sabato, novembre 27, 2010

Tutti gli uomini del presidente van Praag

Non c’è solo Cruijff nel Grande Ajax della prima metà degli anni Settanta. Alcuni sono campioni veri, altri quasi. In ogni caso, atleti straordinari. Eccoli.

Heinz Stuy (portiere, 6-2-1945) – Non un fenomeno tra i pali, scalza il più «ortodosso» Gerrit (Gert) Bals anche perché sa stazionare al limite dell’area, per svolgere le funzioni di libero aggiunto. Alto e prestante (1,88 m per 85 kg), è l’unico «ajacide» dell’epoca a non vestire l’arancione.

Wim Suurbier (terzino destro, 16-1-1945) – Nelle giovanili, giostra da ala sinistra, poi arretra a terzino e, con l’esplosione di Krol, cambia fascia. Sa fare tutto: difende, imposta, crossa e segna.

Velibor Vasovic (libero, 3-10-1939; 4-3-2002) – Dà ordine alla difesa ed è infallibile dal dischetto. Fortissima personalità, leader del Partizan e della Jugoslavia, a Wembley alza da capitano la Coppa dei Campioni del ’71. Perfino Cruijff ne aveva soggezione, per lui “Vasco” era una sorta di fratello maggiore.

Barry Hulshoff (difensore centrale, 30-9-1946) – Una montagna d’uomo (1,92 m per 82 kg), domina di testa e sa disimpegnarsi con i piedi. Incontrista temibile e generoso, incappa spesso in infortuni. In Nazionale, 14 presenze e 6 reti: tante per un attaccante, figurarsi per un centrale difensivo, seppure abituato a “salire”.

Ruud Krol (terzino sinistro, 24-3-1949) – La classe fatta difensore. Come Suurbier dall’altra parte, sa fare bene tutto. A fine carriera, si ricicla da libero con risultati straordinari. È l’ultimo a lasciare l’Ajax. Poi sverna ai Vancouver Whitecaps della NASL (North American Soccer League, la lega professionistica nordamericana sorta nel 1967 e fallita nel 1984, ndr), al Napoli e ai francesi del Cannes.

Arie Haan (centrocampista, 16-11-1948) – Lento di passo, ha la «castagna» da fuori e buon senso tattico. A Monaco ’74, Michels lo impiega addirittura da libero. 35 partite e 6 gol in Nazionale.

Johan Neeskens (centrocampista, 15-9-1951) – Il calciatore totale per antonomasia. Nella categoria, l’unico superiore a Tardelli e a Breitner. Falcata e tiro irresistibili, fondo, grinta, gran fisico, senso del gol. Da ragazzino, furoreggia nel baseball. Nel ’74-75 raggiunge al Barcellona il «gemello» Cruijff.

Gerrie Muhren (interno sinistro, 2-2-1946) – Mancino, buona tecnica, sa cucire il gioco e interdire. Per motivi personali, un figlio malato, salta il mondiale del ’74. In arancione, 10 gettoni.

Johnny Rep (centravanti/ala, 25-11-1951) – Attaccante completo, per la foga e l’incredibile mole di lavoro, talvolta spreca troppo. Carattere pepatino e lingua lunga, «digerisce» a fatica l’ingombrante personalità, e soprattutto i modi, di Cruijff. 12 gol in 42 partite coi Tulipani.

Johan Cruijff (attaccante, 25-4-1947) – Grandissimo in campo e in panchina. Con entrambi i club della sua vita, l’Ajax e il Barcellona. La tecnica sposata alla velocità. Profondo conoscitore del gioco, ha il difetto di ritenersi infallibile. Alza da capitano la Coppa dei Campioni ’72-73. Gioca da dio per vent’anni, poi “inventa” la difesa a 3 e diventa, per la seconda volta, il profeta del calcio offensivo.

Piet Keizer (ala sinistra, 14-6-1943) – Bandiera dell’Ajax, mancino puro, gran realizzatore (146 reti in 365 gare di Eredivisie). Due gravissimi infortuni e una certa incompatibilità caratteriale con Cruijff, col quale peraltro è cresciuto, ne condizionano una carriera comunque di altissimo livello. Capitano a Rotterdam ’72.

Nico Rijnders (difensore/centrocampista, 30-7-1947; 16-3-1976) – Mediano difensivo, 8 volte nazionale. Inesauribile incontrista, trasferitosi al Bruges, morirà durante una partita, colto da infarto.

Horst Blankenburg (difensore centrale, 10-7-1947) – Tedesco arrivato nel ’70 dal Monaco 1860, in patria rischia una lunga squalifica per una storia mai chiarita di partite truccate. Nasce come mediano, poi Kovacs ne fa l’erede di Vasovic. È suo il cross per il gol di Rep che condanna la Juve nel ’73.

Sjaak Swart (ala destra, 3-7-1938) – Idolo dei tifosi per le funamboliche giocate sull’«out» di destra, sotto rete non perdona: 165 gol in 463 gare di campionato con l’Ajax, 10 su 31 in Nazionale.

Dick van Dijk (centravanti, 15-2-1946) – Ariete un po’ grezzo sul piano tecnico, segna il gol che sblocca il risultato a Wembley nel ’71. In Nazionale, 7 presenze e una rete.
CHRISTIAN GIORDANO

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