A volte proprio non ce la fanno, e ritornano. Magari senza gloria, ma tornano.In Italia. Per giocare titolari. Per giocare e basta. Per sentirsi, ancora, importanti.
Diamanti (nella foto, con la moglie) faceva una vita da favola, al West Ham. Persino senza Zola. E avrebbe potuto farla fino al 2014.
L'Italia, però, è un'altra cosa. E così la Serie A.
Un anno fa, l'aveva conquistata, da protagonista, col Livorno. Ma per il professionista meno pagato della A, 50 mila euro l'anno, era ora di costruire qualcosa.
Adesso, dopo 28 presenze e 7 gol in in Premier League, è ora di ricominciare.
Al Brescia, che ha ancora negli occhi il Diamanti che la Serie A gliel'ha fatta riabbracciare con una stagione di ritardo.
Anche un'altra neopromossa ha ancora negli occhi il passato. Quello di Chevanton: 45 gol in 88 presenze col Lecce. Lasciato il Salento, non è stato più lui. Monaco, Siviglia e Atalanta, alla ricerca del gol perduto: solo 2 in 12 gare e la retrocessione in B nei suoi 6 mesi a Bergamo.
Non ha mai lasciato l'Italia, almeno con la "testa", Aquilani. Un anno di infortuni e un feeling mai nato con Benìtez al Liverpool, prima del prestito alla rivale di sempre. Per ritrovare l'azzurro, gli basterà ritrovarsi.
Il "Pampa" Sosa, invece, l'azzurro lo porta nel cuore, e la Sanremese è solo una tappa verso il futuro da dirigente promessogli dal Napoli di De Laurentiis.
Nel futuro di Adriano, invece ci satrà Brasile 2014 solo se riuscirà a tornare "Imperatore". Al primo esame, è stato rimandato. Al 28 agosto. Per la prima di campionato, all'Olimpico, contro il Cesena e forse l'ex laziale Rozenhal.
Un altro che, nel suo piccolo, senza Italia proprio non ce la fa.
PER SKY SPORT 24, CHRISTIAN GIORDANO
ch.giord@gmail.com























