giovedì, giugno 07, 2012

Stroppa, lo manda il Maestro

L'allievo non ha ancora superato il maestro, ma intanto ne raccoglie il testimone. Il Pescara del dopo-Zeman riparte da uno dei suoi tanti discepoli, e il prossimo 4-3-3 sarà quello di Stroppa. Non più "Giovannino", ma un giovane allenatore che, nel segno del Boemo, studia da grande. Riserva di Donadoni al Milan di Sacchi, a 22 anni stregò il mondo con un gol in finale di Coppa Intercontinentale nel 1990, 3-0 ai paraguaiani dell'Olimpia Asunciòn. Dopo due anni alla Lazio, esplode al Foggia con Zeman: 8 gol in 30 partite da trequartista sinistro dietro il trdiente Bresciani-Kolyvanov-Roy. L'ex dieci incompreso aveva trovato la sua dimensione, e anche la nazionale. Di Sacchi. Sulla scia del Boemo, che dieci anni dopo lo riavrà all'Avellino, comincia la seconda carriera nella Primavera del Milan e vince subito la Coppa Italia di categoria. Allegri invece vince subito lo scudetto dei grandi, e così, mentre l'Inter in crisi l'anno dopo darà fiducia a Stramaccioni, Stroppa ripartiva dal Südtirol-Alto Adige, Prima Divisione, Girone B. Sembrava l'inizio di una normale gavetta, invece il 7. posto è diventato la grande occasione: la Serie A. Col Pescara che, rifiutato da Gasperini, ha preferito lui a Ferrara e Maran. Forse, su dritta del maestro. Non solo di 4-3-3. PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO

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