lunedì, gennaio 16, 2012

Secondo giorno di Scholes

Finalmente a casa, altro che "passo indietro per il club". Paul Scholes, 37 anni e non sentirli, ha risposto così alla stampa inglese che incalzava Ferguson alla vigilia di United-Bolton, il secondo debutto in campionato del suo braccio in campo. Presenza numero 679 e 151esimo gol del Rosso doc che a Manchester è già un monumento. Chiusa troppo in fretta la carriera dopo la lezione in finale di Champions col Barca lo scorso maggio, Scholes è tornato titolare in Premier sei giorni dopo lo spezzone in FA Cup contro il City.

La palla persa sul 3-2 di Aguero aveva fatto alzare qualche sopracciglio sull'utilità dell'operazione-nostalgia. Ma all'eterno ragazzo di Salford, area metropolitana di Manchester, la voglia di campo non era mai passata, visto che da assistente di Sir Alex giocava tutte le partitelle della formazione Riserve.

Gli infortuni della prima squadra hanno fugato i dubbi: e lo United s'è ritrovato, "a zero pounds", il centrocampista più completo degli ultimi 15 anni, parole di Sir Alex e del professor Xavi, l'unico che poteva insidiargli il trono.

Il mitico 18 nel frattempo è passato a Young, e anche se quello col 22 non sarà mai più il vero Scholes, quel che conta è rivederlo a casa. Come Essien, tornato dopo due anni di infortuni. L'ultimo, al crociato anteriore in precampionato. Old Trafford come Stamford Bridge: casa dolce casa. Perché casa è dove hai il cuore.

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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