giovedì, dicembre 08, 2011

Kashiwa Reysol, l'alba dei Re Sole

Primi a conquistare un posto nella Champions League asiatica 2012, ultimi a guadagnarsi il mondiale per club. Merito della combattutissima J-League, che i Kashiwa Reysol hanno vinto – da neopromossi, mai successo - alla 34esima giornata in un appassionante sprint con Nagoya Grampus e Gamba Osaka: tre squadre in due punti a 90’ dal termine.

Col comodo 4-0 sull’Albirex Niigata, i “Sun Kings” sono diventati la terza neopromossa nella storia della massima divisione giapponese a qualificarsi subito per la Asian Champions League, col sofferto 3-1 sugli Urawa Reds invece hanno mantenuto il punto di vantaggio (72 a 71) sul Nagoya e vinto il loro primo, due volte storico titolo di campioni del Giappone.

Partiti per centrare una tranquilla salvezza, i Reysol – dalle parole spagnole rey (re) e sol (sole) – hanno via via preso fiducia e cominciato a crederci. E il titolo, da sogno proibito, è diventato realtà. All’ultima giornata la capolista aveva un punto di vantaggio sul Grampus e due sul Gamba. Tutte e tre giocavano in trasferta: la capolista al Saitama di Urawa, il Grampus a Niigata con l’Albirex e il Gamba a Shimuzu col S-Pulse. Pressione, per chi ha giocato in Brasile, significa casa. E così a fare la differenza è stata l’esperienza in panchina di Nelsinho Batista e la classe in campo di Leandro Domingues, con 14 gol terzo cannoniere del campionato. Il trequartista brasiliano è stato tra i migliori con gli autori delle reti decisive: il connazionale Jorge Wágner, il difensore Waturu Hashimoto (in rovesciata) e il 20enne interno Akimi Barada.

Grazie anche alle papere (sull’1-0 e sul 3-1) di Kato, il portiere dei Reds, Baptista, ex Nagoya, ha ritrovato la sua “Nelsinho Magic”, la magia che lo aveva abbandonato solo in finale Intercontinentale ’97, 2-0 del Dortmund di Nevio Scala sul Cruzeiro a Tokyo. E invece proprio nella prefettura di Chiba, un’ora a nord-est della capitale, ha scolpito il suo capolavoro. Un 4-4-2 o 4-3-3 (in possesso) al comando per l’82% del torneo e quasi autoctono: protagonisti i due brasiliani, comprimari il nordcoreano An Yong-Hak a metà campo e i difensori sudcoreani Park Dong-Hyuk e Kweon Han-Jin. Al mondiale troverà l’Auckland City ed eventualmente il Monterrey nella parte di tabellone con testa di serie il Santos, l’ex squadra di Nelsinho e del 33enne centrocampista Wágner. Fino alla semifinale non un cammino impossibile per una squadra che da due anni vive in una favola.
Christian Giordano

la stella - Leandro DOMINGUES
L’Ibrahimovic dei poveri, non per caratteristiche ma per campionati vinti da primattore: 5 titoli statali in Brasile (4 in fila col Vitória, uno col Cruzeiro), due in Giappone. In due stagioni ai Sun Kings, 26 gol in 59 partite da attaccante esterno o dietro le punte Junya Tanaka e Masato Kuda. Ma a 28 anni il sogno Seleção resterà tale. (ch.giord)

l’allenatore - Nelsinho BAPTISTA
Ex terzino destro di Ponte Preta, São Paulo, Santos e Juventus (São Paulo), 61enne brasiliano di Campinas, è alla 26ª stagione in panchina. In Brasile ha vinto quasi dappertutto e ha allenato anche in Colombia (Sporting Barranquilla), Arabia Saudita (Al-Hilal), Cile (Colo Colo) e Giappone (2 J-League e coppa di Lega al Verdy). Auckland City e Monterrey lo separano dal derby col Santos, che lo esonerò nel 2005 dopo due storici ko: 7-1 dal Corinthians e 4-0 dall’Internacional. Lasciato lo Sport Recife per contrasti con le star, è al Reysol dal 2009. In due anni, primo in J-League in II e in I divisione. “Nelsinho magic” è tornato. (ch.giord)

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