mercoledì, marzo 21, 2012

Mancio-Tévez, orgoglio e postgiudizio

Fuori forma. Sì.
Sei mesi che va al mare, che gioca a golf. Sì.
Costa troppo, sopravvalutato, casinista. Sì.
Sì, Carlitos Tévez - è tutto questo e molto di più. E' anche l'effigie del City tornato a vincere dopo 35 anni. E' anche l'uomo che potrebbe aver deciso - con un assist - la corsa al titolo.

"For me, he is finish", disse il Mancio, nel suo inglese non proprio oxfordiano, dopo l'ammutinamento di Monaco; 182 giorni dopo, invece, non solo l'ha perdonato, ma l'ha mandato in campo, per riacciuffare una partita, e forse il titolo, che sembravano già persi.

E l'Apache - dal barrio dove è cresciuto - non solo gliel'ha cambiata, la partita, ma l'ha rilanciato nella corsa allo United, capolista che adesso è lì, un punto sopra.

Contro il Chelsea, sin lì, sei gol in sei partite. Stavolta, l'assist al velluto come il tocco "sotto" di Nasri, mai in gol contro il Chelsea, a cui in estate preferì il City perché lì aveva più chance di vincere. Non è andata così in Champions, ma potrebbe andare così in Premier. Grazie al Mancini di ieri, a quello di oggi e un po' anche a quello di domani. (IMG prem giordano sfilano mancio-tevez-balo)

Orgoglio e intelligenza battono sentieri opposti. Al Mancio, che in quei due rivede se stesso, glielo ha insegnato Boskov.  Così si vincono i campionati..

PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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