martedì, aprile 24, 2012

Pep e Dima, maghi contro

Sarà un caso ma senza Piqué - il piccolo Beckenbauer - sono arrivate due sconfitte in fila. E che sconfitte: l'1-0 a Stamford Bridge potrebbe costare al Barca la seconda finale di Champions consecutiva, la terza in quattro anni di gestione Guardiola. Quella nel Clàsico, nel tempio sacro del Camp Nou, è già costata la Liga, certo già persa nella gara a tappe con le piccole e non nella corsa di un giorno coi rivali di sempre. Al suo Barca non capitava dall'11 settembre 2010 di perdere al Camp Nou in campionato: 0-2 con l'Hercules poi retrocesso. E due partite consecutive Guardiola non le perdeva da fine maggio 2009: 2-1 a Maiorca e 0-1 con l'Osasuna. Succede, quando gli allenatori si mettono a fare i maghi. Stavolta però Pep ha esagerato: Piqué, Fabregas, Sànchez e Pedro e in panchina, Thiago in mezzo e Mascherano in difesa con Puyol. E Tello su Sergio Ramos come Cuenca su Abate: idea buona col Milan, ma bocciata dal Barca giù di gamba prima ancora che dalla freschezza del Madrid. Di Matteo e Mou li hanno studiati, e bloccati all'italiana. Col ritmo basso e di fisico, stretti nella propria area, i londinesi; a velocità tripla e negli spazi larghi, i merengue, che poi là davanti hanno quello là, un CR7 da Pallone d'oro, finalmente guarito dal complesso di Leo. Per Pep, la sfida vale una stagione, anche se c'è ancora la Copa del rey col Bilbao del maestro Bielsa come rete di protezione. Per Roberto, invece, il futuro è adesso. E per com'era cominciata, il miracolo è già esserci. PER SKY SPRT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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