venerdì, luglio 23, 2010

La Edad de oro dello sport spagnolo


63 successi in dieci anni. Già 8 nel 2010, quasi 9 con il probabile terzo Tour de France di Contador, e siamo solo a luglio.
E' la "Edad de oro", l'età dell'oro, dello sport spagnolo. Sappiamo quando è cominciata, nel 2000, non quando finirà, né cosa l'abbia resa possibile.
Una sola nazione al comando, su ogni campo, strada, pista.
Dalle discipline di squadra a quelle individuali. E persino il titolo NBA con Pau Gasol, uno che, se non giocasse nei Lakers di Bryant, sarebbe stato l'MVP delle ultime Finals.
Non chiamatelo però "miracolo". Se lo è, lo è di programmazione, di idee, di innovazione. E di tanto sport a scuola.
Nadal signore della terra rossa che vince pure due Wimbledon è la punta di un iceberg di accademie private che ha conquistato 4 Davis e convinto la nostra Pennetta, 5 anni fa, a trasferirsi a Barcellona.
Dove vive anche Basile, che quest'anno col Barca ha vinto l'Eurolega. In Spagna si sono trasferiti anche due dei nostri migliori cervelli cestistici, Messina al Real Madrid e Scariolo Ct della nazionale.
Nel calcio, sono arrivati un Europeo e un Mondiale come nel basket, ma anche 4 Champions e tante altre coppe internazionali. E oltre a quella di Del Bosque, c'è una generazione di fenomeni anche nei motori, dove non mancano sponsor né talenti: Lorenzo e Pedrosa in moto, Alonso in Ferrari.
Ma è il ciclismo che dà la forza e i limiti del modello spagnolo: nella lotta al doping, come nei controlli sulla salute degli atleti, il Paese non pare all'altezza delle sue tante stelle. Ecco, se nel prossimo decennio la Spagna saprà vincere anche lì, allora l'Edad de oro" sarà molto di più che una bacheca piena.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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