mercoledì, febbraio 23, 2011

Anelka, il bomber che non sorride mai

Chissà come si dice in francese, o in inglese, "segna semper lü". A Carlo Ancelotti potrebbe servire perché il suo Ganz, in Champions, è Nicolas Anelka: uno che quella coppa l'ha già vinta, da protagonista, al Real Madrid, nel 2000.
E che se continua così, potrebbe trasformare l'annata più difficile dell'era-Abramovich, per usare le parole di Carletto, "nella stagione più importante nella storia dei Blues". Blues che magari non staranno tanto bene, ma che non sono ancora morti. Ancelotti aveva ragione alla vigilia, e ha avuto ragione anche sul campo. Con la scusa dei 120' costati l'eliminazione ai rigori in Fa Cup con l'Everton, a Copenhagen è andato sul sicuro: 4-4-2 con Torres e Anelka di punta, e panchina per Drogba, entrato a partita, e qualificazione, già in ghiacciaia. E non solo in senso metaforico, nella gelida serata danese.
Decisivo, come in tutta questa Champions, è stato proprio questo ombroso e lunatico attaccante che, quando vuole, fa la differenza: 20 gol in carriera nel torneo, più reti che partite in questa edizione; 7 in 6 gare.
Da titolare, ha sempre segnato e l'unica che non ha giocato è la sola che il Chelsea ha perso: 2-0 a Marsiglia. Ma il primo posto era già sicuro con due turni di anticipo.
E mentre Torres ha perso il sorriso alla ricerca del primo gol coi Blues, Carletto si gode l'attaccante che non sorride mai. Anche se segna semper lü.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

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