sabato, maggio 19, 2012

Tedeschi, ma non troppo

Piegàti, ma non spezzati. Se c'è un popolo capace di incassare botte così, quel popolo sono i tedeschi. Stavolta però sarà più dura. Più dura del "tacco di Allah" Madjer e Juary col Porto a Vienna '87. Più dura dell'uno-due da kappaò di Sheringham e Solskjaer all'ultimo gong con lo United a Barcellona '99. Più dura perché stavolta era tutto apparecchiato per la festa. A casa. Con una squadra in missione che aveva già saltato l'ostacolo più alto, il Real Madrid dei Galàcticos, quest'anno più forte anche dell'ultimo Barcellona di Guardiola. Invece, col senno del poi, erano troppi e troppo chiari i segnali. A cominciare dall'avversario: sottovalutato da tutti, capito e copiato da nessuno. Poi l'infortunio di Ribéry, i crampi di Mueller, che non voleva saperne di uscire. Come Matthaeus al Camp Nou. Il Bayern ha attaccato sempre e sbagliato troppo. Fino all'epilogo inevitabile, ma segnato: ai rigori in Europa il Chelsea aveva sempre perso, il Bayern sempre vinto (Champions compresa, l'ultima a MIlano 2001). Purtroppo per i bavaresi, la prima volta è toccata ai loro uomini-simbolo. Robben, che ha appena rinnovato fino al 2015, e Schweinsteiger, l'idolo di casa che non riusciva a guardare mentre l'olandese sbagliava il rigore che, nel supplementare, poteva significare Champions sicura. E che poi ha sbagliato il suo, di rigore. Quello sì, decisivo. E così, dieci anni dopo il Bayer di Toppmoller, ribattezzato "Flopmoller" perché secondo in tutto, è il Bayern a centrare il suo triplete al contrario: coppa di Germania e Bundesliga dietro il Dortmund, campione anche nel 2002; Champions lasciata al Chelsea. La maledizione continua. Ma niente paura, anche se qualcuno solo di adozione, sono tedeschi: li pieghi, ma non li spezzi. Ci riproveranno. Magari già a Wembley 2013, ma senza rigori, bitte. PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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