martedì, maggio 01, 2012

Hodgson, Roy d'Inghilterra

Sedici squadre in otto paesi, due volte all'Inter e una a Udine. E, adesso, finalmente, a casa. Sulla panchina che neanche sognava più. Da noi è diventato una macchietta, per quella vocina alla Stanlio, la erre arrotata e l'accento inglesissimo come il suo aplomb. All'estero invece lo conoscono come Roy "Hodgson", senza la g dura: uno che parla cinque lingue e ha allenato tre nazionali (Svizzera, Emirati Arabi e Finlandia) e che sino a un anno fa guidava il Liverpool del post-Benitez. Insomma, non ai confini ma nel cuore dell'Impero. Finirà la Premier con il West Brom, dove prese il posto dell'esonerato Di Matteo, poi si dedicherà solo alla nazionale. Per quattro anni, se però si qualificherà al Mondiale. Per la Football Association, era il candidato unico. Ma solo perché a bruciare Harry Redknapp, più che gli scandali senza prove, erano stati i 12 milioni di euro di clausola rescissoria da versare al Tottenham. Troppi per la F.A. dopo il disastro, tecnico e finanziario, del quadriennio con Capello. A quelle cifre, semmai, poteva arrivare il MOratti pre-fair play finanziario. Fu lui a scegliere Hodgson per il dopo-Bianchi su consiglio di Facchetti. Era il 1995. Due anni dopo, l'Inter lascerà ai rigori la Coppa Uefa allo Schalke 04. Persino Zanetti, sostituito, perse l'aplomb. E Roy la panchina. Portando in finale di Europa League il Fulham, invece, Hodgson ha firmato il capolavoro di una carriera che pareva finita. E che invece ricomincia a 64 anni. Finalmente, a casa. PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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