Sono parecchi gli argentini che giurano, con la mano sul cuore, che fu Enrique García, el Chueco (dalle gambe storte), nella foto, mezzala sinistra del Racing Avellaneda. E sono parecchi gli uruguagi che giurano, con le dita in croce sulle labbra, che fu Pedro Lago, el Mulero (il Mulattiere), attaccante del Peñarol. Fu l'uno, fu l'altro, o furono entrambi.
Mezzo secolo fa o forse più, quand Lago e García segnavano un gol perfetto, di quelli che lasciano i rivali paralizzati dalla rabbia o dall'ammirazione, raccoglievano la palla in fondo alla rete e con lei sotto il braccio riprendevano il loro cammino, passo dopo passo, trascinando i piedi: così, sollevando polvere, cancellavano le impronte, perché nessuno copiasse loro la giocata.
EDUARDO GALEANO, Splendori e miserie del gioco del calcio

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