Martins in Bolivia. Moreno in Brasile. Nessun sdoppiamento della personalità, ma cognome e passaporto doppi: quelli boliviani li deve a mamma Ruth, quelli brasiliani a papà Mauro. Marcelo Moreno Martins è il classico prodotto di due culture, calcistiche e no. Impara a giocare a Santa Cruz de la Sierra, la città boliviana dove è nato (quarto di sette figli) il 18 giugno 1987, e non in una “academia” ma a La Belgica (Belgio), villaggio dove è cresciuto agli insegnamenti del padre, centrocampista del Palmeiras negli anni settanta.
Nel 2002 entra nella Under 19 dell’Oriente Petrolero, il più prestigioso club cittadino e nel 2003, a 16 anni ancora da compiere, debutta nella prima squadra di Antonio Gottardi, brasiliano oggi sulla panchina del boliviano Guabirá. A inizio 2004 si trasferisce nel nord-est del Brasile, al Vitória di Salvador de Bahía. Il mago dei giovani “Chiquinho” de Assis - sorta di Sergio Vatta locale che ha scoperto Dida, Dudu e l’altro Adailton (capitano del Brasile mondiale U20 nel 2003, ora difensore al Santos) - lo fa subito titolare. Già a marzo “Bolivia”, come lo chiamano tecnico e compagni, viene messo sotto contratto da un consorzio spagnolo che, dopo una stagione e mezza, lo gira al Cruzeiro per 400 mila dollari: l’80% versati al Vitória, il 20% al giocatore. Galeotto il titolo di top scorer (4 gol) della Philips Cup, torneo giovanile vinto in Olanda dal Vitoria. Per lui, il PSV offrì inutilmente 1,5 milioni di dollari.
Per tre mesi è ostracizzato, in campo (come riserva) e fuori (non parla bene il portoghese). Poi firma quattro gol in altrettante partite e dalla “Raposa” non esce più. Come l’accento bahiano, che gli resta dentro. È allora che si guadagna il soprannome di “Metralleta boliviana” (Metralhadora per gli autoctoni) per l’esultanza alla Batistuta nella quale mima il gesto di sparare a raffica.
Considerato uno dei più promettenti talenti del Brasileirão, nel 2005 viene convocato dal Ct René Weber fra i 18 della Seleção Under 20 che in Giappone vinceranno la Sendai Cup. All’epoca suscita polemiche, in entrambi i paesi, la sua foto con la amarelinha numero nove: uno straniero non la vestiva da 63 anni.
«Nadie en profeta en su tierra», disse MMM. Parole tramutate, dopo 4 gol in 6 presenze coi verdeoro, in «boliviano en el corazón» alla prima conferenza stampa con la nazionale maggiore. Chiuso dai mille attaccanti di Dunga, sceglie infatti la Bolivia del suo mentore Erwin “Platini” Sánchez, che lo fa debuttare il 12 settembre 2007 nell’amichevole persa 2-0 a Lima contro il Perú. I primi due gol con “La Verde” arrivano il 20 settembre, nella sconfitta (5-3) di San Cristobal nelle qualificazioni mondiali contro il Venezuela.
Quella doppietta (gran sinistro nel sette e bis di testa, entrambe sue specialità) e il titolo di co-capocannoniere (8 gol come Salvador Cabañas del Club América) della Copa Libertadores 2008, stuzzicano gli appetiti di Liverpool, Real Madrid e Ajax, alla ricerca del successore di Huntelaar, l’ariete ceduto proprio ai merengue. Sulle sue orme anche Napoli e Fiorentina, per la quale il ds Corvino seguiva Fábio, il portiere dei biancoblù di Belo Horizonte. Lui sogna Inter e Real Madrid e si ispira ad Adriano e ai due Ronaldo.
A maggio 2008, dopo un ammiccamento col Werder Brema, la firma sul quinquennale con lo Shakhtar Donetsk, che su di lui investe 9 milioni di euro prima di prestarlo per due milioni – il 30 maggio 2009, dopo 2 gol in 14 partite – proprio al Werder, che si tiene il diritto di riscatto, fissato alla stessa cifra versata al Cruzeiro dagli ucraini. Somma così ridistribuita: 50% agli spagnoli proprietari del cartellino, 40% al club brasiliano, 10% al giocatore.
Attaccante completo di 1,87 x 82 kg, secondo Chiquinho de Assis, che lo ha allenato al Vitória, «ha la potenza di Adriano, lo scatto di Tévez e somiglia a Kaká». E «tiene una cabeceada única, como una piedra». Di testa, infatti, è fortissimo (specie in acrobazia). Quasi ambidestro, per mobilità e opportunismo ricorda lo juventino Amauri. Di Kaká, al più, ha il faccino da testimonial per riviste patinate. Ma è più letale su punizione, come dimostra quella “alla Platini” valsa il 2-1 nelle qualificazioni mondiali al già qualificato Brasile, seconda vittima illustre dei 3600 metri di La Paz dopo l’Argentina di Maradona (storico il 6-1 del 1° aprile).
Gran tocco e visione di gioco, gioca in profondità e apre spazi, ma a volte si estranea dal gioco e non ha nel dna i sincopati ritmi europei. Ecco perché Thomas Schaaf al Werder lo impiega come rincalzo per la vecchia volpe d’area Claudio Pizarro e il più grezzo ma straripante Boubacar Sanogo. Ora sta al Matador dimostrare che “O Guerreiro dos Gramados”, il guerriero in campo, non spara a raffica solo in Sudamerica.
Christian Giordano, Guerin Sportivo n. 44, 3 novembre 2009
Solo 5 gli oriundi “canarinhos”
Prima del boliviano Marcelo Moreno Martins, a ogni livello, solo quattro stranieri hanno giocato nella nazionale brasiliana. L’italiano Francisco Police in un’amichevole nel 1918; l’inglese Sidney Pullen (nato a Southampton nel 1895 e morto a Rio de Janeiro negli anni cinquanta), mezzapunta del Flamengo con tre presenze nel 1916; Casemiro do Amaral (1892-1939), portoghese di Lisbona che difese la porta del Brasile cinque volte fra il 1916 e il 1917. L’attaccante Rodolpho Barteczko “Patesko” (1910-1988), polacco di Curitiba titolare ai Mondiali di Italia 34 e Francia 38, che segnò 6 gol in 14 presenze, l’ultima il 5 febbraio 1942: 1-1 in Copa América a Montevideo contro il Paraguay. (chgiord)
LA SCHEDA di Marcelo Moreno Martins
Nato: Santa Cruz de la Sierra (Bolivia), 18 giugno 1987
Statura e peso: 1,87 x 82 kg
Ruolo: centravanti
Club: Oriente Petrolero (Bolivia; 2002-03), Vitória (Brasile; 2004-06), Cruzeiro (Brasile; 2007-08), Shakhtar Donetsk (Ucraina; 2008-09), Werder Brema (Germania; prestito 2009-)
Esordio nella Bolivia: Lima, 12 settembre 2007, Perù-Bolivia 2-0
Primo gol nella Bolivia: 20 novembre 2007, Venezuela-Bolivia 5-3 (doppietta)
Presenze (reti) nella Bolivia: 17 (7)
Palmarès: 2 campionati statali brasiliani (Vitória 2005, Cruzeiro 2008); Coppa Uefa (Shakhtar Donetsk 2008-09); Sendai Cup (Brasile Under 18, Giappone 2005)
Riconoscimenti: co-capocannoniere Copa Libertadores 2008 (8 gol ex-aequo con Salvador Cabanas del Club América)
Numeri di maglia: 9, 18, 25 (Vitória e Cruzeiro); 7 e 18 (Bolivia), 99 (Shakhtar Donetsk), 39 (Werder Brema)
Scadenza contratto: 2013