giovedì, giugno 23, 2011

Il fantasma del RiBer

C'era una volta "el River", la squadra più "in" di Buenos Aires, rivale storica dei proletari del Boca, l'equipo dei quartieri popolari.
Adesso c'è solo "el RiBer", col fantasma mai così reale della B [PRIMA PAGINA OLÉ]: una società allo sbando, che da tre anni sbaglia tutto e anche di più. In campo e soprattutto fuori, e che rischia la sua prima retrocessione proprio con un sistema studiato apposta per salvare le grandi che sbagliano una stagione.
Ma il punto più basso nei 110 anni di storia dei Millonarios, i milionari, si è toccato al Gigante di Cordoba: più che per il 2-0, netto, indiscutibile, del Belgrano, per l'invasione di campo e le intemperanze delle Gallinas, le galline, come si chiama la hinchada, la tifoseria, del River per un Superclàsico di tanti anni fa.
Al 7' della ripresa, col Belgrano già sul 2-0, l'arbitro Néstor Pitana ha sospeso la partita per più di venti minuti dopo le prodezze di questo "Ivan il terribile" in versione mate e asado. E naturalmente mascherato, perché ci vuole coraggio per "caricare" così Adalberto Roman, autore del fallo da rigore, che al 26' Cesar Mansanelli aveva trasformato nel vantaggio dei Piratas.
Il raddoppio di Cesar Pereyra su dormita del capitano Matias Almeyda ha scatenato il finimondo. Jota Jota Lopez ha cercato di far reagire la squadra, ma inutilmente.
Il RiBer è sempre meno fantasma e sempre più realtà. Eppure, vincendo 2-0 domenica al Monumental, si salverà. Ma non salverà la faccia, come Erik Lamela, il fenomeno che tutti vogliono e che a 19 anni ha sfogato così la pressione: con un pugno "alla Ibra" a Ribair Rodriguez. Già ammonito, se l'è cavata perché né Pitana né gli assistenti lo hanno visto. C'era una volta el River.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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