sabato, giugno 23, 2012

EuroMou

Il suo Cristiano Ronaldo, che si sveglia proprio contro l'Olanda dell'ex pupillo Sneijder e poi elimina, quasi da solo, la Repubblica Ceca. La Grecia, presa a pallate da Khedira e Özil, i polmoni e la fantasia del suo Real Madrid. Adesso persino la doppietta di Xabi Alonso, non proprio un goleador ma la diga, merengue, dei campioni d'Europa e del mondo, che - complice il suicidio perfetto di Blanc - ha mandato a casa la Francia del suo Benzema, tornato l'indolente «gattine» che tanto lo faceva infuriare un anno fa, al punto da farsi prestare Adebayor per mettergli pressione. Tutto si può dire, di questo Europeo, tranne che non sia un altro trionfo di José Mourinho: Portogallo, Germania e Spagna, tre semifinaliste su quattro sono lì grazie ai suoi giocatori e del suo discepolo in panchina, Paulo Bento, Ct portoghese che i maligni chiamano già Bentinho. Sempre attento agli equilibri di spogliatoio quanto all'immagine, Mou nel programma vacanze aveva inserito subito Karkhiv e Lviv, per tutti le sedi del gruppo di Germania e Portogallo, per lui un derby fra i portoghesi CR7 e Pepe da una parte e i tedeschi Khedira-Özil dall'altra. Con grandi "ex", conquistati a colpi di SMS, come Sneijder. All'interista, da due anni poco speciale, Mou non ha portato bene. Agli altri sì. Persino Xabi Alonso sembra tornato il regista a tutto campo che aveva fatto innamorare la Juventus e non il fratello scarso che tante critiche aveva portato al primo Mou che lo schierava nel doble e triplo pivote. Purtroppo per gli azzurri, anche l'Inghilterra ha i suoi mourinhiani, ma il più forte ce lo abbiamo noi. Chissà che non sia lui, il suo Balotelli, a firmare l'ultimo quarto di nobiltà. E chissà se all'EuroMou farebbe piacere. PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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