sabato, novembre 12, 2011

EuroCapello, ci vuole un fiore

Il fiore all'occhiello, sul petto, orgoglioso, di Fabio Capello, è uno e trino. Quello più vistoso per il matrimonio del figlio Pierfilippo, cerimonia alla quale il papà Ct non ha potuto partecipare. Quello più sentito, il papavero rosso del Remembrance Day, il giorno della commemorazione dei soldati caduti nella Prima guerra mondiale. E quello, metaforico, della vittoria contro la Spagna campione d'Europa e del mondo.

Non la partita più bella della sua gestione, tutt'altro, ma la più prestigiosa. E per la prima volta con al fianco solo l'altro Franco,Tancredi, e senza più il team manager Baldini, che a qualificazione raggiunta è tornato alla Roma che con lui, dieci anni fa, vinse lo scudetto. L'ultimo.

A Wembley, dove Baldini era presente, ma solo da spettatore, la nuova Inghilterra ha vinto giocando un calcio antico. Attento, alla Capello. E proprio contro la Spagna del tiki-taka, costruita a immagine e somiglianza del Barcellona ma senza Leo Messi. La squadra a cui Baldini s'è ispirato per la sua Roma-bis da far plasmare a Luis Enrique.

Trovato quasi per caso il gol del capitano Lampard (con Terry in panchina ad applaudire), Mr Fab si è sbracciato per far salire i suoi, tutti corti e stretti e in 10 dietro la linea della palla. Ma quando la Spagna ha cominciato a giocare da Barca e Fabregas e Villa a sprecare gol fatti, s'è vista un'Inghilterra all'italiana. Il palo che aveva detto no a Bent e sì a Lampard, ha chiuso la porta a Villa. E schiuso una smorfia sulla mascella volitiva di Capello. Ma non ditegli che è un sorriso. Neanche con un fiore.

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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