martedì, marzo 08, 2011

Il fiume di Cesc

Dice un proverbio cinese che un uomo non si bagna mai due volte nello stesso fiume: perché non è più lo stesso fiume e non più lo stesso uomo.
Sarà così anche stasera. Arsenal e Barcellona non sono più quelle della finale di 5 anni fa, e neanche del quarto di finale della scorsa stagione.
E il fiume Camp Nou sarà diverso da quello in cui i Gunners, pieni di infortuni, affondarono sotto i quattro colpi di Leo Messi.
Anche gli uomini sono diversi. Wenger che dal 2005 non vince mai. Al posto di Rijkaard, Guardiola che non ha più lo scudo Laporta ma Rosell e solo al terzo tentativo, dopo i rapporti difficili con Eto'o e Ibra, ha trovato il feeling con il centravanti: Villa, perfetto nel tridente con la Pulce e Pedrito ormai diventato grande.
Tutta gente che al Saint Denis nel 2006 non c'era. Iniesta giocò il secondo tempo, Xavi restò in panchina, come van Persie, che oggi potrebbe non farcela.
Tra i 22 in campo dall'inizio c'erano solo Vìctor Valdes nel Barca, e Fabregas nei londinesi. Lui, cresciuto alla Masia, col blaugrana nel cuore. E, dopo il mondiale, anche addosso.
Adesso, vuole vincere con l'Arsenal. Per magari, un giorno, tornare a bagnarsi un'altra volta nel suo fiume. Che non potrà essere lo stesso. Proprio come lui.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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