giovedì, giugno 14, 2012

Adelantero, don Vicente

Gracias, don Vicente. Giocare - dal primo minuto - con centravanti alto più di uno e settantacinque non è reato, e grazie di non averlo fatto contro di noi ma solo con l'Irlanda. Del Bosque ha ammesso l'errore - che forse tale non era - e non ha ripetuto l'azzardo: ricalcare la Spagna sul tiqui taqui del Barcellona, ma senza Messi. Contro l'Italia, esperimento riuscito a metà: perché proprio Fabregas - fino al pareggio il peggiore in campo - ci aveva spezzato il sogno di battere i campioni d'Europa e del mondo. Poi Fernando Torres, entrato dalla panchina, quasi quasi ci spezzava anche l'illusione-qualificazione, che dopo la Croazia è un po' più lontana. Contro il Trap, l'Omone di Salamanca non ci è ricascato: alla stampa spagnola ha detto "avevo ragione io", ma poi le ha dato retta: Torres titolare e Fabregas in panchina. Pronti-via e el Nino è tornato quello dei bei tempi. Doppietta e super prestazione, chiusa con la solita sostituzione ma stavolta per la meritata standing ovation. Fabregas, poi, ha chiuso il conto, con un'esultanza troppo rabbiosa per un 4-0. Ma a don Vicente non sarà dispiaciuto. Quale milgior modo di dirgli "gracias, don Vicente". PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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