martedì, agosto 02, 2011

Supercoppa all'italiana

Milan-Torino a Washington 93. Juve-Parma a Tripoli 2002. Juve Milan a New York 2003. Inter-Milan a Pechino come Inter-Lazio 2009. Tu chiamala, se vuoi, Supercoppa. Italiana anche se il derby milanese si gioca a 8.000 chilometri da San Siro.
Per business: si fa ma non si dice. Conviene a tutti, tranne a chi va in campo e chi allena. La Lega esporta il suo marchio in cerca di nuovi mercati, i nuovi mercati cercano visibilità e i club, fra voli transcontinentali e preparazione anticipata, in caso di stagione-no se la saranno cercata. Vero, ma fino a un certo punto.
Per 10 miilioni di euro la Lega ha promesso alla United Vansen International di tornare a Pechino per tre volte nei prossimi quattro anni. Compreso questo. E da quando esiste (1989), tre volte su quattro chi ha vinto la Supercoppa "straniera", poi ha festeggiato qualcosa anche la primavera successiva: il Milan batté il Torino in America e poi centrò il double: scudetto sulla Juve e Champions sul Barcellona ad Atene. Ma quello era il Milan di Capello e degli Invincibili. Nel 2002 la Juve cinse col Parma a casa Gheddafi e sfiorò il grande slam: vinse lo scudetto, e perse la finale di Champions col Milan e di Coppa Italia proprio col Parma. L'anno dopo, a New York, la Juventus batté ai rigori il Milan ma lasciò ai rossoneri il campionato e alla Lazio la Coppa Italia. Due anni fa, al Nido d'uccello l'Inter giocò meglio ma la Supercoppa fu della Lazio; poi centrò il triplete. Insomma, non è detto che porti male. Di sicuro porta milioni.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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