sabato, gennaio 21, 2012

Coppa d'Africa per la Storia

Comunque andrà, in Gabon e Guinea Equatoriale, sarà già Storia, con la maiuscola. La prima Coppa d'Africa del post Primavera Araba, che il continente l'ha ridisegnato, stravolto, cambiato per sempre. Anche nel calcio.

Non ci saranno le superpotenze Camerun e Nigeria e nemmeno l'Egitto, tricampione in carica. Ma ci sarà la nuova Libia, la prima senza più il colonnello Gheddafi e con un nuovo inno, una nuova maglia e nuovoe speranze. Non di successo finale, ma per un presente e un futuro di libertà. La vera impresa, invece, l'ha già centrata qualuificandosi sotto le bombe e giocando con i colori degli insorti che, dopo la capitolazione del Rais, sono diventati quelli del Paese. Che adesso ha un nuovo idolo, Samir Aboud, lo Zoff libico che a quasi 40 anni ha difeso lo 0-0 decisivo contro lo Zambia.

Mancherà anche l'Algeria, ma ci saranno - eccome - le altri grandi del Maghreb, la Tunisia e il Marocco. A differenza della Libia, la Tunisia, liberatasi di Ben Ali con la Rivoluzione dei Gelsomini, non può per tradizione che puntare al successo. Anche perché ha vinto un anno fa la Coppa riservata ai giocatori di club africani e ha in squadra il Riquelme nordafricano, Oussama Darragi, numero 10 dell'Esperance Tunisi visto anche al Mondiale per club.

Anche il Marocco può andare lontano. Tutto dipenderà dal veterano Hadji e dai gol di Chamakh, involuto all'Arsenal, e El Hamdaoui, fuori rosa all'Ajax da quando ha rotto con l'allenatore Frank De Boer. In panchina, con il belga Eric Gerets, meteora milanista anni 80, l'esperienza non manca.

E non dovrà mancare anche quella per la sicurezza, due anni dopo la tragedia del Togo in Angola. Angola che cerca sul campo una occasione di riscatto. Sarà l'ultima occasione invece per la Costa d'Avorio di Didier Drogba, capitano e leader del Paese prima ancora che degli Elefanti.

Tra le pretendenti, i soliti Senegal e Ghana, che nel 2010 arrivò a un rigore dalla storica semifinale mondiale. Tra le possibili sorprese lo Zambia, il Mali di Alain Giresse e forse il Burkina Faso, poverissimo nel PIL ma ricco di talenti. Per le altre - Botswana, Sudan e Niger - è già Storia esserci.

SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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