venerdì, luglio 02, 2010

La nuova Olanda

Se cercate il nuovo calcio, non abita qui. Qui abita però la nuova Olanda.
Forse la prima senza polemiche interne. van Persie e Sneijder che litigano per la presunta sostituzione pilotata dall'interista contro la Slovacchia? Una scaramuccia subito rientrata.
Un paradiso rispetto alle faide fra Ajax e Feyenoord degli anni 70, alle fughe premondiale, o agli "spogliatoi" spaccati delle ultime edizioni: da una parte i "coloured" del Suriname, dall'altra i bianchi.
Anche in campo la musica è cambiata.
Non più 4-3-3 e calcio totale, ma globale. Anzi, globalizzato: 4-2-3-1 e gruppo prima di tutto, Mourinho docet.
van Marwijk ha la forza dell'uomo normale, non è un Generale alla Michels, quindi non inventa né impone niente.
Non ha un fenomeno come Cruijff e la sua generazione di fenomeni, ma due campioni unici nel calcio moderno: Robben e Sneijder.
Sono loro che hanno ribaltato il quarto di finale, in mano, per un tempo, al Brasile.
La buona notizia, per l'Olanda - in semifinale dopo 12 anni - è che, se arriverà in finale, non troverà i padroni di casa.
Alla vecchia Olanda, bella e perdente, è successo nel '74 con la Germania Ovest e nel '78 con l'Argentina della dittatura.
Stavolta, con l'aiuto del tabellone, la nuova Olanda - più solida che bella - ha tutto per vincere, non solo per convincere.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

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