martedì, aprile 24, 2012

Leo e DD, sliding doors

Il calcio - come la vita - è fatto di sliding doors, porte scorrevoli che possono aprirti il paradiso e un attimo dopo, spalancarti l'inferno. E viceversa. Leo Messi e Didier Drogba l'hanno sperimentato sulla propria pelle. From Hero to Villain, da eroe a villano o viceversa, a seconda del tifo, e della latitudine. La Pulce, in blaugrana mai così giù come nell'andata a Stamford Bridge, sembrava tornata il gigante che gioca fra i bambini. Iniesta, che tre anni fa aveva punito i Blues pescando l'incrocio al 93', era tornato a popolare gli incubi di Drogba, che nel turco Cakir già rivedeva lo spettro del norvegese Øvrebø: Blues sotto 2-0 e in dieci all'intervallo per l'ennesima follia - stavolta in campo - del capitano, John Terry. Invece, come nel film, la sceneggiatura stravolge in un attimo la vita dei protagonisti. Drogba in versione Eto'o 2010, gioca la partita della vita da difensore aggiunto, ma sul più bello stende in area Fabregas: rigore. Dal dischetto Messi, è una sicurezza: ma lo era anche Baggio a Pasadena. Stavolta la porta - scorrevole - nel cielo di Leo è la traversa di Cech. Sliding doors. L'epitome del tiki taka è, forse, il canto del cigno di una squadra irripetibile. Pep non può che prenderla con filosofia. Lo scugnizzo Di Matteo salta in groppa al momento. E rinasce persino el Nino, Torres. Per lui, ex colchonero, la finale forse sarà un derby. Per il re leone, e gli altri senatori orfani di Mou, solo una favola in attesa di lieto fine. Magari contro il maestro, da eroe a villano. PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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