sabato, febbraio 12, 2011

Là dove osano i Rooney

Allora: ci sono i grandi giocatori, i fuoriclasse e gli uomini-derby. Poi, lassù, c'è Wayne Rooney.
Il 157esimo derby di Manchester lo vince lui. Come Pelé in "Fuga per la vittoria". Il sogno di ogni bambino che vola là dove osano i predestinati.
Lui, sin lì il peggiore in campo, nella sua stagione più difficile, decide la partita e, forse, la Premier. E poi esulta come se, finalmente, si sentisse. Anzi: risorto.
Come la "Charlie's cross", la leggendaria croce di George, che nei supplementari diede all'Arsenal sul Liverpool la FA Cup del '71.
Come le ali di Beckham dopo la punizione alla Grecia che all'ultimo minuto qualificò l'Inghilterra al Mondiale 2002.
A braccia aperte, come il Cristo del Corcovado, l'angelo di Rio simbolo del prossimo Mondiale che "Roo" non potrà fallire.
All'Old Trafford, in una partita dominata a tutto campo da Nani e Giggs per lo United e da Silva e Kompany per il City, a decidere non poteva che essere la giocata del campione. Magari quello lasciato a sorpresa in panchina: Berbatov per Ferguson, Dzeko per Mancini, che appena l'ha mandato dentro s'è ripreso la partita. Che poi gli è scivolata via, come la Premier e, forse, il 35esimo anno con un City senza titoli. Perché ci sono i grandi giocatori, i fuoriclasse e gli uomini-derby. E poi, lassù, c'è Wayne Rooney.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
christian.giordano@skytv.it

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