giovedì, dicembre 22, 2011

Carlò, un amico per Leo

Ci voleva un "Amico", per Leo uomo troppo solo al comando del Paris-Saint-Germain. Non alla Venditti, "per dimenticare". Ma alla Renato Zero, gettonatissimo nelle cene con Karaoke da Carletto, sorcino della prima ora dai tempi della Roma.
"Sarà (come) tornare ragazzi e, crederci ancora un po'...". Non più nella Milano rossonerazzurra, ma nella Parigi biancorossobleu. Al club con la Tour Eiffel sul cuore. Al Paris Saint-Germain che sta per divorziare da Antoine Kombouaré nonostante il primo posto in Ligue1 a +3 sul Montpellier.

Non è solo per il bel gioco, che con Carletto non è mai mancato e mai mancherà. Questione di abitudine a vincere. Cifre inarrivabili per il calcio italiano che solo sceicchi possono permettersi, in cambio di chi ha reso possibile tutto, o quasi.

Curioso destino per uno che alla Juve e al Milan prima di Manchester 2003 avevano dipinto come un Eriksson di Reggiolo : un perdente e neanche tanto di successo. Non contavano la promozione in A con la Reggiana, i preliminari di Champions col Parma, l'Intertoto e due secondi posti con la Juve, naufragata a Perugia con Collina versione Noè.

Quel rigore di Sheva, cambiò tutto. Il sopracciglio alzato era diventato un vezzo e non più un vizio, idem la passione per la tavola e la sigaretta in panchina, quando ancora si poteva. Perfino le baruffe nell'aria - con Seedorf, il Cavaliere, Sheva, Kaladze, Gila - sparivano alzando trofei, la Champions il preferito. Pur quella Abramovich lo aveva convinto a fargli imparare l'inglese, salvo poi licenziarlo nei corridoi del Goodison Park dopo il Double al primo tentativo. Adesso Leo ci prova col francese. Monsieur Carlò non lo tradirà. Ma sappia che un amico sa anche dirti di no.

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

Nessun commento:

Posta un commento