mercoledì, febbraio 15, 2012

Certe euronotti a San Siro

5-0 al Real Madrid in semifinale nella prima, storica Coppacampioni di Sacchi nell'89. 3-0 al Manchester United: la "Tempesta perfetta" del miglior Milan di Ancelotti, e Kakà Pallone d 'oro 2007. Ci mancava il 4-0, in certe notti a San Siro. Euronotti da Milan. Di quelle che non dormi mai. Prima per la tensione che ti divora, e dopo per l'adrenalina che non se ne va.

E' arrivato contro un Arsenal che non farà la storia, ma fresco, talentuoso, giovane. Troppo. Il coraggio, Wenger, se lo permette in Premier. Ma la Champions è un'altra cosa. E San Siro, un'altra casa. Se il Bernabéu è il tempio sacro del Miedo Escénico e Old Trafford il Teatro dei Sogni, il Meazza rossonero è la tana delle grandi imprese.

Gli anni d'oro del grande Real e della "Quinta del Buitre" si chiusero lì: il 19 aprile '89. Con quel bolide di Ancelotti; poi il diluvio: Rijkaard su cross del Tasso (oggi secondo illuminato di Allegri), e Gullit su pennellata di Donadoni; l'incrocio pulito da van Basten su assist di Gullit, che cala il poker servito da Donadao, che estrae la cinquina sulla ruota di Bergamo.

Un calcio così non si vedeva da vent'anni. Da quello totale dell'Ajax riveduto e corretto dall'Arrighe. Della grandezza del climax ancelottiano ce ne accorgeremo invece tra altri vent'anni. Rivedendo un altro diluvio, in tutti i sensi, che si abbatté sullo squadrone di Sir Alex Ferguson.

La saetta di sinistro di Kakà sotto la pioggia, la folgore di destro di Seedorf e il lancio di Ambrosini in campo aperto per Gila.

Succede, in certe notti. Certe notti qui. Notti di Champions a San Siro. Notti da EuroMilan.

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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