Dino Pagliari


    LUCA GANDINI

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