sabato, gennaio 28, 2012

De Gea, l'ultima goccia

Ferguson l'ha difeso finché ha potuto. Ma quando ha visto David De Gea prendere gol così dal centrale danese Agger, non ci ha visto più. E gli ha mandato un segnale. Ha fatto scaldare il suo danesone, Anders Rosenkrantz Lindegaard. Nome shakespeariano, fisico michelangiolesco. Aspirazione, neanche tanto velata, succedere al mito Schmeichel, danese pure lui.

Un paio di incertezze di assetamento, poi il ragazzino s'è ripreso e Lindegaard è tornato in panchina. 24 clean sheets in 45 presenze con l'Atlético Madrid, e il rigore parato a Milito in Supercoppa europea, avevano illuso Sir Alex: 20 milioni all'Atlético e cinque anni di contratto per il nuovo van der Saar, un '90 dall'inglese scadente, ma di grande futuro.

Altissimo 1.92 ma gracilino e con una personalità tutta da formare, ha faticato sin dal Community Shield col City. Poi la papera contro Long del West Brom, la partitona col Tottenham e il rigore parato a van Persie nello storico 8-2 sull'Arsenal. Ma anche un senso di inadeguatezza alle rudezze delle aree inglesi, acuito dall'ipermetropia, difetto alla vista che gli sarà corretto in estate col laser. Fergie - mai così nervoso - lo aspetterà, ma non all'inifinito. A gennaio gli è rimasta la Premier. Perdere in Coppa d'Inghilterra col Liverpool già finalista di League Cup è stata l'ultima goccia. La più velenosa.

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

Nessun commento:

Posta un commento