«Who’s going to be next?», chi sarà il prossimo? Anno di disgrazia 2010. Dopo gli scandali sessuali che hanno travolto mezza nazionale inglese, con “the next Wayne Rooney” (o Ashley Cole, John Terry, Peter Crouch) non s’intende più il campione del futuro, ma il futuro campione abbattuto dal mestiere più antico del mondo. O dal semplice adulterio. Il pokerissimo con Aimee Walton (2007), le modelle Sonia Wild (2009) e Alexandra Taylor (2004), la segretaria Vicki Gough e la dipendente del governo federale USA Ann Corbitt (2009) per Cole. Vanessa Perroncel (2005), allora moglie dell’ex compagno al Chelsea e amico Wayne Bridge per Terry, al quarto autogol stagionale dopo Shalimar Wimble, la 17enne Jenny Barker nella Bentley da 100 mila sterline, l’amplesso in bagno al nightclub con Lianne Johnson in stampelle perché lei si era rotta una gamba. Monica Mint, nome d’arte della 19enne prostituta da 800 sterline a prestazione, per Crouch. La nave-scuola Patricia Tierney (2002), poi il “threesome” con Jenny Thompson e Helen Wood per Rooney (2009). Tutti sposati o fidanzati, e traditori.
Povero, Fabio Capello. Quando, a dicembre 2007, ereditò da Steve McClaren, “lo scemo con l’ombrello”, le macerie dell’Inghilterra non qualificata a Euro2008, sapeva di essersi messo in un casino, ma non così fuor di metafora. Perché, ai suoi tempi, la Escort era solo una vecchia berlinetta della Ford, non l’ennesima rilettura ad personam sdoganata a Palazzo Grazioli. E perché è al “Casino 235” che Rooney ha incontrato “Juicy Jenny”.
Invece, letto a posteriori, il flop inglese a Sudafrica 2010 è forse figlio illegittimo non del no alle camere iperbariche (ritenute dopanti) sedotte e abbandonate da “Mr. Fab”, ma dei troppi sì nelle camere d’albergo. Anche se a cinque stelle.
Ma perché atleti (quasi sempre) belli, ricchi e famosi cercano sesso a pagamento con chi non aspetta altro che vendere la storia ai tabloid? Perché, in Inghilterra, c’è così tanta fame per il torbido legato alla sfera sessuale dei calciatori? Perché nei giornali d’oltremanica, in terza pagina (che da noi, per tradizione, era quella culturale), campeggia una modella in topless? E perché nel Regno Unito – che tre quotidiani sportivi (The Sportsman, The Sporting Chronicle, The Sporting Life) li aveva già attorno al 1880, ma non oggi – fiorisce tanto la “kiss-and-tell industry”, la fabbrica del gossip a luci rosse?
Domande a cui ha provato a rispondere Adrian Clarke, un passato da ala sinistra nell’Arsenal pre-Wenger e un presente da giornalista multimediale. Quale miglior interlocutore di un ex calciatore di alto livello che ha fatto il salto della barricata.
«Quella della ragazza in topless a Pagina 3 – spiega Clarke – è una tradizione dei tabloid britannici dal 1969. Il primo a proporla fu (manco a dirlo, ndr) il Sun e da allora è una consuetudine popolare. Perché? E chi lo sa? Rupert Murdoch, il proprietario, di certo ha incentivato questa tradizione per attirare lettori di sesso maschile, e anche oggi la “Page 3” è considerata spiritosa, divertente. Pochissimi la considerano pornografica o anche solo inopportuna, fa parte della nostra cultura. Io stesso, che quelle foto ormai neanche le noto più, devo ammettere che se non ci fossero più sarebbe triste».
“Triste” come sapere che Wayne Rooney ha tradito la moglie, Coleen McLoughlin, sette volte in quattro mesi, quando lei era incinta del loro primogenito Kai, nato il 2 novembre 2009. “Roo”, poi, è recidivo: a 16 anni, quando era all’Everton, l’aveva fatto a Liverpool, in una casa da appuntamenti, con una squillo 48enne e già nonna. Lui stava già con Coleen, la fidanzatina dalle medie, che lo perdonò. Stavolta sarà più dura e non solo per le ferree condizioni da lei impostegli nella loro magione da 3,5 milioni di sterline a Prestbury, nel Cheshire, nel famoso “chiarimento” per cui Ferguson lo ha risparmiato contro l’Everton: basta uscite con gli amici, letti separati, se ci ricaschi addio.
«Da ex calciatore – continua Clarke – è facile per me capire perché tradiscono così spesso. A me non succedeva, non ero un campione, ma questi grandi giocatori, con il club, la nazionale o con amici, sono sempre via da casa e circondati da donne stupende che gli si gettano ai piedi. Si trovano davanti al genere di tentazioni che solo attori e rockstar possono provare. Questo non significa che il loro sia un comportamento giusto, ma avendo visto da vicino quello che capita a quei ragazzi capisco perché alcuni cadono in trappola».
Specie se combinata ad arte. In una notte una giornalista del Daily Star, fingendosi escort, ne ha abbordati quattro (due di Premier e due di Championship) e neanche di prima fascia. In sei ore, le hanno proposto di seguirli in camera El-Hadji Diouf (Blackburn), Jimmy Bullard e Matt Duke (Hull City) e Michael Tonge (Stoke City).
«I calciatori sono anche troppo viziati – ammette Clarke – Tutti dicono loro di sì ogni momento e così cominciano a sentirsi intoccabili. Questo, erroneamente, dà loro la sensazione che possono sempre farla franca, in tutto. Invece non possono».
Qualcuno sì. Terry è stato perdonato dalla moglie, Toni Poole, durante un weekend di riappacificazione a Dubai. Ashley Cole c’era riuscito ma c’è ricascato. Chissà se Coleen perdonerà “Roo”.
Secondo Clarke, «quello delle WAGs è un altro aspetto del problema. Vogliono restare col loro uomo per i soldi e tutto il resto, e continuano a soffrire in una relazione che non funziona solo per mantenere quello stile di vita. Ho il sospetto che certi giocatori sentano di aver dato alle loro compagne tanta ricchezza da farle quasi rinunciare al diritto di pretendere la fedeltà.
Tradire non è mai intelligente, ma farlo con delle prostitute è pazzesco. È un rischio che i giocatori corrono da troppo tempo e ora vengono smascherati. È stupido, da parte loro. Se quelle donne accettano di fare sesso a pagamento, come si fa a credere che non siano disposte a vendere anche la loro storia. Non tutti i calciatori si comportano male o sono infedeli, ma troppi rischiano relazioni e reputazione per il brivido di fare qualcosa di rischioso. Devono farsi più furbi e rendersi conto che non sempre possono cavarsela».
C’è però qualcosa che non torna. Come mai sono sempre gli stessi tabloid ad avere le esclusive? Come fa il News of the World a beccare Sven-Göran Eriksson che da Ct inglese tratta con un finto sceicco; Mazhar Majeed che per la nazionale pakistana di cricket intasca 150 mila sterline per vendere la partita con l’Inghilterra; Crouch che tradisce a Madrid la bellissima conduttrice Abbey Clancy alla quale è legato da 13 mesi; Rooney che paga 1200 sterline la notte brava a tre e 200 il portiere per comprargli, di notte, un pacchetto di Marlboro?
Sarà un caso, ma è il tabloid che nel 2003 era diretto da quell’Andy Coulson poi capo ufficio stampa dei Conservatori e oggi direttore della Comunicazione del Premier britannico David Cameron. Lo stesso oggetto dello scandalo intercettazioni illegali che nel 2007 ha portato in carcere il giornalista Clive Goodman e l’investigatore privato Glenn Mulcaire. E non per caso, con il New York Post e il Wall Street Journal, al centro della guerra economica fra Murdoch e il New York Times della famiglia Sulzberger.
Non c’entrano invece le lotte di potere con Micah Richards che nel 2007 con il telefonino si riprese con un amico in un video porno con una fan adolescente; con Mickaël Essien che ha tradito cinquanta volte Veralie Dela Ackumey, poi implorata in lacrime di perdonarlo; con gli ormai “britishizzati” Cristiano Ronaldo (da leggenda il suo weekend romano con amico e due squillo, o le cinque hooker nell’idromassaggio della sua villona a Manchester); con i messicani Carlos Vela (Arsenal) e Efrain Juarez (Celtic), squalificati per sei mesi dopo il party erotico da 2.000 euro, e 15 fra prostitute e un noto travestito, per festeggiare l’1-0 sulla Colombia nell’amichevole del 7 settembre a Città del Messico.
È il sesso sfrenato il “nuovo” male del calcio britannico. E dire che nel 1878 il consiglio direttivo del Lancashire & Yorkshire Railway, una compagnia ferroviaria, nelle scuole pubbliche aveva promosso il football «come alternativa muscolare ai tanti mali della società vittoriana, dall’alcolismo alla masturbazione». Almeno per il secondo ha funzionato. Pure troppo. Troppo sesso, siamo inglesi.
CHRISTIAN GIORDANO, Guerin Sportivo








